“Date a Cesare quel che è di Cesare”. Evidentemente però l’attuale Consigliere Comunale Salvo Di Salvo non deve pensarla così. Difatti anche quest’anno l’ex Assessore della giunta Bianco sta provando in tutti i modi ad intestarsi la paternità di un murales in onore di Peppino Impastato, sorto nella zona della circonvallazione il 9 maggio 2015. Tutto questo senza alcun motivo valido. Scopriamo perchè.

Puntuale come un orologio svizzero, ogni volta che si ripresenta l’anniversario della morte del giornalista e attivista italiano Peppino Impastato, ecco che Salvo Di Salvo non perde occasione di farsi sentire. Che sia con un post su Facebook o tramite un comunicato stampa ammiccante poco importa, il risultato è lo stesso: intestarsi a tutti i costi la paternità del murales della circonvallazione, in sfregio dei fatti.

Tutto ciò è dimostrazione di una voglia compulsiva di salire “sul carro del vincitore” o è un semplice equivoco? Noi di Sudpress non ci permettiamo assolutamente di ventilare, nei confronti del politico trasformista catanese – lombardiano della prima ora, componente della maggioranza con Stancanelli, poi migrato in Art4 e nella giunta Bianco, un’ipotesi del genere…

Ma in un caso o nell’altro è comunque sbagliato, perchè non ci sono davvero elementi razionali che possano permettergli anche solo pensare di essere il promotore di questa iniziativa. Ma andiamo con ordine, i fatti parlano chiaro: il progetto del murales è stato presentato, nell’agosto del 2014, dalle associazioni ATLAS ONLUS ed Interact Catania Ovest.

La loro idea era quella di realizzarlo, interamente a loro spese, sul muro esterno al Liceo Scientifico G. Galilei di Catania. Ma, una volta inoltrata la richiesta in presidenza, il vertice dell’Istituto non ha dato l’approvazione per diversi motivi “stilistici” (non andava bene l’immagine, non andava bene la frase, non andava bene il colore). E così, invece di incoraggiare una lodevole iniziativa, la si è lasciata scadere nel nulla. Quando si dice guardare più alla forma che alla sostanza…

Così si è dovuto aspettare fino ad aprile del 2015, quando l’autorizzazione è stata finalmente concessa, questa volta dal Comune di Catania. La zona designata per il progetto era la Circonvallazione, quindi il Liceo Galilei, se mai fosse centrato qualcosa in questa storia, anche solo di striscio, è adesso del tutto uscito di scena. Ma Salvo Di Salvo probabilmente non lo sa, e nel post odierno sulla sua pagina Facebook, continua a citarlo in maniera immotivata.

Morale della favola: il murales è stato realizzato a spese – monetarie e di lavoro fattuale e pratico – interamente dai ragazzi di ATLAS ONLUS e Interact Catania Ovest. Così, secondo le stesse modalità, sono stati portati avanti i lavori di restauro dell’anno 2017.

Quindi l’unica cosa che l’amministrazione Bianco, e l’allora assessore Salvo Di Salvo hanno fatto per questo progetto, è stato mettere una firma. Non idearlo, non realizzarlo, non finanziarlo. E di qui a dire “abbiamo realizzato..” ce ne vuole.

Come dice l’allora presidente di ATLAS ONLUS Simone Dei Pieri sulla sua pagina facebook, ciò che sta facendo Salvo Di Salvo è paragonabile alla seguente situazione: “voi andate in Ospedale perché vostra moglie sta partorendo, il medico firma tutta quella serie di documenti necessari per il ricovero e il figlio diventa suo”.

Quindi vediamo di finirla, perchè come dire, lo sanno pure i muri.