Si intitola così un post su Facebook di Matteo Iannitti, leader di Catania Bene Comune, che contesta pesantemente un apologetico articolo apparso a 4 colonne sul quotidiano La Sicilia che pare voler far credere qualcosa…che non esiste…al solito… In realtà è molto peggio e molto più grave: l’ex sindaco arriva impudentemente ad affermare che l’orribile (ma questa è un’opinione) “fontana monumentale” non sarebbe costata nulla ai catanesi, mentre in realtà 200 mila euro sono stati caricati sul bilancio comunale 2014 e si è arrivati addirittura ad utilizzare un mutuo, quindi ulteriore indebitamento, per gli altri 795 mila euro. E QUESTO È UN FATTO!

Quello che dovevamo segnalare lo abbiamo fatto nelle tre righe precedenti del sommario e riassunti nella foto di copertina, adesso riportiamo integralmente il posto di Matteo Iannitti, allegando noi il PDF dell’articolo de La Sicilia per chi volesse leggerlo non potendo credere senza prova a che livello possa arrivare la sfrontatezza:

Poverino Enzo Bianco, la sconfitta alle elezioni se l’aspettava ma era convinto di aver fatto in tempo a lasciare alla città di Catania un segno indelebile del suo passaggio.

Volle edificare un mausoleo alla sua memoria.

Doveva essere magnifico, la gente passandoci davanti sarebbe dovuta rimanere estasiata dalla bellezza. Questo il significato della fontana monumentale del Tondo Gioeni, edificata a imperitura memoria di quel Sindaco che tanto aveva fatto per la città e che per questo non doveva essere dimenticato: la stupenda opera di Bianco, posta in cima alla città, come l’acropoli dell’antica Grecia, dedicata agli dei.

Così non fu.

Prima le polemiche, poi i ritardi nei lavori e infine lo sberleffo.

Quella fontana più che celebrare la grandezza del sindaco ne dimostrò la vanità e la tracotanza. Un po’ come quei vestiti di seta preziosissima, la cui trama poteva essere vista solo dai più intelligenti, che due abili imbroglioni confezionarono per l’imperatore per mandarlo in giro in mutande.

Nel giorno dell’inaugurazione c’è chi definì quel monumento un’acquasantiera, chi un bidet, chi una tomba, chi lo schianto di un ufo. Alcuni si andarono a immergere per ricevere miracoli dall’acqua “benedetta”, altri si misero in mezzo al traffico del tondo Gioeni con costumi, braccioli e materassini da spiaggia per farvisi il bagno. Un’onta inaccettabile per il povero Bianco, sbeffeggiato proprio nel luogo che sarebbe dovuto essere simbolo delle sue gesta.

Oggi sulla prima pagina de La Sicilia un articolone sul mausoleo. “La Catania che piace” e a titoli cubitali “Gioeni, premiato il giardino pensile”. Sottotitolo, per incoronare il committente dell’articolo riparatore, “la soddisfazione del Sindaco Enzo Bianco”.

L’articolo di Nunzio Correnti celebra la grande opera. “È il vertical green del Tondo Gioeni di Catania il progetto vincitore di un riconoscimento al premio internazionale Eco Tech Green svolto a Padova”. E poi riporta le parole dell’ex Sindaco che finalmente può riscattarsi: “il tanto deprecato intervento di arredo con fontana e verde verticale, è stato premiato a Padova”. “Fra l’altro tutto è stato fatto in economia. Il Comune – sostiene Enzo Bianco – non ha speso neanche un euro di risorse proprie e adesso incassa anche questo prestigioso riconoscimento”.

Peccato che sia in buona parte falso.

Il progetto del Tondo Gioeni infatti, per gli EcoTechGreen Awards 2018, tenutisi a Padova, non è stato premiato.

I premi sono stati riconosciuti a nove progetti italiani tra i quali non c’è la fontana catanese.

Però ci sono state pure delle menzioni speciali. Sei progetti italiani che non hanno ricevuto il premio ma che comunque sono qualitativamente importanti. Ecco, neanche tra questi sei progetti c’è il mausoleo di Bianco.

Infine ci sono delle “segnalazioni” che riguardano dodici progetti in tutta Italia, non premiati, non menzionati, ma citati: segnalati. Proprio tra questi, insieme al progetto di ristrutturazione di una palazzina a Bassano del Grappa, c’è la segnalazione del Tondo Gioeni: non proprio un premio. Ma potremmo pure far finta che lo sia, pur di non dare ulteriori collere all’ormai solo consigliere Enzo Bianco.

Potete vederlo qui: http://www.paysage.it/index.php

Ma di certo non si può accettare, neanche per finta, che il milione di euro stanziato per quella fontana-mausoleo, non sia stato pagato dai cittadini catanesi, come lascia intendere, anzi dice proprio esplicitamente, Enzo Bianco.

La spesa per il “monumento” è stata disposta dalla Delibera della Giunta Municipale, all’epoca guidata da Bianco, il 7 ottobre 2015, avente oggetto: “Sistemazione a verde e sistemazione artistico architettonica della rotatoria del Tondo Gioeni”, per l’importo complessivo di 994mila 800 euro.

Tali somme provenivano per 794mila 800 euro dal residuo di un mutuo acceso dal Comune di Catania con Cassa depositi e Prestiti per la costruzione della pista ciclabile dalla stazione di Catania a Piazza Europa, mai realizzata.

Risorse proprie, dei catanesi.

E 200mila euro dai fondi già impegnati al capitolo 6738 del Bilancio comunale 2014. Risorse proprie anche queste, dei catanesi.

Qui il testo della Delibera.

Povero Bianco, poveri noi.”