Provvedimento della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Catania nei confronti di Roberto Morabito, 49 anni, contiguo al clan Santapaola del gruppo di Picanello, condannato in via definitiva per tentato omicidio

Gli uomini della Direzione Investigativa Antimafia di Catania stanno eseguendo un decreto di confisca beni emesso ai sensi delle vigenti disposizioni antimafia dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale, a esito degli accertamenti delegati dal Procuratore della Repubblica Carmelo Zuccaro, nei confronti di Roberto Morabito, 49 anni, contiguo al clan Santapaola del gruppo di Picanello, condannato – in via definitiva – per tentato omicidio e per una serie di rapine commesse tra Catania ed alcune città della Toscana.

Morabito, nel giugno 2013, è stato altresì condannato dalla seconda  Sezione del Tribunale di Catania alla pena complessiva di nove anni e otto mesi di reclusione per estorsione, usura e installazione di apparecchiature atte ad intercettare ed impedire conversazioni telegrafiche e telefoniche.

Con il decreto è stata disposta la confisca di una elegante villetta nel centro cittadino e di una autovettura, per un valore di circa 500 mila euro. Inoltre a Morabito è stata imposta la sorveglianza speciale per 2 anni e sei mesi con obbligo di soggiorno nel comune di residenza.

Le indagini di natura economico-finanziaria e patrimoniale della Dia hanno evidenziato profili sperequativi tra i redditi dichiarati e il patrimonio posseduto da Morabito e dai suoi familiari, tali da fondare la presunzione, accolta dal Tribunale, di una illecita acquisizione patrimoniale.

La confisca del patrimonio di Morabito trae la sua genesi dall’applicazione delle norme giuridiche vigenti di contrasto alla criminalità organizzata. L’attività del Centro Operativo di Catania, incentrata sul cosiddetto principio di “doppia azione”, mira non soltanto a contrastare il fenomeno mafioso assicurando alla giustizia gli organici ai sodalizi criminali, ma anche ad aggredire le organizzazioni criminali sul piano patrimoniale, sottraendo loro e acquisendo alla disponibilità dello Stato i patrimoni illeciti, con gli strumenti forniti dall’attuale legislazione antimafia.