È un vero e proprio terremoto quello che sta provocando l’inchiesta della procura etnea sugli intrecci mafia-gioco d’azzardo con l’irruzione a pieno titolo della politica, con effetti al momento inimmaginabili. Al centro dell’attenzione l’arresto del vicesindaco di Misterbianco Carmelo Santapaola, (cugino di primo grado dei Placenti e, come precisato dai suoi legali, solo omonimo del super boss Nitto), che è l’uomo di riferimento del deputato regionale del PD Luca Sammartino che alle scorse regionali ha ottenuto a Misterbianco un numero di preferenze esagerato, superando da solo quasi la totalità dei voti di lista di intere coalizioni. 

In esame i risultati elettorali per le regionali del 5 novembre 2017, elezioni che hanno sancito paradossalmente il tracollo del Partito Democratico a fronte dello straordinario risultato personale del neo leader Luca Sammartino, che nel collegio catanese superò le 32 mila preferenze.

Il risultato, guarda caso, di Misterbianco, dove il dominus della sua campagna elettorale era proprio Carmelo Santapaola, fu eclatante: Sammartino totalizzò 2.014 voti, mentre tutti gli altri 12 candidati insieme non superarono i 573!

Tutta la lista di Forza Italia arrivò ad appena 2.129 voti, ci volle la somma di tutti e 13 i candidati per superare di 115 voti il solo Sammartino, nonostante schierassero pesi massimi quali Marco Falcone, Alfio Papale, Dario Daidone, Alessandro Porto, Elio Tagliaferro.

L’unica lista, intera, che supera il solo Sammartino è quella dei 5Stelle che arrivano a 3.444 voti, mentre tutti gli altri partiti, persino alleati tra loro, restano abbondantemente sotto.

Per la precisione: i 13 della lista Musumeci-Diventerà Bellissima sommarono 1.452 voti; i 13 di Alleanza Popolare-centristi 397; i 13 Autonomisti 351; i 13 di Sicilia Futura-PSI 1.101; i 13 di Fratelli d’Italia-Lega 1.332; I 13 dei Popolari-Autonomisti 955; i 13 dell’UDC 463; I 13 di Siciliani Liberi 84 ed i 13 dei Cento Passi Claudio Fava Presidente 569.

Luca Sammartino, ribadiamo, da solo 2.014 voti. DUEMILAQUATTORDICI.

Un risultato certamente straordinario che alla luce del ruolo di Carmelo Santapaola potrebbe assumere contorni inquietanti.

Intanto si scatenano le prime polemiche.

Il Movimento 5 Stelle: Chiediamo l’immediata revoca della delega di assessore comunale allo Sviluppo economico e Attività produttive e della carica di vicesindaco a Misterbianco a Carmelo Santapaola finito ai domiciliari nell’ambito dell’operazione, denominata ‘Revolutionbet 2’”. Lo dicono la deputata regionale del M5S Jose Marano, il deputato nazionale del M5S Luciano Cantone e i consiglieri comunali del M5S di Misterbianco Giuseppe Di Stefano e Valentina Puglisi, riferendosi all’inchiesta della Procura distrettuale di Catania che ha portato all’emissione, da parte del Gip, di un’ordinanza cautelare nei confronti di 21 indagati. Il M5S chiede anche “la convocazione urgente di un consiglio comunale straordinario a Misterbianco alla presenza del sindaco Antonino Di Guardo, al quale chiede di riferire in Aula sulla gravità dei fatti che hanno coinvolto un esponente della sua giunta”. “Fermo restando che il nostro faro è la Costituzione e che è compito della magistratura indagare e fare luce sulla vicenda  – aggiungono gli esponenti del M5S -, quanto avvenuto è gravissimo. Il sindaco del Pd e la sua maggioranza prendano atto che quanto accaduto getta una pesante ombra sulla giunta comunale e per questo ci aspettiamo che traggano le opportune conclusioni”. 

Non meno duro il capo gruppo di “Guardiamo Avanti” Marco Corsaro e leader dell’opposizione consiliare a Misterbianco : “I fatti di oggi sono gravi e rendono ancor più chiaro quanto, nella politica a Misterbianco, serva l’immediato e radicale rinnovamento che invochiamo da tempo. Il fallimento di chi da anni guida e decide per questa città è sotto gli occhi di tutti. Non per questo però, davanti alle gravi accuse e all’arresto del vicesindaco Carmelo Santapaola, faremo lo sciacallaggio che invece è stato costume di qualcuno in passato. La legalità per noi è un presupposto, non una bandiera da sventolare quando conviene. Noi di Guardiamo Avanti – ha aggiunto Corsaro – restiamo in prima linea nella battaglia per cambiare Misterbianco e dare alla città un governo non più arrogante, ma finalmente aperto all’ascolto della gente, inclusivo e rispettoso.”
Adesso è probabile che la questione investa più direttamente l’ambito regionale e certo qualche analisi del voto più approfondita di quel 2017 dovrà pur farsi.