Con ormai alle porte la stagione estiva, anche quest’anno ci si domanda se il mare sia pulito e pronto per accogliere al meglio i bagnanti. Si scopre ad esempio, che il bollino rosso permane per il mare soprattutto in alcune zone di Aci Trezza e Aci Castello. Lo scarico delle fogne, in particolare, continua ad inquinare il mare nei due punti già sottoposti al divieto di balneazione: ad Aci Trezza nelle vicinanze della statua di Padre Pio e ad Aci Castello nei pressi del lungomare Scardamiano. E i lavori del collettore, iniziati soltanto da qualche mese, non finiranno prima di due anni e mezzo

Rimane anche quest’anno il divieto di balneazione in due punti importanti della costa tra Acicastello ed Acitrezza. Si tratta esattamente della zona vicino alla Statua di Padre Pio ad Aci Trezza e quella del lungomare Scardamiano di Acicastello. In entrambe le aree ci sarebbero scarichi fognari a mare come risulta anche da recenti rilievi dell’Agenzia Regionale Protezione Ambientale.

“Lo scarico delle fogne avviene a mare e precisamente nelle due zone con divieto di balneazione -spiega Filippo Drago, direttore del dipartimento Biometec dell’Università di Catania-. L’Arpa effettua rilievi costanti delle acque, sempre aggiornati. In questi due punti, risulta alto il livello d’inquinamento“.

Per capirne di più e cercare di sapere se altre zone della scogliera sono soggette a forti inquinamenti Sudpress ha provato ad interfacciarsi con l’ARPA, ma sembra essere un’impresa più che ardua. Nessuno risponde al telefono o se qualcuno alza la cornetta, non c’è mai la persona giusta che fornisca dati certi. Abbiamo provato a chiamare più e più volte ma nulla, sembrano tutti fuori sede o forse, più semplicemente, non vogliono parlare. Ci siamo anche recati personalmente negli uffici di Catania, ma riuscire ad avere informazioni dettagliate risulta estremamente difficoltoso. Dopo un’ora di vana attesa ci siamo sentiti rispondere che l’addetto non era disponibile.

Dunque riuscire a conoscere quale sia il reale livello di inquinamento delle due aree e non solo, al centro dei riflettori anche quest’anno, resta un mistero.

Ma non finisce qui. Risulta  impossibile interfacciarsi telefonicamente anche con l’Asp che dovrebbe poter dare informazioni utili sulla pericolosità per la salute in relazione soprattutto al divieto di balneazione.

Già nel 2014 Goletta Verde di Legambiente denunciava un sistema depurativo non adeguato, segnalando anche lo spreco di soldi, circa 1 miliardo di euro, messi a disposizione dal Fondo di Sviluppo e Coesione, per adeguare la rete fognaria e gli impianti di depurazione.

I lavori per la realizzazione del collettore fognario, dopo anni e anni, sono finalmente cominciati e proseguono attualmente lungo l’ex strada provinciale 54. Sono due i cantieri aperti, uno di fronte al lido “Bellatrix”, all’inizo della Scogliera, e l’altro poco prima dell’hotel “Baia Verde”. I lavori, che continueranno fino al 31 maggio, saranno poi sospesi per tutta la stagione estiva per riprendere in autunno, e si concluderanno soltanto tra due anni e mezzo. Quindi fino a quel momento non si potrà parlare certamente di mare pulito.

Il collettore  collegherà le condotte di Aci Trezza, Aci Castello e Capo Mulini con il vecchio allacciante di Picanello per far convogliare i reflui che inquinano le acque della Riserva dei Ciclopi, di Aci Castello e della Scogliera, al depuratore di Pantano D’Arci. Il canale sarà lungo otto chilometri, per un costo di 21,7 milioni di euro.

Ma anche nel momento in cui dovesse essere ultimato il collettore, il problema rimarrebbe perchè il depuratore di Pantano D’Arci non funziona correttamente.

Per lavorare in maniera adeguata, l’impianto di depurazione avrebbe bisogno del completamento del canale di gronda ovest, noto come collettore B, ma la struttura non è stata ancora ultimata.

Stando così le cose è inevitabile la preoccupazione tra i consumatori-bagnanti per la stagione estiva che avrà inizio tra pochi giorni. Fabio Micalizzi, presidente regionale dell’Associazione dei Consumatori d’Italia CONSITALIA e Nunzio Vasta, presidente nazionale dell’Associazione Nuovi Consumatori Europei, in una lettera a sindaci e altre istituzioni, “visto che nella fascia costiera della provincia di Catania, ed esattamente nel tratto di mare dove è stata istituita l’area marina protetta isole ciclopi di Acitrezza,  a seguito di numerose segnalazioni e denunce, è stata accertata la presenza di numerose discariche fognarie abusive”, chiedono di conoscere quali siano le acque balneabili della provincia.

Anche tra i pescatori c’è allarme. Molti di coloro che svolgono piccole attività di pesca già da qualche tempo preferiscono non avventurarsi nelle acque antistanti la costa per evitare di prendere pesci che abbiano vissuto in acque non proprio salubri.

Insomma, una situazione inquietante, tanto più che le informazioni non vengono diffuse e le istituzioni preposte alla nostra salute preferiscono tacere. Almeno per ora.