Testata Leggiamo una Poesia

Leggiamo una poesia? Insieme

Ferragosto è tempo di stravaganze e noi lo scegliamo per una trasgressione tutta nostra, lanciando una rubrica domenicale che vuole essere uno spazio intimo che ciascuno può decidere di condividere offrendo un angolo di sé; un momento in cui ci si possa astrarre dalla cronaca per sfiorare corde che sembra non ci appartengono ed invece ci avvolgono ed animano. Ciascuno dei lettori potrà contribuire segnalando e magari leggere personalmente le proprie a leggiamounapoesia@sudpress.it Questa settimana, aspettando le vostre, ho scelto e leggo “C’è chi” di Wistawa Szymborska.

E’ un momento non facile per la storia dell’Uomo, non è il primo e non sarà certo l’ultimo.

Siamo smarriti, impauriti, si avverte forte l’odore acre di una civiltà al suo capolinea.

Il mondo dei nostri figli, se ci sarà, non sarà quello che abbiamo vissuto noi, men che meno quello dei nostri padri, e le sfide da affrontare sono così complesse da lasciare attoniti, rendendo più semplice scivolare nell’apatia.

Non ci sono ricette semplci e forse neanche difficili, ma di certo ciascuno deve fare al meglio quello che può.

Se le nostre relazioni sociali sono governate da mille convenzioni, dallo status, dalle ambizioni, dalle necessità, ci sono dei momenti nel corso delle nostre frenetiche giornate in cui avvertiamo il bisogno di àncore che ci colleghino a quella parte più intima della nostra anima in cui tutto si risolve, fluisce e decanta, lasciando prevalere emozioni e sentimenti che appartengono al nostro foro più interno.

Sono momenti di solitudine irrinunciabili, in cui ci si trova soli con se stessi e sono momenti che è bene non far scivolare via.

E’ in momenti come questi che può capitare di aver voglia di leggere o rileggere una poesia e che questo incontro casuale con una pagina possa poi lasciare un suo seme nella parte più profonda delle nostre coscienze.

Momenti in cui ci si può trovare soli di fronte ai propri sogni come alle inevitabili fragilità che magari abbisognano proprio di essere espresse per poterle superare.
Può darsi che ci voglia un pò di coraggio, ma alla fine è aria pura per i polmoni.

Ogni poesia viene letta in maniera unica ed originale da ciascuno, a prescindere da quello che vorrebbe esprimere chi l’ha scritta, e per ciascuno diventa propria.

Anche questa è libertà: leggere qualsiasi cosa dando il significato che può esserci utile a darci risposte.

Per ridere, per piangere, per tornare indietro, per andare avanti.

L’invito che Sudpress rivolge ai suoi lettori è di contribuire segnalando le loro “poesie del cuore” o quelle del momento, inviando una mail a leggiamounapoesia@sudpress.it.

Dovrà essere indicato l’autore ed allegato il testo in formato doc.

E’ possibile inviare anche audio o video con la lettura del testo fatta direttamente da chi segnala e se si avesse difficoltà a registrare, ma si avesse il piacere di farlo per dare la propria voce alle sensazioni che si vogliono esprimere con quella lettura, è possibile recarsi presso la nostra redazione di via Firenze 20 previo appuntamento.

Quella scelta per questa settimana è di una grande poetessa polacca contemporanea, premio Nobel 1996 e scomparsa nel 2012, Wistawa Szymborska; Brevissima ed il tema può apparire banale. Ma non lo è.

Ed in ogni caso, ciascuno lo intenderà come crede.

Noi adesso vi diamo lo spazio, speriamo possa essere ben accolto e colmato nelle prossime settimane dai vostri contributi.

Un momento tutto per noi al di là della cronaca e di un mondo che non ci piace proprio e che speriamo ancora possa cambiare.

Magari grazie ad una Poesia.

Buon ascolto.

 

https://youtu.be/2s7wUdGHtfU