Lavoratori senza stipendio da 2 mesi a cui viene ribadita la richiesta di sacrifici. Almeno fino a maggio non si sbloccheranno i pagamenti. Il Sovrintendente Grossi: “Stiamo dimostrando che il Teatro è vivo”,  i dipendenti: “Siamo noi a morire, ci stanno strozzando”

Centinaia di famiglie in bilico sul baratro da mesi, da anni, e una patata bollente che salta di mano in mano incapace di delineare i responsabili del dissesto che ricade sui lavoratori. E’ contro questa condizione “inaccettabile” – come l’ha definita lo stesso Roberto Grossi, Sovrintendente del Teatro Massimo Bellini  – che oggi i lavoratori riuniti in assemblea con il vertice del Teatro hanno ribadito la propria posizione inamovibile: la pretesa immediata degli stipendi. Precari stagionali rinnovati di mese in mese da oltre 20 anni, uno staff che conta un’unica infermiera da 10 anni, una sola sarta e un calzolaio serale, diritti ridotti e pagamenti in ritardo sono soltanto alcune delle lamentele dei lavoratori.

Ci hanno tolto tutti i diritti acquisiti e certificati come lo straordinario, le 4 ore domenicali, il 12%. Dopo tre mesi, ancora aspetto il pagamento del concerto di Capodanno. Abbiamo problemi a pagare i mutui, alcuni di noi sono già stati segnalati come cattivi pagatori, siamo a pane e acqua. Cosa daremo da mangiare ai nostri figli, crackers?”, ha commentato una dipendente.

Ma qual è la causa di questa paralisi e dove porterà? E’ nel tentativo di rispondere a questo amletico quesito che è andato in scena il classico scaricabarile. Le accuse sono rivolte in primo luogo alla Regione che, in grave crisi di liquidità, ha messo a dispozione del Teatro soltanto 7,5 milioni di euro dei 12 previsti (risultato dei tagli ai 21 milioni precedenti). L’altra metà dei fondi destinati al Teatro Bellini dipenderà dai 500milioni di euro che la Regione Sicilia aspetta di ricevere dal Governo nazionale. Ma non essendo stato ancora approvato il consuntivo finanziario del 2014 anche i 7,5 milioni sono attualmente bloccati. Per questo motivo, le lamentele dei lavoratori hanno additato sia la direzione amministrativa del Teatro – difesa dal Sovrintendente in quanto carente di organico – sia la politica regionale. Praticamente, non avendo il management del Bellini approvato il rendiconto, la Regione non può liquidare il contributo, una situazione che “determina un conseguente, enorme, danno erariale per le casse dell’Ente raffigurando la non corretta gestione dei fondi pubblici assegnati all’Ente”, scrivono i sindacati.

“Non si può dire che siamo stati con le mani in mano – ha risposto il Sovrintendente Grossi – Partiamo da bilanci non approvati da molto tempo, debiti con il fisco e problemi da risolvere dal 2002 che piano piano stiamo colmando, sta aumentando il pubblico e gli introiti dalla biglietteria”. Ma anche su questo punto non si sono fatte attendere diverse contestazioni che hanno negato l’aumento degli abbonati.

“Stiamo recuperando il Teatro in modo trasparente in pochissimo tempo – ha continuato Grossi – La situazione generale è molto complessa, la Regione ha approvato il bilancio il venerdì prima di Pasqua e senza questo provvedimento nessuna spesa regionale poteva essere operativa, tant’è che non ha ancora pagato nessun ente”.

“Vogliamo sapere il debito di quant’è e chi l’ha fatto. Il Teatro è in piena eutanasia, non può sopravvivere in queste condizioni. La politica faccia qualcosa, non abbiamo più soldi nemmeno per venire a lavorare”, il coro all’unisono dei lavoratori ha chiesto l’esposizione decisa del Sindaco Bianco in difesa del Teatro Massimo della città, accusato insieme all‘assessore al Turismo Anthony Barbagallo, di fare esclusivamente passerelle politiche per poi scomparire. “Che ci mandino pure a Palermo a fare fotocopie e chiudano il Teatro, ma decidano del nostro destino. Che cosa vuole fare la Regione della musica? Barbagallo ci aveva assicurato il suo sostegno, dov’è finito? “

IMG_1225“Prima dell’amministrazione Crocetta, lavoravamo anche 10 mesi l’anno. Poi, sono arrivati i tagli. Nel 2014 abbiamo lavorato soltanto due mesi. Da 5 anni il Teatro è moribondo”, ci ha detto un dipendente stagionale.

Nell’incontro di oggi, molti lavoratori hanno apprezzato la predisposizione al confronto del Sovrintendente Grossi a cui, però, hanno chiesto azioni immediate.

Nel mese di aprile, dunque, il CDA dovrebbe approvare il consuntivo degli anni 2014 e 2015, con il presumibile arrivo degli stipendi a maggio. Una data che resta Inammissibile per i lavoratori pronti a chiudere il sipario: “Saliamo sul palco con puntualità, pretendiamo lo stesso con i pagamenti. Poserò il violino finché non sarò pagato”, ha commentato amaramente un musicista.