Sono iniziati l’11 Dicembre 2017, i tanti attesi e chiacchierati lavori della prima parte del risanamento del quartiere San Berillo che l’Amministrazione vuole spacciare per la riqualificazione del corso Martiri da cui siamo ancora ben lontani. Ma ad oggi, i dubbi sorti immediatamente e prima, trovano fondamento. Pochissimi operai, pochissimi mezzi, tutto ancora incerto e zona sempre degradata. Con questi ritmi e queste condizioni, chissà quando e se sarà possibile vedere il tutto completo, malgrado le previsioni di Bianco all’apertura dei lavori: “Entro tre, quattro anni la conclusione totale“. Ma di questo passo…

Il sindaco in prima linea, con tanto di caschetto da operaio, fotografato su una ruspa, trionfalmente. Questa l’immagine simbolo di quella data, che avrebbe potuto essere storica, come quella di chiusura dei cantieri, con il completamento dell’opera tanto attesa da tutti.

A Dicembre scorso, erano stati avviati i primi quattro mini cantieri per ridisegnare in qualche modo alcune parti della centralissima zona di Catania.

Il progetto iniziale però, lo avevano firmato il predecessore dell’attuale primo cittadino, cioè Raffaele Stancanelli con l’architetto Mario Cucinella, cinque anni fa, e tramite una convenzione urbanistica fra il Comune e alcuni privati proprietari dei terreni interessati dai lavori.

Immediatamente dopo l’inizio dei lavori, molti dubbi erano sorti, con il vice presidente vicario del Consiglio Comunale Sebastiano Arcidiacono, che a Sudpress aveva denunciato le “stranezze” del progetto, e sbugiardato di fatto sindaco e amministrazione.

L’investimento nel complesso infatti oscilla fra i 220 ai 240 milioni di euro, mentre Arcidiacono attaccò l’amministrazione provando che -“questi lavori per realizzare le quattro grandi aiuole attrezzate, riguardano un ammontare limitato allo 0,5% rispetto all’investimento complessivo previsto di circa 220 milioni di euro, poiché la spesa effettiva dell’appalto con il ribasso a base d’asta a scomputo degli oneri di urbanizzazione dei privati ammonta a 1,438 milioni di euro“.

Con il sindaco, allora avevano presenziato alla partenza dei cantieri anche Salvo Di Salvo assessore all’Urbanistica e Aldo Palmeri, amministratore delegato di Istica-Cecos, holding di proprietà Unicredit che, assieme a Risanamento San Berillo srl, detiene oggi la proprietà delle aree.

Le due società avevano varato nei mesi precedenti all’inizio dei lavori, l’appalto per i primi quattro lotti-cantieri- contrassegnati con le sigle Vp3, Vp4, Vp5 e Vp6, con l’aggiudicazione dei lavori dall’impresa Consorzio Stabile Costruttori di Maletto di proprietà della famiglia Capizzi.

Là dove il sindaco Bianco si faceva immortalare in posa sulla ruspa, e dove oggi non si muoveva una foglia, dovrebbe teoricamente nascere un grande viale con alberi ed un parco giochi con campo sportivo.

Dopo due mesi o poco più, i cantieri, transennati con tanto di cartelli di avvertimento che recitano “Stiamo lavorando per voi“, appaiono fermi, a causa del numero davvero esiguo di operai e mezzi. E meno male che stanno lavorando per noi…

Ma d’altro canto non stupisce, perchè era già chiaro dal primo giorno di apertura dei cantieri che la manodopera utilizzata, come stimato anche dall’ANCE, non sarebbe stata numerosa, con i risultati sotto gli occhi di tutti.

Inoltre, tutta la zona vicina, continua ad essere estremamente degradata. La sporcizia agli angoli delle strade si accumula, e nella piccola area tra il terminal dei bus e la stazione della metropolitana, in mezzo alla spazzatura, sono stati realizzati dei giacigli, delle mini baracche, da alcuni ragazzi che probabilmente di giorno tentano di recuperare pochi spiccioli ai semafori e la notte trovano riparo vicino la stazione. Davvero un bel risanamento.