Quando si pensa al quartiere Librino, è ormai diventata classica l’espressione: “che pessimo posto”. Un luogo abbondato dalle istituzioni, privo di servizi per la comunità e con una deliquenza dilagante. Nessuno scommette in un suo cambiamento e miglioramento. Ma non tutti la pensano così e noi ne abbiamo avuto la prova

Noi di Sud Press abbiamo preso parte alla cerimonia di inaugurazione delle attività sportive presso la chiesa Risurezione del Signore a Librino. Come una vera e propria cerimonia delle Olimpiadi sportive, nello spiazzale della chiesa sono entrati uno alla volta i bambini appartenenti alla propria squadra con le loro rispettive bandiere (la squadra dello Zaffiro e quella dello Smeraldo) accompagnati dalla squadra dei volontari. Ogni squadra ha cantanto a squarcia gola il proprio inno e pronunciato una preghiera, e alla fine la tradizionale corsa di un bambino per accendere la fiaccola con la speciale partecipazione del presidente Federazione Medico Sportiva del Coni Gennaro La Delfa, il quale ha speso delle parole per inviare un messaggio: “lo sport non fa distizioni e non crea barriere. Parla la stessa lingua in tutto il mondo, e per questo è maestro di vita. Bisogna iniziare da piccoli a fare attività sportive, rispettando delle regole, come la costanza e scegliere l’attività che si vuole. Lo sport vi farà diventare campioni di vita, soprattutto se riuscite a coinvolgere anche la vostra famiglia. Inoltre, bisogna anche mangiare bene; purtroppo la Sicilia ha il più alto numero di bambini obesi in Europa“. Ha chiuso il suo discorso augurando un buon lavoro e invitando i bambini a seguire sempre le indicazioni dei volontari.

Prima di iniziare la cerimonia, abbiamo avuto la possibilità di incontrare e parlare con Maria Letizia Altavilla, vicepresidente dell’associazione sociosanitaria di volontariato Misericordia di Librino e operatore del CSVE, Centro di Servizio per il Volontariato Etneo, entrambi con sede presso la parrocchia. Da tre anni svolgono l’attività di doposcuola in inverno e di grest in estate. Lei stessa ci racconta quanto non sia stato facile raggiungere i ragazzini della strada con situazioni famigliari problematiche e proiettarli in un mondo fatto di regole, in quanto orientati verso la malavita. Il percorso che fanno non predeve un’aiuto solo verso il bambino ma viene coinvolta l’intera famiglia. Lo sport, per loro, è stato un mezzo per aggregare i bambini e insegnare loro le regole. Far capire che sono tutti uguali senza compiere alcuna distinzione. Tra i 50 bambini, alcuni presentano delle disabilità per cui il rispetto dell’altro è fondamentale. Anche tra i volontari c’è una ragazza nella sedia a rotelle e questo è un grandissimo insegnamento per loro.

Le abbiamo anche chiesto cosa sia giusto fare per allontare i bambini dalla strada e avvicinarli verso nuove prospettive, come lo sport: “A Librino manca tutto”, ha esordito Maria Letizia. “Manca una politica di serivizi sociali, di assistenza alle famiglie. Quì abbiamo bambini che fanno uso di stupefacenti già dall’età di 12 anni. Non è un attacco ai servizi sociali, ma ci vuole più forza nell’accompagnare le famiglie. Fare capire le regole ai bambini è stato difficile perchè molti di loro non sono scolarizzati. Stando quì e con il nostro accompagnamento giornaliero, abbiamo ricevuto i ringrazimenti degli inseganti perchè molti sono riusciti a stare educatamente in classe e a studiare”.  “C’è molta indifferenza anche da parte degli adulti”, ha proseguito Maria Letizia Altavilla. “Vedono i bambini come un fastidio, in realtà hanno solo bisogno di attenzione e affetto. Molti dei sogni o bisogni dei bambini è quello di avere il proprio genitore in casa, spesso in carcere, e avere serenità in famiglia. Questo è una domanda che facciamo soprattutto nel periodo di Natale”.

E per i prossimi progetti ci dice che: “In base al bisogno nasce il progetto. Il nostro futuro progetto è quello di accogliere gli adolescenti. Una sifda molto difficile perchè già inseriti pienamente nella malavita”. Conclude dicendo: “Qui ogni giorno è una sfida, ma l’importante è non scoraggiarsi e andare avanti. Infatti, un momento che mi dato tantissimo orgoglio è stato con un bambino con i genitori in carcere,  finito in ospedale a causa della droga, e che ora segue regolarmente il dopo scuola”.

Alla fine della cerimonia abbiamo anche parlato con il presidente regionale CONI, comitato Olimpico Nazionale Italiano, Gennaro La Delfa, al quale abbiamo chiesto cosa significasse per lui essere presente all’inaugurazione del grest e cosa è possibile fare per avvicinare i ragazzi di un quartiere così difficile, come quello di Librino, al mondo dello sport.

Queste iniziative sono importanti per la formazione dei bambini, ma anche per i genitori stessi, perchè ognuno di loro merita di essere felice e di vivere serenamente. Ma laddove i genitori non possono consegnare il mondo ai loro figli, che rappresentano il futuro, a causa di molteplici problematche, bisogna farlo tramite le associazioni di volontariato e servizi sociali che accompagnano i piccoli nella loro crescita e recuperare i “più grandi” verso la retta via.