Altro che presunte. Si pensava che Giacomo Pignataro con la ormai famosa nota sulla “segretezza dei documenti” d’Ateneo avesse raggiunto l’insuperabile: invece no

Quando venne pubblicata la lettera del rettore Pignataro con cui, a seguito della diffusione da parte di SUDPRESS di alcuni documenti “scottanti” relativi a lavori eseguiti dall’amministrazione d’Ateneo, invocava la “segretezza d’ufficio” e avviava indagini disciplinari, siamo stati subissati da mail e commenti. (Leggi l’articolo “La Trasparenza al contrario del rettore Pignataro”)

Quello che segue è il testo integrale divulgato via mail a tutta la “comunità accademica”:

“Con riferimento alle ripetute presunte “rivelazioni” provenienti da un’unica testata giornalistica (riferibili, peraltro, ad atti deliberativi che l’Università di Catania pubblica regolarmente sul proprio sito, in ossequio ai principi di trasparenza), mi preme ribadire la massima fiducia nel lavoro della Direzione generale dell’Ateneo.

Seguendo un preciso mandato del Consiglio di Amministrazione, il Dott. Federico Portoghese -attraverso un accurato lavoro di ricostruzione delle vicende divulgate, così come di altre sulle quali la suddetta testata giornalistica ‘d’inchiesta’ stranamente non si è ancora soffermata -, sta individuando anomalie e disfunzioni che sono già state e che saranno prontamente segnalate agli organi istituzionalmente deputati al controllo della regolarità dell’azione amministrativa per gli accertamenti di competenza.

Il dovere di qualsiasi amministrazione pubblica in tali circostanze è, infatti, quello di rivolgersi alle autorità competenti affinché queste, nella massima serenità, possano condurre le necessarie verifiche. Resta, ovviamente, impregiudicata ogni altra iniziativa, che si sta attentamente valutando, volta a garantire la rispettabilità delle persone e a tutelare l’immagine dell’Ateneo e dei suoi Organi.

Il lavoro e l’impegno del personale docente e tecnico-amministrativo dell’Ateneo e dei suoi Organi di governo, che sono limpidi, trasparenti ed evidenti, non possono essere inopinatamente calpestati da certe ricostruzioni, prive della necessaria oggettività e completezza, riguardanti vicende amministrative sulle quali si attende la valutazione delle competenti autorità, a seguito della quale questa amministrazione assumerà tutte le decisioni necessariamente conseguenti.

Per il resto, proseguiamo con energia nel rinnovamento del nostro Ateneo, in linea con l’impegno di tante Università italiane.”

Giacomo Pignataro

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Bene, veniamo all’analisi di questa nota che evidenzia sin da subito una difficoltà preoccupante da parte del rettore Pignataro a nominare la testata cui si riferisce con tale minacciosità, ricordando, per i meno giovani, quel personaggio televisivo degli anni ’70, Fonzie, cui si bloccava la favella quando doveva prunciare la parola “scusa”.

A scanso di equivoci, per i distratti ed i nuovi lettori, la testata dovrebbe essere proprio la nostra, SUDPRESS.

Ironia a parte, dico subito, e lo dico a titolo personale (considerato che tutti gli articoli cui si riferisce il prof. Pignataro li ho scritti io), sono prontissimo come sempre a risponderne in tutte le sedi possibili ed immaginabili.

Anzi, anticipo che avvierò immediatamente io stesso le necessarie procedure affinché gli atti da noi raccontati si trasformino in esposti formali all’autorità amministrativa, penale e contabile per il semplice fatto che ritengo che questa amministrazione abbia decisamente superato il limite concedibile.

Sappiamo bene che diverse procure, penali e contabili, avviano inchieste autonome “per notizie apprese a mezzo stampa”, ma in certi casi è bene dare “data certa e sicura” alle proprie iniziative.

Chiusa la parte “per fatto personale”, veniamo a quella più prettamente giornalistica.

Dalla nota, a parte le solite minacce “di ogni altra iniziativa” nei nostri confronti, (che attendiamo con ansia perché si tratta sempre di occasioni ghiotte per affermare la nostra correttezza a differenza di quella di chi ci cita, ed è già capitato molte volte), apprendiamo che il rettore Pignataro ribadisce la massima fiducia nel lavoro della direzione generale da lui scelta.

