Liberato dal vandalismo e dal degrado, grazie alle associazioni che lo hanno restituito ai giovani, il campo San Teodoro è stato per tre  giorni location del progetto “Insieme senza frontiere” promosso dall’associazione “LO FACCIO BENE”. Le scuole hanno incontrato ragazzi da ogni parte del mondo attraverso una serie di attività e laboratori

Laboratori creativi, orti sociali, musica e sport ecco gli ingredienti che hanno condito il progetto “Insieme senza frontiere” dove ragazzi di varie nazionalità, i giovani di librino e le scuole hanno dato vita a un momento di incontro e scambio culturale con diverse attività per fare anche una riflessione sulle vittime del Mediterraneo.

L’iniziativa è stata promossa dall’associazione culturale senza scopo di lucro “LO FACCIO BENE”, con il supporto delle scuole, associazioni e centri di accoglienza Le Galline Felici, Social Business World del Polo Catanese di educazione Interculturale, Istituto Comprensivo “Fontanarossa”, istituti superiori “E. Fermi”, “F. Eredia”, e “R. Guttuso”, Istituto Professionale “Lucia Mangano”, circolo didattico “Teresa di Calcutta”, CIPIA di Modena e di FIERI, Rete di Cooperazione Educativa, SOS MEDITERRANEE, Associazione Botteghe del mondo, Comunità Alloggio Dedalo, centro accoglienza Santa Maria del Lume.

Alla manifestazione hanno partecipato oltre 100 bambini delle scuole primarie, circa 50 studentesse dell’Istituto Mangano e 18 studenti del CPIA Modena.

Grande affluenza di pubblico durante lo spettacolo teatrale di Isola Quassud “Life is beautiful” diretto da Emanuela Pistone e da Mario Condorelli con le sue percussioni tribali e dalle Mamiwata&nigerian Girls.

Si sono esibiti anche studenti africani del CPIA di Modena con il “Pifferaio Magico” e gli alunni delle scuole primarie che tra balli e canti sul tema dell’integrazione, hanno recitato i diritti contenuti nella Carta dei bambini e nella Carta dei Diritti dell’Uomo.

La manifestazione è stata arricchita anche da numerosi laboratori creativi e dalla sfilata di moda degli abiti disegnati e realizzati dalle studentesse della “Lucia Mangano” e dalle sarte nigeriane del progetto FIERI che si pone l’obiettivo di sostenere l’economia del riuso.

L’evento si è concluso con la musica identitaria de “I poco di buono” a Ognina, cuore pulsante della città che ha accolto le energie di tutti quelli che vogliono agire insieme senza frontiere per un cambiamento possibile.