Nulla di fatto per i lavoratori del teatro Massimo Bellini a seguito della riunione di questa mattina in Prefettura. I precari sono stati assunti con un contratto part time fino al 31 dicembre e dopo questa data  non si sa ancora cosa succederà

Ormai da troppo si protrae la vicenda dei 25 lavoratori impiegati nella gestione tecnica-amministrativa indispensabile per il funzionamento del Teatro Massimo Bellini.

Sono stanchi e delusi dalle mille promesse mai mantenute. Un lavoro sicuro, non occasionale o stagionale che dir si voglia, che possa garantire il mantenimento di una famiglia, un contratto a tempo indeterminato dopo 20 anni di precariato: questo hanno sempre chiesto gli impiegati del Bellini che dopo aver protestato, occupato più volte il Teatro e aver inviato una lettera al Prefetto, non hanno ottenuto nulla.

I 25 lavoratori impiegati dopo molti anni di precariato, aspettano ancora un contratto a tempo indeterminato. A distanza di anni- i lavoratori continuano a non avere certezze sul loro lavoro. 

Questa mattina alle 9:30 vi è stato un incontro con i sindacati sulla vertenza dei lavoratori. Presenti tutte le sigle che da tempo sostengono i lavoratori, ma nulla di concreto o positivo è derivato dall’incontro di oggi. Tra l’altro, cosa non poco importante, all’incontro non era presente nessun membro del Consiglio di Amministrazione.

“La presenza del Consiglio era fondamentale quest’oggi- ci dice Antonio Santanocito, segretario regionale SNALV Confsalv- noi volevamo parlare con il sovrintendente Grossi circa il precariato e riguardo la deroga approvata dalla Regione Sicilia all’articolo 1 della legge 25 del 2008.”

“I problemi sono sempre gli stessi- prosegue- nonostante le nostre richieste non vi è stata una comunicazione tra Consiglio di Amministrazione e organizzazioni sindacali. L’unica comunicazione è stata fatta per comunicare il ricco e corposo lavoro di rilancio del Teatro Bellini. Ma i lavoratori? Sono stati assunti con un contratto part time fino al 31 dicembre e dopo questa data  non si sa cosa succederà.

Non è passato molto tempo da quando il nuovo sovrintendente Roberto Grossi ha risposto ad una nostra domanda proprio sull’incertezza lavorativa dei dipendenti in questo modo:“Si parla sempre di questo.” 

A noi risulta evidente il motivo per cui, ancora oggi, si continua a parlare di questo. Si parla di lavoratori che da anni aspettano delle risposte circa la loro condizione di dipendenti “stagionali” e che di un contratto non hanno mai visto neanche l’ombra. Eppure, secondo le leggi vigenti, dopo anni di precariato spetterebbe di diritto un contratto a tempo indeterminato.

“Il sovrintendente ci ha spiegato cosa vuole fare del Teatro ma non ci ha spiegato come vuole farlo-continua Santanocito- Come si può portare avanti senza qualcuno che lavori dentro il Teatro. Come si fa a portare avanti un Teatro senza qualcuno che venda i biglietti o senza gli altri lavoratori utili al funzionamento dell’ente? Il CdA deve interloquire con la Regione per poter porre fine a tutto ciò.”

La situazione ha esasperato molti uomini e altrettante donne. Basta ricordare la tragica decisione di un lavoratore che ha cercato di darsi fuoco nell’ottobre 2014 ed è stato bloccato in extremis da alcuni colleghi. Il gesto estremo del dipendente del teatro Bellini di Catania senza contratto, che si è cosparso di benzina e ha tentato di appiccare il fuoco, è assolutamente comprensibile.

Una condizione difficile che coinvolge falegnami, pittori, archivisti, sarti, uscieri, autisti e molte altre figure professionali che con l’orchestra permettono lo svolgimento degli spettacoli. 

“Siamo rimasti delusi dall’incontro in Prefettura- ci dice Salvo Agosta, portavoce dei lavoratori precari- Ad oggi le promesse non sono state mantenute e ci troviamo ancora nella stessa situazione. In più– conclude- continuiamo ad essere lavoratori part-time. Ci hanno fatto un contratto part-time sino a dicembre. La nostra preoccupazione è per gennaio. Che fine faremo?”