Nessuno si accorge che il cantiere “Torre Biologica” non è stato ancora consegnato, ma l’Ateneo paga la vigilanza armata h24 dal 31 ottobre 2014 ad oggi. Anche per vigilare i “cavi di rame” del parcheggio Zenone e gli uffici vuoti del Polo tecnologico. Mezzo milione di euro in affidamento diretto

Del mega appalto per la fantasmagorica “Torre Biologica” abbiamo già scritto, rilevando come ci si avvia a spendere il doppio di quanto previsto e che alla data del 29 maggio 2015 non risultava ancora collaudato .

Un pasticcio colossale che continueremo a seguire e sul quale pare ci siano anche “risvolti collaterali” di notevolissimo interesse, pubblico e privato.

Ma veniamo alla “vigilanza armata”.

Il 31 ottobre 2014 il Responsabile Unico del Progetto “Torre Biologica”, l’ing. Piergiorgio Ricci informa il direttore generale Federico Portoghese che essendo i lavori in fase di conclusione (“prevista entro il mese di novembre 2014”), “risulta necessario istituire un servizio di controllo degli accessi e di vigilanza dei locali interessati che copra l’intero arco orario delle 24 ore e tutti i giorni della settimana, festa inclusi. (vedi nota ing. Ricci 31 ottobre 2014 )

Nel frattempo, come abbiamo visto nell’articolo dedicato all’intera vicenda dall’appalto per la Torre Biologica, “piogge torrenziali” provocano il ritardo nella consegna dei lavori e di collaudo finale non si parla per mesi.

La Torre Biologica, (e quindi anche il suo contenuto), è quindi in custodia e nella responsabilità della ditta Ricciardello  che sta ancora eseguendo i lavori, a cantiere chiaramente aperto e pienamente operativo.

Nonostante questo, l’amministrazione dell’Università, a seguito della nota del RUP Ricci, decide di assumersi, non si capisce perché e non si capirà in base a quali norme e procedure, i costi per la vigilanza armata H24 ad un cantiere non suo.

In data 25 novembre 2014, i dirigenti Fulvio La Pergola ed Isidoro Maccarrone, dell’Area Provveditorato, riscontrando la nota dell’ing. Ricci, scrivono al direttore generale Portoghese, confermando che “su disposizione della S.V. (di Portoghese, ndr), è stato predisposto un servizio di vigilanza H24.”

Come e quando siano giunte queste “disposizioni” non è chiaro.

Dalla documentazione da noi esaminata non si comprende infatti quale iter sia stato seguito nell’affidamento di questo servizio che come vedremo costerà centinaia di migliaia di euro e che dovrà in qualche modo essere “sanato” dai singoli consiglieri di amministrazione che ne dovranno assumere la personale responsabilità nella seduta del 29 aprile 2015, 6 mesi dopo gli affidamenti.

I dirigenti, nella loro nota prot. 150727, chiariscono non solo che a disporre il servizio, senza alcuna gara e sulla base di una singolare “urgenza” che durerà sei mesi, è stato il direttore generale Federico Portoghese, ma calcolano anche i costi.

Per la Torre Biologica e solo nei 2 mesi di novembre e dicembre 2014 (quando il cantiere Ricciardello ha ancora la responsabilità del sito) il costo viene quantificato in ben 52.264,80 euro + IVA, cioè 871 euro al giorno. Più IVA.

Con la predetta nota al direttore Portoghese, apprendiamo anche che l’Ateneo “analogamente” ha ritenuto, mentre che c’era, di approntare lo stesso servizio di vigilanza presso il parcheggio Zenone.

In questo caso, per il periodo agosto-dicembre 2014, la spesa sarà di “appena” 96.000 euro, cioè 640 euro al giorno. Più IVA, naturalmente.

Divertente la motivazione: evitare il furto dei cavi di rame dell’impianto elettrico (che però pare sia di proprietà della ditta Cofely e non dell’Università) e perché  sono “iniziate nel mese in corso (quindi novembre) le lezioni di medicina presso l’aula magna del Bioscentifico che hanno determinato un notevole afflusso di studenti è stata necessaria l’apertura del cancello in uscita ubicato in via Santa Sofia.”

