Ennesima protesta dei dipendenti stagionali del Teatro Massimo Bellissimi, stamattina in presidio sul tetto di Palazzo Sangiorgi, sede amministrativa dello stesso teatro.

Si tratta di un gruppo di operai addetti ai lavori di manutenzione ai quali era stato promesso, dopo la scadenza del contratto a dicembre del 2013, che sarebbero stati riammessi a lavoro con ulteriore contratto entro dieci giorni.

Ma dopo tre mesi ancora nulla, la motivazione ufficiale è la mancata erogazione di fondi da parte della Regione.

"Nel 2006 l’Assemblea regionale – ci spiega uno dei protestanti  – ha fatto una legge in cui si diceva che doveva stabilizzarci, e invece siamo addirittura fuori”

Ed in effetti il documento nelle mani del lavoratore che abbiamo intervistato recita proprio questo: “Il governo della Regione e per esso l’Assessore al Bilancio e l’Assessore ai Beni culturali si impegna ad intervenire affinché parte delle somme trasferite come contributi annuale all’Ente Autonomo Regionale Teatro Massimo Bellini, vengano espressamente destinate alla stabilizzazione del personale precario settore tecnico del teatro Massimo Bellini di Catania”

Lo stesso lavoratore racconta come pare che dal Comune abbiano chiamato persino personale esterno per effettuare dei lavori notoriamente affidati al personale tecnico in protesta, versione che viene peraltro confermata da un suo collega.

Attendiamo dunque l’evolversi di una vicenda che interessa un numero non indifferente di famiglie, nonché il nome stesso del Teatro Bellini, ormai troppo spesso associato ad espressioni di rimostranza e disagio. 

 

 

di Rossella Spitale
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