Se non è un terremoto poco ci manca, ancor di più se all’indomani della debacle europea del movimento che è stato utile ma probabilmente se non cambia registro ha già esaurito la propria ragione di esistere: ne riparleremo. Intanto a Catania accade un fatto che anticipa i temi di un disagio all’interno del movimento che cova da tempo: il frontman più noto dei 5Stelle catanesi, Giovanni Grasso, già candidato sindaco e primo capogruppo in consiglio comunale, manifesta in una chat privata il suo dissenso per l’atteggiamento non costruttivo assunto dagli altri consiglieri e si scatena il finimondo.

La voce si sparge nel pomeriggio ed ha contorni da spy story, infatti all’origine del caso una conversazione tra il consigliere Grasso ed un suo interlocutore con il quale si scambia alcuni giudizi molto critici nei confronti dei suoi colleghi di partito.

L’audio finisce casualmente in una chat di aderenti ai 5Stelle e apriti cielo: lesa maestà, minacce di espulsione, addirittura denunce alla procura non si capisce per cosa.

In serata l’Ufficio Stampa conferma l’esito della querelle, almeno sul piano politici: “Il consigliere comunale Giovanni Grasso lascia il gruppo del Movimento Cinque Stelle e aderisce al Misto.”

“Il consigliere, – prosegue la nota del Comune – che è stato anche candidato a sindaco del M5S alle scorse elezioni comunali, ha motivato la sua decisione in un nota in cui esprime “disagio nell’appartenere a un gruppo che sin dall’inizio ha dimostrato di non apprezzare il mio lavoro finalizzato a ridurre lo stato di impotenza politica per una situazione economico-finanziaria del Comune che coinvolge tutti, maggioranza e opposizione e che si è manifestata soprattutto nella votazione sul dissesto in cui mio voto è stato difforme dal resto del gruppo. Respingo al mittente, inoltre, i tentativi di strumentalizzazione di una conversazione telefonica privata finalizzata solo a un chiarimento di natura squisitamente politico, accidentalmente finita in un chat altrettanto privata.”

Il consigliere Grasso ci ha confermato l’accaduto, mostrando dispiacere per le modalità con cui è emerso il suo dissenso nei confronti della linea politica del suo gruppo, pur specificando che non c’è mai stata alcuna volontà diffamatoria, come sostenuto da alcuni, ma giudizi meramente politici che restano validi e non sono più compatibili con l’attuale situazione in cui versa il comune di Catania.

Probabilmente era questione di tempo, ma il disagio sarebbe emerso comunque.

Grasso è infatti sostenitore della necessità di attivare un’opposizione costruttiva e collaborativa nei confronti di una amministrazione che ha ereditato una situazione molto pesante e pericolosa: “Io sono stato eletto dai catanesi ed è a questi che devo rispondere, in coscienza non credo che ci si possa sottrarre alla responsabilità di collaborare ad ogni tentativo di uscire da questa terribile crisi. Fare opposizione sterile tanto per farla non può appartenermi ed è contraria alla mia storia personale di artista e docente da sempre impegnato in questa città.”