Le armi da guerra e la droga sono state trovate nel corso di una perquisizione nell’abitazione del 40enne Lorenzo Giustino, pregiudicato con precedenti per droga. La Polizia presuppone che dietro ci sia una delle organizzazioni mafiose attive a Librino

Quattro fucili mitragliatori calibro 7,62 completi di caricatore con 106 cartucce, pistole mitragliatrici, tre fucili automatici calibro 12, 2 revolver, due pistole calibro 9×21 con caricatori riforniti, una calibro 22 e un’altra calibro 9 con caricatore rifornito e 8 cartucce: queste le armi che la Polizia ha scoperto a casa del 40enne pregiudicato.

In un primo momento la perquisizione aveva portato al sequestro di due involucri contenenti marijuana, due pistole e un bilancino di precisione, ma quando gli agenti hanno deciso di allargare la ricerca, controllando la cantina e il garage dell’uomo, hanno scoperto un vero e proprio arsenale.

Le armi, in tutto 15, erano nascoste all’interno di un borsone. Dentro anche 5 involucri contenenti quasi sei chili di cocaina. Oltre ad armi e droga sono stati trovati e sequestrati anche 3 giubbotti anti proiettili.

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 “Questa notte – ha detto il capo della Mobile Antonio Salvago – abbiamo effettuato una perquisizione presso l’abitazione di un pregiudicato per reati in materia di stupefacenti. All’interno della casa abbiamo subito trovato e sequestrato della marijuana e un bilancino. “Quando poi- ha continuato Salvago- gli investigatori hanno deciso di proseguire l’attività di perquisizione in una cantina dello stabile del viale Biagio Pecorino a Librino, hanno trovato due armi, un revolver e una semiautomatica, e oltre 700 grammi di cocaina. A quel punto l’attività di perquisizione è proseguita anche in altre cantine e garage dello stabile dove è stato trovato un borsone con 15 armi e oltre 5 chili di cocaina.

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“L’attività è stata effettuata dalla sezione antidroga della squadra mobile – ha proseguito Salvago- Il sequestro presuppone che dietro ci sia una organizzazione mafiosa, e su questo stiamo lavorando. Librino ha al suo interno diverse organizzazioni criminali mafiose, tra cui i clan Santapaola Ercolano e Cappello Bonaccorsi. Riteniamo– conclude il capo della Mobile- di aver individuato quale sia l’organizzazione di riferimento, ma prima di dirlo in maniera assoluta vogliamo avere una serie di elementi che otterremo con una attività di riscontro e indagini che faremo con la Procura.”

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