In pratica, con una piccata nota di risposta al nostro articolo che voleva solo porre un pò di attenzione su una partecipata strapiena di debiti e del tutto dimenticata, il presidente Zappia arriva a sostenere l’imbecillità del governo regionale che dispone ispezioni inutili e sempre allo stesso governo, nella qualità di socio quasi totalitario, attribuisce la responsabilità della mancata approvazione di bilancio e rendiconto nei termini di legge. Inoltre, a parte minacciarci di querela ad ogni capoverso, non chiarisce alcune altre cosette, ad esempio come mai una gestione così “virtuosa” abbia in proroga da anni appalti particolarmente “sensibili”, per non dire dei bilanci “in utile” che a quanto si legge…

Nel precedente articolo si dava notizia di alcuni esposti alla Procura relativi ad alcune problematiche di subaffitti ed occupazioni abusive di spazi: il presidente Zappia si dice sereno e ne siamo contenti, concordiamo che sia un bene affidarsi alla magistratura che trarrà le sue conclusioni. Di certo qualche malumore tra gli operatori c’è.

Siamo praticamente al primo capoverso della nota e già subito la prima minaccia del presidente Zappia: “Ovviamente qualora, si dovesse sfociare in riferimenti che travalicano il diritto di cronaca, la Direzione del MAAS si riserva tutte le azioni consentite dalla Legge in caso di comunicazioni o riferimenti che non siano corrispondenti alla realtà dei fatti.”

“Ovviamente qualora virgola“, vabbè lasciamo stare e andiamo avanti.

Subito dopo Zappia entra nel vivo della questione riferendosi alla notizia dell’arrivo degli ispettori da cui originava l’articolo di Sud: in pratica il presidente da degli imbecilli agli uffici regionali che, a quanto dice, attiverebbero inutili e dispendiose ispezioni, niente meno che in tutte le società partecipate per di più sui compensi “che hanno carattere preciso e stabilito da quanto in Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana del 15/05/2015, numero 20, articolo 33”, quindi che le fanno a fare queste ispezioni? In realtà sappiamo, leggendo la lettera d’incarico, che i funzionari hanno richiesto copia degli estratti conto bancari ed altra documentazione. Ma sarà sicuramente “ordinaria amministrazione, hanno tempo da perdere alla Regione.

Sulla questione dei subaffitti, altra minaccia: “la Direzione del MAAS oltre ad ancora riservarsi il diritto di querela stante la gravità dei fatti narrati che sembrerebbero addossare una qualche forma di responsabilità quantomeno omissiva, specifica della sua assoluta attenzione al contrasto del fenomeno.”

“Oltre ad ancora”, se il presidente Zappia afferma la sua “assoluta attenzione al contrasto del fenomeno”, lo scrive proprio lui e ne siamo contenti, vuol dire che il fenomeno c’è e lo ammette chiaramente!

Ma veniamo ai bilanci, la cui ricostruzione presidenziale è davvero interessante. Ribadiamo che la società regionale MAAS è strapiena di debiti per decine di milioni e con enormi rate di mutuo scadute oltre a fornitori non pagati per altri milioni.

Il presidente Zappia contesta la nostra ricostruzione: “Notiamo invero che è di assoluta “ignoranza”, nel senso del verbo latino “ignosco” di quanto la Direzione del MAAS ha operato negli anni della Presidenza del Dott. Emanuele Zappia (e lui che scrive, ndr.) e dei suoi consiglieri.”

Ora, noi “notiamo invero” che intanto il verbo latino “ignosco” non esiste, semmai “ignoscere”, ma a parte questo, vediamoli un pò questi brillanti bilanci.

Scrive Zappia: “Dalla analisi dettagliata esposta dei bilanci del Maas corre l’obbligo sottolineare che gli unici due bilanci in utile di tutta la vita dell’azienda Maas sono stati il risultato della operatività di questa Amministrazione.”

Ah si? Bravi! Vediamo?

Intanto già vantare “due unici bilanci in utile” su una gestione che comincia nel 2012, e quindi di bilanci ne avrebbe dovuti firmare almeno 5 lascia già perplessi.

Il presidente Zappia è stato infatti nominato per la prima volta il 4 ottobre 2012 dal governo di Raffaele Lombardo, di cui è considerato un fedelissimo, ad appena 20 giorni dalle elezioni regionali e in piena bufera determinata dalle sue dimissioni per le note vicende. Venne poi confermato nell’incarico dal governo crocetta il 17 novembre 2015 per un altro trienno che è già scaduto esattamente da un mese.

