Anche in pieno agosto le pareti antiche dei corridoi benedettini di piazza Dante…mormorano, addirittura facendo nomi “impensabili” per soluzioni personalistiche “improbabili”. Eppure a Catania può accadere di tutto, tanto paga Pantalone, anzi “Pippo u babbu”.  É in corso infatti una selezione per un posto di professore ordinario che pare non abbia eguali in tutta Italia…bandita il 31 luglio con scadenza il …30 agosto…geniali i filologi.

La proposta viene formalizzata dal direttore del dipartimento della facoltà di Lettere (che ora si chiama Scienze Umanistiche) Maria Caterina Paino nella seduta del consiglio di dipartimento del 16 maggio 2018.

La professoressa Paino fa riferimento ad una imprecisata “riunione della sezione Archeologia” durante la quale “i colleghi dell’area romanistica” (chi esattamente? quali? tutti?), avrebbero avanzato la brillante “proposta di una chiamata di I fascia per il settore scientifico disciplinare IUS18 Diritto Romano e diritti dell’antichità”.

Una proposta singolare ed anche costosetta, considerato che nel corso di studi indicato, Filologia Classica, di Diritto Romano non c’è neanche un accenno e che un posto di professore ordinario costa all’ateneo, e quindi ai cittadini, la bellezza di oltre 120 mila euro l’anno.

Ora, se tale insegnamento non è previsto nel corso di studi, è probabile che finirebbe a servire una modesta complementare e allora il concetto di “opportunità” diventerebbe molto…filologico.

Ancor di più se si pensa che l’ateneo catanese ha già a libro paga, proprio per quella materia IUS 18 Diritto Romano, la bellezza di ben 8 docenti già inquadrati: 3 Ordinari, 2 Associati e 3 Ricercatori!

Ha per caso il direttore Paino attivato necessario confronto con il Dipartimento di Giurisprudenza per valutare, in questo caso si, l’opportunità di avvalersi di qualcuno di questi illustri docenti, probabilmente anche sotto utilizzati, se proprio si ritiene di dover innovare in maniera così fantasiosa il corso di Filologia Classica, tanto da inserivi il Diritto Romano tra le materie di archeologia?

Poco rileva, o forse no, che il bando sia stato pubblicato a fine luglio e scada fine agosto: è il periodo in cui in genere accadono tante cose “calde”.

Ribadiamo che il costo per l’ateneo di questa decisione sarà davvero elevato e, probabilmente per quanto sopra evidenziato, difficilmente giustificabile.

Considerato che un posto all’Università “è per sempre” ed ipotizzando il profilo di un possibile candidato che potrebbe avere un’età media di circa 56 anni, al costo annuo di 120 mila euro e andando in pensione a 70 anni, il calcolo è presto fatto: 1 milione 680 mila euro nei 14 anni di restante servizio.

Mentre impegnando per questa “sperimentazione”, così fortemente voluta dagli ignoti archeologi catanesi, i docenti di Giurisprudenza il costo sarebbe stato praticamente zero.

È proprio necessario?

Si ricomincia con le “cose strane” all’Università di Catania?