Ci saranno motivi che sfuggono alla base di questa necessità del rettore Pignataro di “ribadire” così platealmente la propria fiducia nel direttore Portoghese.

Ne siamo contentissimi, perché se c’era un dubbio sulla responsabilità in ordine alle “vicende divulgate”, adesso è stato definitivamente fugato.

Quando il rettore si riferisce ad “altre vicende cui stranamente la testata giornalistica non si è soffermata”, lo rassicuriamo sul fatto che stiamo approfondendo tante altre questioni, ma occorre tempo per essere precisi nella loro valutazione, non sappiamo ovviamente se il suo riferimento sia a passate gestioni della Scuola Superiore o a periodi in cui egli era consigliere di amministrazione dell’Ateneo, ma attendiamo con interesse di poterle proporre ai nostri lettori.

Ci mancherebbe, rimaniamo a disposizione.

Di certo non ci risulta che il rettore Pignataro abbia mai presentato denunce nel lungo periodo in cui è stato ai vertici della gestione dell’ateneo catanese con ruoli diversi. Siamo pronti a dare conto di ogni smentita, naturalmente.

Quello che preme sottolineare e che nella nota, ripetiamo, minacce a parte, non si confuta nessuno dei punti da noi sollevati nei numerosi articoli dedicati alla gestione dell’Ateneo.

Nulla dice sull’incresciosa “transazione” da 700.000 euro per le inesistenti residenze universitarie Lachea scaturente dall’omissione di una semplice clausola di salvaguardia nel contratto sottoscritto dal direttore Federico Portoghese. (Leggi gli articoli “L’incredibile transazione da 700.000 euro. Per niente” e “Nuovi documenti sull’incredibile transazione da 700.000 euro”

Nulla dice sull’altrettanto incredibile “errore” nel pagamento di 856.000 euro in violazione di una cessione di credito operata dall’ufficio finanziario all’epoca retto dall’attuale direttore generale (su cui ha la massima fiducia) Federico Portoghese. (Leggi l’articolo “L’Università di Catania e gli 856.000 euro pagati due volte”)

Nulla dice sulle spese “pazze e frazionate” per lavori svolti presso gli uffici della direzione generale disposti dal direttore generale Federico Portoghese. (Leggi l’articolo “Spese pazze all’Università di Catania? 22.000 euro per una porta scorrevole”

Nulla dice sugli affidamenti diretti relativi ai servizi di vigilanza per Torre Biologica, parcheggio Zenone e Polo Biologico per centinaia di migliaia di euro disposti dal direttore generale Federico Portoghese senza alcuna gara e senza alcun impegno finanziario preventivo. (Leggi l’articolo “L’Università e la “vigilanza de facto”, altri 520.000 euro senza appalto”)

Perché, come afferma Giacomo Pignataro, SUDPRESS sia “l’unica testata giornalistica” ad occuparsi di questi fatti, non è certo problema nostro ma di sicuro resterà per noi un vanto aver aperto uno squarcio su una gestione, e lo dico ancora a titolo personale, gravemente inadeguata della nostra Università.

Del tutto inutili oltre che gravissime (e già sono boomerang), le minacce di azioni giudiziarie come quelle di sanzioni disciplinari, trasferimenti coatti, ripercussioni economiche, repulisti staliniani. Ma ne parleremo a tempo debito. 

Si potrebbe continuare, ma i lettori, e crediamo non solo loro, hanno già tutti gli elementi per poter valutare le vicende che raccontiamo e di poterlo fare sulla base di documentazione originale che aspettiamo venga confutata.

Nelle sedi opportune.  

E fermo restando che la “comunità accademica”, cui il rettore spesso si rivolge con queste lettere “coram populo”, sta dimostrando anch’essa una preoccupante incapacità di reazione a fronte di fatti che non possono che ritenersi enormi nella loro gravità.

Il resto, non è compito di un giornale, ad esso spetta solo raccontare. Cose vere.