Perché non ci fanno pubblicare generalità e foto come fanno con ladruncoli e spacciatori? Ha 59 anni questa vergogna di maestra che trattava, e chissà da quanto tempo, i bambini ci Aci Catena come pezze da piedi, insultandoli, picchiandoli e terrorizzandoli. Grazie alla denuncia di alcuni genitori, i carabinieri della Compagnia di Acireale sono mirabilmente intervenuti denunciandola con video inconfutabili. Rammarico per la protezione del nome e del volto di questo rifiuto umano che andrebbe conosciuto da tutti affinché se ne vergognino anche i familiari ed i suoi colleghi e dirigenti scolastici che non è possibile non si siano mai accorti di niente! Gogna medievale? SAREBBE ORA! 

Perché di ladruncoli e spacciatori ci vengono inviate generalità complete con tanto di fotografie dei foto volti e niente di queste animali che nell’esercizio di delicatissime pubbliche funzioni al servizio delle fasce più deboli usano violenze inaudite?

Onore a magistratura e forze dell’ordine quando riescono a fermarle, ma di fronte a prove inconfutabili come questo video, davvero non si comprende questo rispetto per una privacy che non merita di essere garantita. Anzi, esattamente il contrario.

E non si comprende come sia possibile che nessuno che si trova a lavorare con questa feccia non si accorga e denunci quanto accade.

Così come non è più accettabile che non vi sia un legislatore capace di far approvare una semplice norma che preveda, anche in deroga allo statuto dei lavoratori, che laddove vi sia utenza particolarmente debole, SIA OBBLIGATORIO L’USO DI SISTEMI DI CONTROLLO VIDEO.

MA CI VUOLE MOLTO, RAZZA DI INCAPACI?

QUANTI BAMBINI, DISABILI, ANZIANI INDIFESI DEVONO ANCORA SOFFRIRE QUESTE PENE E SPERARE NELL’ARRIVO DEI CARABINIERI PER PORVI FINE?

I fatti di Aci Catena descritti nel comunicato diffuso, insieme al video, dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Catania:

“La Procura della Repubblica di Catania, a seguito di indagini delegate ai Carabinieri della Compagnia di Acireale, ha richiesto ed ottenuto dal Gip la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio del pubblico impiego  nei confronti di O.L.R., 59 enne di Aci Catena, maestra di scuola elementare, indagata per i delitti di maltrattamenti e di lesioni volontarie aggravate.

I militari dell’Arma hanno accertato che la maestra era solita sottoporre a maltrattamenti fisici e psicologici i piccoli alunni a lei affidati. In particolare offendeva i bambini, chiamandoli “teste di scecco”, li colpiva alla nuca, al viso e sulle mani, li strattonava con forza e con rabbia per le braccia.

L’attività d’indagine ha preso spunto dalla denuncia presentata presso la Stazione di Aci Catena dai genitori di un alunno, i quali si erano accorti di un improvviso e preoccupante cambiamento di umore del figlio che mal sopportava l’idea di dover andare a scuola e che aveva rivelato ai genitori di aver ricevuto uno schiaffo dalla maestra.

Le indagini, effettuate mediante l’ausilio di intercettazioni ambientali e di riprese videofilmate, hanno permesso, sin da subito, di accertare lo stato di soggezione e di timore nel quale i bambini quotidianamente vivevano all’interno della classe durante l’orario scolastico, costretti a subire i maltrattamenti della maestra che li mortificava sistematicamente ponendo in essere con le condotte sopra descritte.

Sulla base degli univoci elementi di prova raccolti, l’Autorità Giudiziaria etnea ha emesso la misura interdittiva della sospensione dall’impiego per 12 mesi.”