Sono scesi nel tardo pomeriggio dal tetto della palazzina dell’Asp in via Santa Maria La Grande, dove si erano barricati, gli ex lavoratori della cooperativa Sims attualmente senza lavoro, che all’Asp per anni hanno svolto servizi di vario genere, come portieri, uscieri e alla reception. Domani infatti dovrebbe esserci un incontro in Prefettura. Stamattina erano saliti minacciando gesti estremi. Sul posto erano subito arrivati i vigili del fuoco che all’inizio non hanno potuto fare gran ché, fino all’arrivo del telone gonfiabile anticaduta fatto giungere da Messina. Il loro infatti è fuori servizio. Ma di questo ci siamo occupati in un altro servizio che potete leggete su Sudpress 

La protesta, per fortuna senza conseguenze, riguarda una ventina di lavoratori, appartenenti prima alla cooperativa Sims, alcuni riassorbiti dalla ditta vincitrice della nuova gara d’appalto, la Sicilia Police che, come raccontano i dipendenti, ha praticamente ridotto loro lo stipendio di un terzo. Una quindicina hanno rifiutato le nuove condizioni offerte un paio d’anni fa e da allora hanno cercato soluzioni accettando incontri istituzionali a vari livelli.

“I miei assistiti -ci spiega l’avvocato Gaetano Tafuri che segue i lavoratori- non hanno voluto sottostare alle condizioni capestro che la nuova ditta ha offerto loro, assolutamente lontane da quelle del contratto precedente. Il bando che è stato espletato allora dall’Asp di Catania conteneva una clausola specifica e obbligatoria che prevedeva che la nuova azienda, subentrante alla vecchia, dovesse salvaguardare i livelli occupazionali alle stesse condizioni. Anzi questa è da sempre una condizione imprescindibile per poter partecipare a questo tipo di gare. Evidentemente la nuova ditta non ne ha voluto tenere conto. L’Asp avrebbe dovuto vigilare sin da subito e avrebbe dovuto far rispettare le regole e non lavarsene le mani come sta ancora facendo. Anzi se la situazione perdurasse, dovrebbe risolvere il contratto con la ditta in danno, cioè facendosi risarcire -continua il legale-. I lavoratori, in questi due anni, si sono fatti abbindolare da false promesse che poi di concreto non hanno portato a nulla. Ma andremo avanti in questa storia, citando in giudizio sia l’Asp che la ditta che ha vinto l’appalto, non è possibile che a pagare siano sempre i lavoratori e che si faccia leva sulla loro disperazione”.

Tra i lavoratori che hanno accettato il contratto ci sono anche Mario Vasta e Salvatore Gentile, che guardano con apprensione le sorti dei loro colleghi che si sono barricati sul solaio della palazzina. Loro hanno accettato ma ad un terzo dello stipendio di prima, appena 396 euro al mese contro i mille e duecento che percepivano in precedenza.

Con le lacrime agli occhi provano a raccontarci: “I soliti politici hanno promesso tante e tante cose -afferma Vasta- ci hanno chiesto documenti che abbiamo consegnato a tutti gli uffici, sono due anni che facciamo questa vita. Siamo stati anche a Palermo, tutti ci danno ragione ma nessuno risolve il problema”.

“Sono 15 anni che do la mia vita all’Asp – racconta Gentile- e a 60 anni mi trovo praticamente in mezzo ad una strada con un contratto di 395 euro al mese e sono già tre mesi che non pagano! Dentro casa mia non c’è tranquillità e siamo in 7”.