Quindi, vigilanza armata per dei cavi che non si capisce di chi sono e vigilanza armata per un cancello (per di più ce n’è già un altro gestito da una cooperativa) aperto a novembre ma pagata a partire da agosto(Leggi la nota 25 novembre 2014 dei dirigenti del Provveditorato che motiva e quantifica la spesa per la vigilanza).

Nel frattempo, circostanza non irrilevante, il 28 di novembre il tribunale del lavoro reintegra nelle funzioni di direttore generale Lucio Maggio precedentemente cacciato dal consiglio di amministrazione su proposta del Rettore Giacomo Pignataro che lo aveva subito sostituito con Federico Portoghese.

Questo cambio della guardia fa emergere gli strani affidamenti ed il 16 dicembre infatti qualcuno comincia ad esprimere qualche perplessità su tutte queste spese “urgenti” ed il dirigente dell’Area Provveditorato, Lucio Mannino, scrive al direttore generale facendo riferimento ad una nota interna (quella sopra riportata), rilevando “con particolare grado di urgenza per le ricadute sul piano economico, l’affidamento del servizio in oggetto”, evidenziando “l’affidamento de facto del servizio di vigilanza all’istituto di vigilanza Nuova Invincibile”. (Leggi “L’affidamento de facto” 16 dicembre 2014).

Il 9 gennaio 2015 il dirigente dell’Area Logistica Fulvio La Pergola ribadisce le motivazioni dell’affidamento del servizio di vigilanza per Torre Biologica e parcheggio Zenone, che però viene drasticamente ridotto a semplice “ronda” dal direttore generale Lucio Maggio nel frattempo reintegrato (ed in breve ricacciato), con notevole risparmio di denaro, passando da una spesa mensile di 45.332 ad appena 6400 . (Leggi la nota del dirigente La Pergola del 9 gennaio 2015).

Nel frattempo, il 22 gennaio 2015, il tribunale di Catania accoglie il reclamo del rettore Pignataro contro la reintegra del direttore Maggio che viene quindi di nuovo defenestrato ed insediato al suo posto di nuovo Federico Portoghese.

Passano poche ore dalla cacciata di Maggio che ci si accorge che un altro sito universitario di recente costruzione abbisogna di una vigilanza armata: il Polo Tecnologico di via Santa Sofia.

L’11 febbraio 2015 il RUP Giovanni Luca Icona comunica al direttore generale Federico Portoghese che i lavori presso il Polo Tecnologico sono conclusi e che “in data 23 gennaio 2015 (l’indomani della ri-cacciata di Maggio, ndr) la ronda della cittadella universitaria (della Nuova Invincibile, naturalmente, ndr), segnalava l’intrusione di persone non autorizzate all’interno degli spazi di cantiere”, giungendo alla conclusione che è stato “ovviamentenecessario ed urgente istituire un servizio di vigilanza armata “che ha avuto inizio giorno 23 gennaio alle ore 19.00 e ha un costo pari a 428,40 euro al giorno.” Stiamo parlando di altri 13.000 euro al mese, oltre IVA naturalmente, per vigilare su un sito che ci assicurano essere a tutt’oggi assolutamente vuoto e con appena 2 dipendenti trasferiti presso questo Polo Tecnologico solo in data 13 aprile 2015 e a far cosa ancora non è chiaro. Ma questa è un’altra storia. (Leggi la disposizione di trasferimento con decorrenza 13 aprile 2015) i trasferimenti inutili dell’8 aprile 2015

Tornando alla vigilanza, tutta affidata in via diretta alla Nuova Invincibile srl, che ha un contratto ampiamente scaduto, cominciano a riaffiorare perplessità sia in ordine agli affidamenti si per l’entità degli importi che hanno già superato 500mila euro.

Nel frattempo infatti si è svolta la nuova gara che però non è stata vinta dalla Nuova Invincibile di Domenico Pietro Paolo, ma dalla New Guard.

La New Guard è del padre di Pietro Paolo, Salvatore.

