Il dibattito sulla città e le sue criticità, ospitato ieri dallo Yachting Club di Catania, è stato teatro di un vivace e costruttivo dialogo sui temi centrali per la nostra comunità. Musumeci: “Confermo che a Catania il voto clientelare è caratterizzante”

“E’ una fase complessa di crisi, il vecchio muore ma il nuovo tarda a farsi spazio. A Catania esiste un ceto professionale che ha avuto un peso importante ma che oggi è in difficoltà, e tra queste difficoltà non dimentichiamo mai il ruolo purtroppo centrale ricoperto dalla presenza delle organizzazioni mafiose”.

Con queste parole, critiche ma non rassegnate nei confronti della attuale situazione cittadina, l’Onorevole Giuseppe Berretta inaugura con il suo intervento il dibattito che visto partecipanti insieme a lui, il Presidente della Commissione Antimafia regionale Nello Musumeci, il Presidente della Associazione “Città Insieme” Padre Salvatore Resca, il docente universitario Maurizio Caserta ed il giornalista Piero Maenza.

Un’analisi asciutta ma che non lascia troppo spazio al pessimismo, come il deputato tiene a precisare. “La fase che vive oggi Catania è complessa, ma sono convinto che si possa ripartire dalle tante cose positive che Catania possiede e che oggi sono in difficoltà. La nostra città, anche per la sua collocazione geografica, ha potenzialità enormi e grandi infrastrutture (Porto, Interporto, Aeroporto), un’Università con una grande storia.”

“Accanto a queste cose positive, abbiamo un genius loci caratterizzante di dinamismo e imprenditorialità, c’è però un’ipoteca del passato rilevante. Oggi l’economia è in grande difficoltà in tutti i settori, dall’edilizia al commercio, con il progressivo indebolimento di un settore che era fortissimo a Catania. La responsabilità che abbiamo è quella di tentare insieme percorso di rilancio”. 

Ed è proprio collegandosi al discorso di Giuseppe Berretta che l’Onorevole Nello Musumeci inizia il suo intervento con una diagnosi amara: “Catania è oggi una città malata”.  “Non esiste oggi una classe dirigente capace di affrontare i problemi in modo serio, anche per le enormi difficoltà di comunicazione e dialogo che esistono tra i vari livelli istituzionali. Oggi il Comune ha problemi a rapportarti con la Regione, non esiste più l’Ente Provincia, e lo Stato ha dimenticato la questione meridionale”. 

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“La mafia in tutto questo ha gioco forte, perché non si nutre di morti ma bensì di denaro. La mafia cerca alleati, nel mondo imprenditoriale, nelle istituzioni. Io riconfermo parola per parola quello che ho detto in una intervista al quotidiano La Sicilia, il voto clientelare a Catania specie nelle elezioni comunali è fortemente caratterizzato e caratterizzante. Se poi all’interno del Consiglio Comunale, dice una lettera anonima acquisita agli atti, ci siano anche consiglieri imparentati a soggetti mafiosi imparentati per reati associativi è un fatto su cui stiamo indagando insieme alla magistratura ed alla commissione parlamentare antimafia nazionale”. 

“In una città abituata a delegare alla magistratura il ruolo di denunciare e di individuare le pentole del malaffare non ha fatto piacere che la politica abbia denunciato la politica. Ma ogni tanto può capitare. E’ capitato a Catania, e sono contento di averlo fatto”. 

Anche Giuseppe Berretta ha riconosciuto i meriti della denuncia di Musumeci ed ha voluto esprimere il sostegno all’attività dell’Antimafia regionale. 

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Ma i problemi della città sono anche quelli rappresentanti dal Prof. Caserta che ha parlato delle tante difficoltà che oggi si hanno nel portare avanti affari leciti in modo trasparente: “Il contesto locale impedisce ai buoni affari di essere fatti con trasparenza. Perchè? La storia è ormai scritta, perché la politica non funziona, prendo ad esempio il treno che collega Catania e Palermo che rappresenta bene quello che è la Sicilia. Tutti pensavamo che fosse impossibile arrivare a Palermo in tempo ragionevole, ma oggi scopriamo che ci mettiamo forse 2 ore e 50. Perchè questo succede? “

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Padre Resca, memoria storica e civile della città di Catania, conclude il giro di interventi parlando della trasformazione di Catania e del lento ma inesorabile degrado alla quale oggi è tristemente sottoposta : “Dalla mattina alla sera ricevo in parrocchia tantissima gente che non chiede soldi ma più semplicemente qualcosa da mangiare”. 

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