Dal 21 novembre si vota per l’ennesima volta per il rinnovo dei vertici dell’ordine dei medici di Catania, dopo i macelli degli anni scorsi tra scandali e scandaletti. Mentre sullo sfondo resta irrisolto quello macroscopico della nuova sede di via Galermo nella quale sono stati letteralmente gettati milioni di euro senza che, a distanza di 4 anni, si sia mossa una sola pietra. Ci torneremo a breve. Intanto esplode un altro siluro terra aria lanciato dalla lista “Ricostruiamo” capitanata dal chirurgo Giorgio Giannone che, per il tramite dell’avvocato Dario Riccioli, ha tirato fuori il caso della misteriosa “Fondazione dell’Ordine dei Medici di Catania” che, tanto per cominciare, non si capisce dove sia stata registrata, opera e gestisce in assoluta mancanza di trasparenza, come del resto lo stesso ordine “da cui emana”, e che risulta addirittura del tutto sconosciuta allo stesso ministero della Salute.

Firmata da tutti i medici candidati della lista “Ricostruiamo”, la diffida dell’avvocato Dario Riccioli rivolta ai commissari dell’Ordine dei Medici di Catania aveva lo scopo di far decadere l’organo direttivo della fondazione che gestisce corsi di formazione, borse di studio e altri “servizi”.

In realtà il risultato più immediato è stato di accendere un altro faro sul magico mondo della sanità etnea che da ogni lato la si guardi ricorda quei manicomi che dovrebbero risultare chiusi sin dal ’78 con la Legge Basaglia.

Intanto quello che emerge ad occhio è l’assoluta mancanza di trasparenza sia della Fondazione che dell’Ordine da cui promana: nelle sezioni imposte dalla legge agli enti pubblici (e loro “promanazioni”) pare facciano a gara a nascondere gli atti di gestione.

Sino a prima della presidenza dell’ordine da parte del dr. Diego Piazza almeno i provvedimenti venivano pubblicati, adesso si limitano ad un asfittico elenco praticamente inconsultabile e del tutto privo dei relativi atti.

Per quanto riguarda la Fondazione composta da 18 consiglieri direttivi, presieduta dal dr. Giuseppe Liberti con vice presidente Sebastiano Ferlito, segretario Elisabetta Battaglia e tesoriere Franco Grasso Leanza, la trasparenza è zero totale: non pubblicano neanche i bilanci e di provvedimenti di gestione neanche l’ombra.

In compenso hanno una bella sede in località di pregio, Corso Italia 402, con almeno 3 dipendenti non si sa assunti come, a che titolo ed in base a quali requisiti.

A dire il vero di questa “Fondazione” non abbiamo trovato traccia negli albi prefettizi o regionali in cui andrebbe iscritta per poter vantare questa denominazione: lo sarà di sicuro ma noi non l’abbiamo trovata, pubblicheremo la precisazione appena ci manderanno copia del decreto di riconoscimento che di certo ci sarà perché sarebbe troppo grave il contrario.

In ogni caso, questo in estrema sintesi l’assunto della diffida, essendo decaduti e commissariati gli organi direttivi dell’ordine dei medici di Catania con l’annullamento delle elezioni svolte nel 2018, per conseguenza immediata dovevano decadere anche quelli corrispondenti della Fondazione che invece hanno continuato tranquillamente a gestirla, risultando peraltro i suoi amministratori candidati alle prossime elezioni.

E torniamo alla questione posta ai commissari, sinora totalmente inerti capitanati dal presidente dell’ordine di Palermo Salvatore Amato (che di “strane fondazioni” si intende e di cui ci siamo già occupati), ed al ministero dall’avv. Riccioli per conto dei medici aderenti alla lista “Ricostruiamo”.

Infatti, dopo aver ricordato la caducazione retroattiva degli organi per effetto dell’annullamento delle elezioni del 18 dicembre 2018, scrive che “i sigg.ri Commissari in indirizzo non hanno ancora provveduto a prendere atto dell’intervenuta caducazione automatica degli organi tutti della Fondazione, per quanto sopra esposto, e ad adottare gli atti conseguenziali, consentendosi così all’apparente Presidente (dott. Giuseppe Liberti, peraltro Consigliere direttivo dell’OMCeO decaduto) di agire illegittimamente come rappresentante apparente ancora in carica della Fondazione, ed agli apparenti organi di agire illegittimamente come apparenti organi ancora in carica della Fondazione.”

E ancora: “In particolare, il Presidente apparente della Fondazione (dott. Giuseppe Liberti), non solo è stato candidato eletto alle precedenti elezioni per il Consiglio direttivo dell’OMCeO di Catania, poi dichiarato decaduto, ma è candidato anche alle odierne elezioni suppletive.” Stesso discorso varrebbe per il vice presidente Ferlito, anch’egli consigliere decaduto della precedente amministrazione dell’Ordine, e per il Segretario Battaglia entrambi candidati alle prossime elezioni.

“Orbene, – continua la nota di diffida – la tolleranza di questa situazione appare contra jus ed espone le odierne elezioni al potenziale pregiudizio, grave ed irreparabile, che la delicatissima ed istituzionale attività della Fondazione, in mano ad organi apparenti e, per lo più, schierati con una delle due liste contendenti (lista ” Ordini’), possa essere strumentalizzata a fini elettorali (a titolo semplificativo, anche con la mera utilizzazione dei locali in uso alla Fondazione per incontri elettorali), ed al fine supremo di non alterare il principio democratico che deve improntare ogni forma e tipo di elezioni.”

La diffida rivolta ai commissari punta “a ripristinare immediatamente la legalità ed il regolare funzionamento della Fondazione, nominando gli organi della Fondazione fino all’insediamento del nuovo Consiglio direttivo ed impedendo immediatamente ad organi apparenti, chiaramente riferibili fiduciae causa alla precedente lista elettorale “Ordiniamoci” vittoriosa delle precedenti elezioni, oggi per 9/15 lista “Ordine”, di esercitare la delicatissima ed istituzionale attività della Fondazione.”

Infatti,- prosegue – il permanere della situazione de qua si pone in palese conflitto con i principi costituzionali di buon andamento e di imparzialità della Pubblica Amministrazione previsti dall’art. 97 Cost., nonché con la disposizione costituzionale di cui all’art. 54, comma II, Cost.; norme tutte che impongono ad ogni pubblico funzionario, nell’esercizio delle sue funzioni, una vera e propria regola di comportamento di immediata applicazione, quale quella di non usare il potere che la legge gli conferisce per compiere deliberati trattamenti di favore, per se stesso o per altri; ovvero impongono l’obbligo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto.”

Infine, la chiosa finale micidiale: “l’intervenuta caducazione automatica dei Consiglieri della Fondazione sopra indicati dalle loro funzioni o dalle loro attribuzioni, inficia tutti gli atti compiuti dai Consiglieri medesimi che, decaduti, hanno finito per usurpare funzioni a loro non più spettanti e, conseguentemente, determinato la·turbativa di un servizio (quale quello della fondazione), certamente di pubblica necessità.”

A dare il suggello finale alla consistenza di quanto contestato arriva la presa di posizione del Ministero della Salute che, nel denunciare esso stesso di sconoscere persino l’esistenza di questa “Fondazione”, impone ai commissari di “ripristinare la legalità”.

Insomma, a noi la Legge Basaglia piace assai, ma forse qualche aspetto andrebbe rivisto…

La nota di diffida dell’avvocato Dario Riccioli per conto della lista “Ricostruiamo”

L’intervento del Ministero della Salute che impone ai commissari di “ripristinare la legalità”