Lo scrittore catanese sceglie per la rubrica di Sudpress un autore definito “ostico” dalla critica mondiale e di lui una poesia particolarmente amara, dal significato emblematico quanto inquietante per il suo contesto storico. Non meno significativa la scelta della location per la registrazione: un distributore di benzina. Di notte. A Saint Tropez (?)

Ottavio Cappellani, l’autore di “Chi è Lou Sciortino?” e “Sicilian Tragedi”, tradotto in una trentina di lingue e noto per la sua verve polemica con cui sta tentando di ri-animare un qualche dibattito nella sempre più melliflua e decaduta Catania, regala ai lettori della nostra testata una lettura da par suo, per niente scontata, utile a far riflettere anche sui rischi di fase storiche complicate. E’ già accaduto.

L’autore scelto è il tedesco Gottfried Benn, personalità controversa, tra i primi sostenitori dell’ascesa nazista nella Germania del primo ‘900 e poi, disilluso e ormai consapevole della inaudita brutalità, ne venne espulso e reietto.

Cappellani vede la Sicilia di oggi in quelle immagini di distruzione riferite agli anni ’30 del Novecento.

E noi…riflettiamo.

Gottfried Benn, Distruzioni

Distruzioni –
ma dove non c’è più nulla da distruggere,
persino le rovine invecchiano
fra piantaggine e cicoria
sui loro abbozzi di humus,
rattrappite zolle di terra –

distruzioni –
il che dice pur sempre: qui una volta
c’erano masse, edifici, compattezze –
o bella parola
che echeggia
colme opulenze
e prode natie –

distruzioni –
o grigia parola dei sette dormienti
con nuvole, rovesci, ombra sotto il fogliame,
assicurati per un lungo tempo –
ove dovrebbe essere estate
con succhi di frutta,
coppe di gelato, appannate,
e party sulla spiaggia in notti chiare.