Nel frattempo, per inciso, il dott. Zappia, come risulta dal suo curriculum e dal sito della Città Metropolitana di Catania alla data odierna, conserva l’incarico di Responsabile Affari Interni di un’altra partecipata, l’agenzia Il Sole dell’Etna di cui si sa al momento molto poco, pochissimo.

Parecchi bei servizi a leggerne la presentazione, ma? Vabbè, poi vediamo.

Intanto torniamo ai bilanci., a questi due unici in utile che vanta il presidente Zappia.

Si riferisce di sicuro ai bilanci 2014 e 2015, perché quello del 2013 lo ha chiuso con un clamoroso -1,445 milioni e quello più recente, il 2016, con altra perdita di 1,168 milioni: capolavori.

Ma come ha chiuso i “due unici bilanci in utile” del 2014 e 2015?

Con delle poste che difficilmente potrebbero ascriversi all’efficacia della sua Amministrazione.

Infatti il 2014 viene chiuso con un modesto utile di appena 68 mila euro meglio di perdere non c’è dubbio, ma solo grazie a “ricavi non previsti e straordinari”, di cui non ci pare ci sia traccia nella nota integrativa,  per ben 1,516 milioni: senza i quali quindi avrebbe chiuso con un’altra bella perdita di 1,448 milioni.

Ma clamoroso è il bilancio 2015 di cui si vanta un risultato positivo per 3 milioni e 19 mila euro. In realtà tale utile è il banalissimo frutto di un “contributo straordinario in conto esercizio” erogato dalla Regione per ben 4,852 milioni, senza il quale anche quel bilancio sarebbe stato in perdita di altri 1,833 milioni.

Super manager, non c’è che dire!

Quindi, come vediamo, gli effetti della sua amministrazione, in quanto ai risultati tipici dell’azienda, è tutto tranne che “vantabile” e “ignosce solo chi vuole ignoscere”, soprattutto dalle parti del governo Regionale che manda “ispezioni inutili su fatti previsti dalla Gazzetta Ufficiale.”

L’ultimo bilancio approvato, quello del 2016, senza i contributi di Mamma Regione, torna invariabilmente in perdita per un altro milione e 168 mila euro.

 

A proposito poi del Bilancio 2017 che doveva essere presentato entro aprile 2018 e di cui non c’è traccia, Zappia scarica anche qui sul Governo della Regione, socio quasi totalitario del Maas (insieme a Comune di Catania, Città Metropolitana di Catania e Camera di Commercio anch’essi quindi responsabili!), che non li avrebbe approvati: “Per quanto riguarda il bilancio 2017 si precisa che lo stesso non è stato ancora approvato dall’assemblea dei soci (quindi colpa dei soci, ndr), successivamente alla sua approvazione si provvederà alla relativa pubblicazione  nella sezione amministrazione trasparente sul sito della società.”

Chissà se alla Regione “gnoscono” o “ignoscono” che si sono dimenticati il bilancio del MAAS…

Agli appassionati delle elucubrazioni contabili lasciamo la lettura, direttamente sul documento che alleghiamo, la ricostruzione che il presidente Zappia fa della situazione debitoria tra rimodulazioni, contenziosi, rate sospese, misteriosi ed imprecisati “pool di banche” che pare non facciano altro che consentire al Maas di Zappia di prendere tempo: fatto sta che ci sono 45 milioni di debiti con decine di rate di mutui scadute!

Due ultime questioni riguardano infine l’efficienza, trasparenza e legalità vantati dal presidente Zappia che nelle prime righe conferma di essere a disposizione della magistratura, e ci mancherebbe.

Difficile inquadrare in tali principi la circostanza che vi siano appalti inspiegabilmente in proroga da anni, in violazione di tutte le norme contenute anche in quelle Gazzette Ufficiali che il presidente Zappia mostra di “gnoscere”.

Il riferimento è agli appalti rispettivamente da 170 mila e 160 mila euro l’anno, scaduti già da 2 anni, relativi ai servizi di Vigilanza e Pulizia.

Bhe, proprio da campionato di efficienza, legalità e trasparenza non ci pare proprio.

Infine, ma così, tanto per non chiudere con freddi numeri e antipatici intoppi burocratici, un’ultima domanda: ha per caso il presidente Zappia notato un qualche particolare incremento di colloqui ed assunzioni “trimestrali” all’interno del MAAS o di alcune sue società appaltatrici nel periodo immediatamente precedente le scorse elezioni comunali di Catania del giugno 2018?

O “ignosciamo” anche questo?