Da 25 anni lavora presso la recption del Lido dei Ciclopi con contratto a tempo determinato. Quest’anno, a lido già aperto, non gli è stato rinnovato e non riesce neanche ad averne notizia: ha 59 anni e venerdì comincerà uno sciopero della fame, un bel risultato per un’azienda di proprietà dello Stato! Occasione per parlare del grave tema della gestione dei beni confiscati alla mafia che nel 90% dei casi finiscono per fallire o creare nuova disoccupazione, oltre ad essere amministrati in maniera per niente trasparente: l’ultimo bilancio depositato della srl proprietaria del Lido dei Ciclopi risale al 2011! AGGIORNAMENTO: LA REPLICA DEL PRESIDENTE DEL CDA GLI ULIVI SRL AVV. FRANCESCO CARPINATO

Il Lido dei Ciclopi, incastonato nella splendida baia di Aci Castello, un tempo sede principe della movida estiva della “Catania bene” e persino di eventi artistici e culturali, è di proprietà dello Stato italiano.

Appartiene ad una società, Gli Ulivi srl, il cui socio unico è l’Agenzia Nazionale per i beni confiscati alla mafia controllata dal ministero degli Interni.

L’Agenzia, tanto per inciso, è probabilmente la più importante holding della nazione, gestendo beni per un valore che supera i 30 miliardi di euro.

L’Agenzia ha affidato la gestione de Gli Ulivi srl ad un consiglio di amministrazione, nominato nel luglio del 2015 e formato da tre professionisti che non è noto quanto siano remunerati per l’incarico o costino per eventuali rimborsi spese anche considerando che alcuni consiglieri risiedono a Palermo.

Francesco Carpinato

Presidente è l’avvocato catanese Francesco Carpinato, già amministratore unico della Pubbliservizi.

Consigliere con delega alla gestione del personale l’avvocato di origini palermitane Patrizia Polizzotto.

Consigliere delegato alla gestione finanziaria il commercialista palermitano Diego La Vecchia.

Non si conosce l’andamento della gestione, considerato che l’ultimo bilancio depositato in Camera di Commercio risale al lontanissimo 2011.

Orazio Vasta, che del Lido dei Ciclopi è dipendente “stagionale” da oltre 25 anni, racconta il progressivo decadimento della struttura, sintomo la riduzione dei posti di lavoro e la contrazione in termini di ore lavorate di quelli mantenuti.

Il caso si inquadra in una più generale problematica che attiene, appunto, alla gestione dei beni mafiosi, ed in particolare le aziende produttive, che una volta sottratte alla criminalità e passate sotto la gestione diretta dello Stato, finiscono per andare in sofferenza, distruggendo prospettive per la comunità e posti di lavoro.

Il tutto spesso in condizioni di scarsa trasparenza in ordine alla gestione e persino ai piani industriali di cui non si ha notizia, come nel caso de Gli Ulivi srl.

I beni confiscati alla mafia diventano di proprietà dello Stato e quindi a tutti gli effetti beni pubblici, nella cui gestione andrebbero osservate le regole tipiche della trasparenza che ne garantisca l’efficienza e la salvaguardia: a partire dai posti di lavoro.

Bisogna aprirci un attento focus.


RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO LA REPLICA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE GLI ULIVI SRL AVVOCATO FRANCESCO CARPINATO:

“La società Gli Ulivi srl in confisca definitiva, che gestisce il Lido dei Ciclopi per conto dell’Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati alla Criminalità organizzata, a decisa replica di quanto affermato dal sig. Orazio Vasta in alcuni articoli recentemente apparsi on line precisa quanto segue.

Il tentativo del sig. Vasta di accendere i riflettori sulla sua situazione strettamente personale è maldestro e lancia un messaggio fuorviante e pericoloso per le istituzioni e per la vera lotta alla criminalità organizzata.

La sua pretesa sarebbe quella di lavorare per ben otto mesi alla reception di uno stabilimento la cui stagione balneare è di circa quattro mesi l’anno.

Queste sono le reali motivazioni della sua singola, isolata e infamante protesta.

Peraltro con delibera del CdA del 23.5.2018 l’assunzione del sig. Vasta era programmata dal 15.6.2018 al15.9.2018, come già avvenuto lo scorso anno.

Le argomentazioni usate sono dunque strumentali ad avvalorare pretese incompatibili con una razionale ed economica gestione del personale dell’azienda e vanno oltre i confini della legittima protesta ove si spingono ad adombrare una gestione da “cosa nostra a cosa loro”, lasciando intendere l’esistenza di interessi diversi da quelli istituzionali.

Non può essere dato spazio ad affermazioni faziose, inconsistenti, diffamatorie e non a caso del tutto prive di riscontri fattuali o esempi concreti, anche minimi.

La Società opera in costante sinergia e stretta collaborazione con l’Agenzia Nazionale e con tutte le istituzioni locali.

L’Agenzia Nazionale è costantemente aggiornata ed informata sull’andamento della gestione societaria, sui rapporti con i dipendenti nonché sulle iniziative intraprese da questo CDA ai fini di razionalizzare e contenere i costi di gestione nonché tutelare i livelli occupazionali.

Il Lido dei Ciclopi rappresenta per la comunità catanese un capo saldo della vittoria dell’economia sana su quella criminale. Pur con mille difficoltà e nella contingente crisi economica generale la Società negli anni è riuscita a mantenere e garantire il posto di lavoro a tante famiglie. Dall’insediamento dello scrivente CdA si è proceduto ad una progressiva, razionale e coerente riorganizzazione del personale e del carico di lavoro, che ad oggi non ha comportato alcun licenziamento e che è stata accolta da tutti i dipendenti con grande senso di responsabilità e professionalità La Gli Ulivi – Lido dei Ciclopi è un esempio virtuoso tra le società confiscate che non solo mantengono l’attività ma addirittura la incrementano.

In conclusione si rende noto che il programma di assunzioni degli stagionali non subirà alcuna modifica neppure a fronte di improbabili azioni di protesta atte a soddisfare interessi personalistici in contrasto con il reale fabbisogno aziendale.”

Il presidente del CdA Gli Ulivi srl – Avv. Francesco Carpinato


Il giornale, com’è corretto, ha dato voce ad entrambe le parti in causa e spera in un sereno componimento nella salvaguardia degli interessi comuni, rimanendo in attesa per una più completa informazione del piano industriale già elaborato dal CdA e dei progetti di bilancio a partire dal 2011 delle società confiscate che l’Agenzia Nazionale non ha ancora approvato: come al solito, al di là delle affermazioni di ciascuno, dovranno essere i numeri a confortarne le rispettive tesi, anche nell’intento di poter dare un contributo al rilancio, come giustamente sostiene il presidente Carpinato, di una delle più significative aziende confiscate alla mafia.

PDR