Numeri, simboli, colori, tutto ciò che ci circonda è una palestra per allenare la nostra mente e tenerla in forma. Esercizi utili per un cervello da premio Nobel.

Immaginate un palazzo, un luogo in cui vi sentite a vostro agio. Adesso sviluppate al suo interno corridoi, stanze, terrazze e allestitelo con suppellettili, tavoli, specchi, sedie, tutto quello che vi viene in mente. Potete perfino circondarlo di un giardino, o di una piscina, non sprecate tempo a frenare la vostra fantasia, tanto più il palazzo e gli oggetti che vi si trovano corrispondono alla vostra creatività tanto meglio sarà.

Ecco, avete appena creato un Palazzo della Memoria.

Questa è la prima tecnica, denominata dei loci (luoghi) per sviluppare e allenare la mente. Il metodo è conosciuto fin dall’antichità, utilizzato da Marco Tullio Cicerone per mandare a mente le sue lunghe orazioni e ha avuto ampia diffusione in epoca contemporanea grazie al libro della saggista statunitense Frances Yates. Ne L’arte della memoria la Yates descrive la tecnica dei loci che permette di associare un’immagine mentale a un luogo preciso del nostro edificio mentale. Una sedia con tre gambe diventa allora l’appuntamento dal dentista alle ore 3, mentre una stanza con cinque pappagalli, due armature, quattro poltrone, eccetera può essere il luogo in cui conserviamo il codice della nostra carta di credito. Tanto più i loci che associamo all’immagine mentale sono bizzarri, tanto meglio li ricorderemo. Il nostro cervello infatti ama i paradossi e i giochi.

La conferma che giocare fa bene alla nostra mente ci arriva anche da autorevoli studi scientifici tra i quali spicca quello della Southern California University che ha coinvolto più di 14 mila persone. I giochi di carte a forte componente matematica sono un’utile strumento per tenere il cervello giovane e in forma, proprio come l’attività fisica riduce le problematiche cardiovascolari. La versione europea del blackjack, ad esempio, che poggia su basi matematiche, è un utile strumento per tenere in allenamento la nostra mente. Questo perché permette al giocatore di calcolare in ogni momento le probabilità di vittoria e decidere la mossa successiva. Potremmo citare anche lo scopone scientifico per la memorizzazione e il tressette per le capacità deduttive.

Se vi piacciono i numeri potete sperimentare semplici esercizi che vi consentiranno di tenere sveglio il vostro cervello, ma mi raccomando di non farli a letto. Provate a contare alla rovescia partendo da 200 e sottraendo 5 ad ogni passaggio: 200, 195, 190 e così via. Oppure cominciate da 100 e sottraete 3 ogni volta o ancora iniziando da 150 togliete 7 unità per volta. Semplici trucchi, forse, ma corrispondono a tutti quegli esercizi cui più o meno ogni giorno dedichiamo il tempo necessario per prenderci cura della nostra salute fisica. Perché non farlo anche con il nostro cervello?

Leggere fa bene, non solo per allargare le nostre vedute e accrescere la nostra empatia, ma aiuta anche a prevenire tutti quei disturbi legati alla senilità. Come ci ricorda un articolo pubblicato sul Corriere della Sera la lettura ad alta voce diventa uno strumento utile per ridurre i sintomi più acuti della demenza senile, per migliorare l’umore e più in generale il benessere psicofisico dei pazienti coinvolti nella ricerca. La lettura ad alta voce e la lettura in generale garantiscono una maggiore elasticità alla mente perché sviluppano la creatività e la capacità immaginativa dell’essere umano.

Utilizzate il pensiero laterale per tenere allenato il vostro cervello. La mente ha bisogno di stimoli nuovi per crescere e una buona tecnica da utilizzare è quella del brainstorming. Provate a immaginare venti modi possibili per aprire una bottiglia di vino dal tappo di sughero. Esauriti i più comuni, scatenate la fantasia e sospendete l’incredulità. Che ne dite di mandarla nel passato con una macchina del tempo e farla aprire da un samurai con la sua katana? Anche questo va bene, basta seguire la fantasia e il vostro cervello vi ringrazierà.

Per chi poi non riesce proprio a ricordare neppure cosa ha mangiato il giorno prima: niente panico. La scienza ci viene in aiuto perché come ci ricorda il mensile Le Scienze: alcune dimenticanze ci rendono più intelligenti.

Ma non prendetelo alla lettera, mi raccomando.