Ma questo non c’entra con gli affidamenti di cui trattiamo, come non c’entrano i ricorsi presentati da altri concorrenti che hanno reso non aggiudicative la gara. Ce ne occuperemo a suo tempo.

Torniamo alla vigilanza.

Tutto questo furore “vigilatorio” alimenta i dubbi e l’8 aprile 2015 il dirigente Carlo Vicarelli decide di chiedere un parere all’Ufficio Legale d’Ateneo. (Leggi la richiesta di parere legale dell’8 aprile 2015).

Il 13 aprile 2015 l’Avvocatura d’Ateneo risponde, confermando tutti i dubbi  circa le procedure e persino le motivazioni (che decide di rinviare alla valutazione del CdA), arrivando a configurare queste spese come “debito fuori bilancio”, considerato che non era mai stato effettuato alcun impegno di spesa. (Leggi il parere dell’Ufficio Legale del 13 marzo 2015).

Adesso ci si comincia ad allarmare sul serio tra i corridoi recentemente riaffrescati con stucco veneziano e finalmente arriva quanto meno una richiesta di impegno di spesa. Il 14 aprile il dirigente La Pergola chiede all’Area Finanziaria di impegnare la somma di euro 100.000 per il servizio di vigilanza presso il Polo Tecnologico che si svolge già dal 23 gennaio, confermando così che prima non era stato fatto). (Leggi la richiesta di impegno di spesa del 14 aprile 2015)

Quindi, il 16 di aprile, quasi tre mesi dopo dall’inizio del servizio, l’Area Finanziaria impegna finalmente la somma di euro 122.000 per pagare il servizio di vigilanza agli uffici vuoti del Polo Tecnologico affidati direttamente alla Nuova Invincibile. (Leggi l’impegno di spesa del 16 aprile 2015).

Si arriva quindi al 24 aprile, quando il direttore generale Federico Portoghese emana il suo decreto 1338 con cui “si regolarizza l’attività di vigilanza svolta dal l febbraio U.S. ad oggi e si autorizza la proroga fino al 30.06.2015 del contratto con l’Istituto di vigilanza Nuova Invincibile, per una spesa complessiva  pari ad € 520.000,00 oltre IVA.”

E alla fine arriva il momento in cui sarà il consiglio di amministrazione dell’Università di Catania che dovrà assumersi la responsabilità, almeno quella personale dei componenti presenti alla seduta, di “sanare” in qualche modo questa vicenda.

Lo fa nell’adunanza del 29 aprile 2014.

Nel relativo verbale si legge: “il rettore ritiene che il Consiglio non possa che prendere atto dei fatti per come oggi rappresentati dagli uffici ed in particolare delle in differibili esigenze di sicurezza per garantire la vigilanza nelle strutture in argomento che hanno determinato la necessità del proseguimento del servizio in attesa della sottoscrizione del nuovo contratto con la ditta vincitrice dell’appalto in corso di espletamento.”

In realtà, come abbiamo visto, non c’è stato alcun “proseguimento di servizio” in quanto si trattava di servizi del tutto nuovi in siti prima inesistenti e che si sta parlando di “un’urgenza” che  si protrae dall’agosto del 2014, ben nove mesi. 

Ma, si chiude il verbale di seduta dopo aver approvato la “sanatoria” proposta dal rettore all’unanimità dei presenti: “Il Consiglio, infine, conferisce mandato al direttore generale per l’accertamento di eventuali responsabilità in ordine ai difetti procedurali emersi dalla relazione degli uffici e per l’adozione di tutti gli atti conseguenziali”. ( Leggi il Verbale CdA 29 aprile 2015)

In pratica, il CdA da incarico di “indagare” sulla vicenda al direttore generale Federico Portoghese che è lo stesso che quelle procedure ha eseguito e disposto quelle spese.

Esattamente come già accaduto per la vicenda delle “spese pazze” (vedi articolo)  ed anche per l’incredibile “transazione da 700.000 euro per le Residenze (v. articolo).

Chissà se un giorno queste storie si studieranno all’Università di Catania.

Come casi da manuale.