Con tutto il resto che stanno distruggendo, ovviamente. La gara a chi è più incapace tra precedente ed attuale maggioranza è proprio appassionante. Davvero imbarazzante assistere a polemiche che dimostrano soltanto come non vi sia alcuna possibilità di sopravvivenza. Finché tutta questa gente non se ne tornerà a casa!

L’ultimo caso riguarda la Finanziaria regionale con il governo che, a causa dei buchi provocati dalle precedenti amministrazioni, non ha trovato meglio da fare che tagliare a destra e manca senza alcun criterio logico, massacrando definitivamente tutti i settori più sensibili, dalla Cultura al Welfare: un disastro!

Sullo specifico taglio operato in danno dei teatri, (micidiale quello completamente folle di 1,8 milioni sul Teatro Massimo Bellini di Catania che ne provocherà la chiusura), è intervenuto, e mancava proprio, il deputato regionale e presidente della Commissione Cultura dell’ARS Luca Sammartino:

“La Finanziaria regionale massacra la cultura e in particolare i teatri siciliani che subiscono grossi tagli. Il Fondo Unico Regionale per lo Spettacolo e il Dipartimento Cinema sono stati azzerati mentre tutte le istituzioni culturali più importanti della Sicilia, come l’Inda di Siracusa, le Orestiadi di Gibellina, il Taormina Arte, e i più importanti teatri siciliani, come il Teatro Massimo e il Biondo di Palermo, il Teatro Vittorio Emanuele di Messina, e in particolare il Bellini di Catania subiscono una riduzione significativa di risorse economiche”.

“Per quanto riguarda il Teatro Bellini di Catania – prosegue il deputato –  in Commissione, con la presenza del governo, si è avviato un dibattito che ha portato ad un mio emendamento che stanzia somme per la stabilizzazione del personale con la legge Madia. Lo ripresenterò durante la discussione del Collegato. Trovo inaccettabile che mentre lavoriamo per dare un futuro stabile ad una delle più importanti istituzioni culturali della Sicilia il Governo tagli 1,8 milioni di euro mettendo così a rischio il futuro dell’Ente. Musumeci si dimostra nemico della cultura”.

Non abbiamo capito quale sarebbe la soluzione e se ci fosse perché non la attuavano quando erano al governo loro invece di fare debiti su debiti senza produrre nulla.

Ma intanto che si prova a capire, ecco che a difesa dell’attuale governo e delle sue scriteriate scelte scende subito in campo l’esponente di Diventerà Bellissima, il movimento del presidente Musumeci, Giuseppe Zitelli che spara alto replicando direttamente a Sammartino:

“Musumeci nemico della cultura? Il vero nemico della Sicilia si chiama Pd!”

“Se la Sicilia ha un nemico, – scrive Zitelli nel suo comunicato – questo si chiama Partito Democratico. Al posto di chiedere scusa per i danni arrecati, per aver lasciato oltre 2 miliardi di debiti per il disavanzo rilevato dalla Corte dei Conti, per non aver speso risorse comunitarie, per non aver programmato niente di serio nella nostra Terra, il deputato Sammartino si permette di sostenere che il presidente della Regione sarebbe ‘nemico della Cultura’. Si vergogni, chieda scusa anche per essere stato tra quelli- come lui sostenitori del governo Crocetta- che nel 2015 hanno votato il bilancio che oggi sta creando tutti i problemi che i siciliani conoscono. Quando vorrà fare un pubblico dibattito sulla Cultura, lo attendiamo in qualsiasi luogo”.

Insomma, scontro tra giganti…questo passa il convento.