A soli 80 chilometri da casa nostra, in un paese membro della civilissima Comunità Europea, una coraggiosa giornalista d’inchiesta è stata fatta saltare in aria nella sua auto. Un crimine senza precedenti. Al centro le sue inchieste sulla corruzione del governo maltese e sul sistema di riciclaggio. L’Europa sta tollerando da troppo tempo la presenza di governi criminali tra i propri membri, che stanno trasformando intere nazioni in gigantesche organizzazioni di riciclaggio e corruzione. RISCHIO MORTALE INSOPPORTABILE: NON SI REGISTRA NESSUNA PRESA DI POSIZIONE DI PARLAMENTARI EUROPEI ITALIANI SULL’ACCADUTO E SULLA GRAVITÀ DELLA SITUAZIONE MALTESE! Sudpress partecipa con dolore e preoccupazione al lutto della federazione della stampa maltese e della famiglia di Daphne.

8o chilometri da casa nostra, 40 minuti di volo e si atterra a Malta, arcipelago di isolette al centro del Mediterraneo.

Fino a qualche fa giorno si pensava ad innocua meta per week end di gioco d’azzardo nei suoi casinò e magari qualche spericolata operazione finanziaria grazie al suo “favorevole” sistema fiscale agevolato inspiegabilmente concesso dalla rigidissima Europa, comunità di cui fa parte.

Da ieri abbiamo scoperto che è un inferno di criminalità e corruzione assassina che si è insediata addirittura al vertice dello Stato.

Non era mai accaduto in Europa un fatto simile, che un giornalista, in questo caso donna, venisse assassinata in maniera così eclatante per le sue inchieste sul sistema di corruzione politica nel suo paese.

Tante vittime di mafia le abbiamo avute anche noi, ma questa è un’altra storia.

Daphne era stata la protagonista di inchieste micidiali, una memorabile pubblicata dal settimanale L’Espresso, sul sistema di potere instaurato al vertice dello stato Maltese, scoprendo e pubblicando i conti correnti segreti e miliardari della moglie del capo del governo e decine di casi di corruzione e criminalità.

L’hanno fatta saltare in aria nella sua auto.

Lascia il marito e tre figli, di cui uno anch’egli giornalista d’inchiesta pluri premiato a livello internazionale.

Questo crimine orrendo rappresenta una sfida insidiosissima all’intera Europa e preoccupa enormemente la debolezza delle istituzioni europee e nazionali che sembra non siano in grado di capirne la pericolosissima portata.

Ci stringiamo alla famiglia di Daphne ed ai colleghi maltesi, denunciando con fermezza l’inadeguatezza di tutti quei parlamentari europei italiani che non sono ancora intervenuti non solo sulla specifica vicenda, ma soprattutto imponendo una immediata commissione d’inchiesta che chiarisca cosa sta accadendo, e da troppo tempo, nella vicinissima Malta: se c’è un cancro va estirpato subito!

Ciao Daphne, e grazie per il tuo coraggio.