La problematica dei migranti sta assumendo nuove e preoccupanti dimensioni per i cittadini di Lentini. L’Amministrazione Comunale lentinese ha deciso di aderire al Progetto Sprar per la realizzazione di centri di seconda accoglienza. L’assessore ai Servizi Sociali, Alessandra Cottone, rassicura: “È tutto sotto controllo”

Sono già 85.042 i migranti soccorsi nelle coste siciliane, il 19,44% in più rispetto allo stesso periodo del 2016. L’incontrollabile flusso di “arrivi” ha costretto le Prefetture siciliane a cercare soluzioni riguardanti l’accoglienza e la dislocazione delle persone in strutture nuove.

“Non poco tempo fa la Prefettura di Siracusa ha pubblicato un bando per la realizzazione dei centri di prima accoglienza, con scadenza fissata per il 30 giugno scorso- dichiara l’assessore ai Servizi Sociali  di Lentini Alessandra Cottone-. Sulla base di questo documento il Comune di Lentini avrebbe dovuto accogliere circa 99 extra comunitari. La Prefettura però ci ha dato la possibilità di sceglie tra la realizzazione di un centro di prima o seconda accoglienza attraverso l’adesione al Progetto Sprar (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati .ndr)“.

La decisione presa dalla Giunta Comunale del sindaco Saverio Bosco però ha infuocato i cittadini lentinesi che hanno preso di mira anche il suo profilo Facebook istituzionale con commenti negativi. Ciò che più preoccupa realmente la popolazione riguarda le “tipologie” di ospiti che potrebbero arrivare nel centro di seconda accoglienza.

“Non ci basta già la crisi che abbiamo in questo paese? Si faccia qualcosa per noi lentinesi -ha affermato tanto per fare un esempio una cittadina- che lei sa i problemi che ci sono e chi non ha neanche una casa o un lavoro, poi sappiamo che queste persone hanno do bisogno ma farli venire qui significherebbe rovinare la tranquillità del paese che è l’unica cosa rimasta”.

“Ci sono comuni che hanno paura di uscire dalle loro case proprio perché hanno subito aggressioni da queste persone” è stato il commento di un’altra donna. E giù altre affermazioni di questo tenore.

“Abbiamo deciso di aderire al Progetto Sprar per un motivo ben specifico, quello di controllare gli ospiti che arriverebbero nel centro, minori e famiglie- spiega l’assessore ai Servizi Sociali-. Inoltre diminuirebbe il numero di migranti che abiterebbero nel centro passando da 99 a 60, circa una persona ogni mille abitanti. Tutto ciò non sarebbe possibile con la realizzazione di un centro di prima accoglienza, dove il controllo rimarrebbe affidato solo ed esclusivamente alla Prefettura”.

Lo stesso sindaco Bosco, in un suo post sempre nel suo profilo facebook, riferendosi ai centri di prima accoglienza, ha spiegato che “per evitare questa “gestione imposta” e calata dall’alto, il Comune può scegliere di aderire entro il 30 Giugno alla clausola di salvaguardia che interromperebbe l’iter per la realizzazione di queste mega strutture (tipo il CARA di Mineo per intenderci)”.

“Dopo aver valutato attentamente i pro e i contro del bando della Prefettura, abbiamo deciso di aderire alla “clausola di salvaguardia” e avviare le pratiche per l’apertura del centro -continua l’assessore Cottone-. Successivamente abbiamo pubblicato la Manifestazione di interesse per le aziende che vogliono cooperare con il Comune di Lentini, mettendo a disposizione anche una struttura adatta a tal fine. I privati interessati dovranno dunque presentare la loro proposta entro la fine del mese di luglio”.