“Nel 2016 abbiamo avuto 17000 migranti, di cui 159 sono stati trattati nell’area di Biocontenimento del nostro Pronto Soccorso, già attivo per la popolazione catanese dove, grazie al lavoro del nostro Laboratorio di Analisi, è possibile diagnosticare attraverso metodiche di biologia molecolare in maniera rapida, appena due ore, patologie quali la Tubercolosi”

A parlare è Sergio Pintaudi, direttore del dipartimento di emergenze dell’Ospedale Garibaldi di Catania, nel corso del Convegno Euromediterraneo su Biocontenimento che si è aperto con lo studio dei sistemi per il contenimento delle malattie infettivo-diffusive che ha permesso l’elaborazione del c.d. “Modello Catania”, un progetto di pregevole rilevanza che ha ottenuto notevole considerazione da parte del Ministero della Salute.

La città di Catania risulta essere un modello per il nostro Paese e per l’Europa nella gestione delle emergenze infettivologiche attraverso il piano di contingenza per il trattamento immediato dei pazienti che presentano gravi sintomi tipici delle malattie infettive, e vede riunite le istituzioni in una sorta di “anello sanitario” presente nelle aree attrezzate presso i tre punti strategici del capoluogo etneo, ovvero l’aeroporto – che con il Decreto Ministeriale del 3 Aprile scorso è stato dichiarato Aeroporto Sanitario, il porto e il Pronto Soccorso dell’Ospedale Garibaldi.

Tra i presenti, anche l’Ammiraglio Enrico Mascia – Ispettore Capo del Corpo Sanitario della Marina Militare: “La necessità di attrezzarci per il trasporto in alto-biocontenimento si è presentata nella sua stringente attualità, in rapporto con l’emergenza legata ai flussi migratori. Abbiamo quindi formato il nostro personale della base aerea della Marina Militare “Maristaeli” di Catania dove è presente un sofisticato sistema di isolamento e dove ci sono le competenze necessarie che consentono il trasporto verso gli ospedali di Milano e Roma.”

“L’Aeronautica Militare da circa dieci anni svolge trasporti in alto-biocontenimento”, puntualizza il Tenente Colonnello dell’Aeronautica Militare Marco Lastilla. “Ha raccolto una sfida poiché normalmente le malattie infettive altamente diffusibili non sono trasportabili con il mezzo aereo. All’epoca si iniziarono ad acquisire dei sistemi per il trasporto in alto-biocontenimento del paziente durante il volo che permettono, anche per lunghe distanze, la gestione dei rischi in piena sicurezza e senza alcun rischio per l’equipaggio e per il personale sanitario.”

Per il Comune di Catania è intervenuto il vicesindaco Marco Consoli, bacchettando l’Unione Europea. “Bisogna ricordare anche all’Europa che è finito il momento di fare orecchio da mercante. Occorrono politiche di apertura ampia. La Sicilia è la prima porta d’ingresso dell’Europa e i nazionalismi che in questo momento stanno dilagando nel territorio dell’Unione Europea indeboliscono le politiche europee in materia di accoglienza.”