Su piazza Palestro, “U Fortino” di Catania, da qualche tempo si sta giocando una partita delicata, dall’alto valore simbolico: sociale, culturale, politico. Si è cominciato con la visione di WonderTime che per l’edizione 2018 la scelse per il grande concerto del Teatro Massimo Bellini. Vi si trovò già operante l’associazione di residenti  “Acquedotte Arte, Architettura, Aree Urbane”, un team di professionisti e artisti impegnati nella riqualificazione di quella zona “difficile”. A ruota seguì l’amministrazione comunale che ripulì la Porta Garibaldi limitando il parcheggio delle auto. Poi venne il Prefetto Sammartino che la decise addirittura come sede spettacolare per le celebrazioni della Festa della Repubblica del 2 giugno 2019. Ora, l’ultima chicca, il gioiello: la straordinaria artista catanese Alice Valenti ne ha colorato con una sua opera l’orribile asfalto antistante, con l’eccezionale coinvolgimento dei bambini e ragazzi del quartiere: vedere impegnati “i bambini del Fortino” a realizzare un’opera d’arte, portare colore nel loro difficile quartiere che troppi destini ha segnato, è un’operazione che ha già lasciato un segno. Brava e grazie Alice Valenti.

L’asfalto è una delle invenzioni più esteticamente brutte inventate dall’uomo, eppure così necessario: quasi un simbolo del prezzo da pagare al progresso.

Per consentire la mobilità attraverso auto e mezzi meccanici, si sono coperte enormi quantità di terreno prima fertile con colate di bitume nero che presto diventa grigio, si buca, si deturpa. A pensarci è proprio brutto.

Ed è brutto perché soffoca quella terra dove prima germogliavano alberi, la vita.

Pazienza, è il progresso, dobbiamo pur transitare con le nostre auto…

Ma quando tutto attorno diventa grigio, e chiudono le scuole, e non ci sono servizi, e non c’è lavoro, e non ci sono impianti sportivi, non ci sono cinema o teatri, quel grigio entra nelle case e ne avvelena il futuro.

Nel grigio si perde il senso della Comunità, il grigio è il colore della tristezza, dell’abbandono.

E quando tutto, ma proprio tutto rischia di diventare grigio, una pennellata di colore riapre una porta sulla speranza che qualcosa possa cambiare, che bruttezza e degrado non sono ineluttabili.

Questo ha fatto Alice Valenti, artista straordinaria e generosissima con un curriculum d’eccellenza che ancora una volta ha messo, gratuitamente, il proprio talento al servizio di questa complicata e spesso ingrata città.

Lo ha fatto con quegli altri pazzi dell’associazione “Acquedotte Arte, Architettura, Aree Urbane” Giovanni Romeo, Lorena Dolci, Vincenzo La Mendola, Salvo D’Urso, Salvo Trichini, Francesca Giuffrida e Silvestro Conti, solo per citarne alcuni: artisti e professionisti che da qualche tempo si sono messi in testa di portare arte e cultura proprio al Fortino.

Intelligente il sostegno dell’amministrazione comunale che sta favorendo e assistendo queste iniziative di recupero della voglia di stare insieme, per strada: lo fa con WonderTime, con via San Michele, con il Fortino. Segnali importanti che non ci si abbandona al dissesto, sostenendo quei privati che si impegnano sul territorio.

Al di là dell’opera che disegna in maniera gioiosa l’ombra dello storico monumento, fantastica nei suoi colori, una vera provocazione alla “dittatura del grigio”, il contributo più importante è stata la capacità di coinvolgere i giovani del quartiere nel realizzarla.

Quei sorrisi, quella gioia di esserci, di partecipare rappresentano un seme dal valore inestimabile.

Grazie davvero, mille di queste iniziative: “Catania sia Colore”!