Altro che “ostaggi”… Quello che sta succedendo all’Università di Catania a seguito dell’indagine che l’ha scossa azzerandone totalmente i vertici ha dell’incredibile. Non ci si stupisce più di niente, sia chiaro, ma quando un professore ordinario di ingegneria in sede di laurea pensa bene di attaccare addirittura il procuratore siamo davvero oltre il limite. A riportarlo, con tanto di video, sono i colleghi di Le iene sicule che pubblicano un video in esclusiva. Secondo il professore Salvatore Massimo Oliveri, ordinario di ingegneria  “nessuno neanche il procuratore della Repubblica può permettersi di usare  nei confronti del nostro prestigioso ateneo gli aggettivi che ha utilizzato come il titolo dell’inchiesta banditaverminaiocupola mafiosa”.

Da lì all’attacco alla “stampa locale che ha amplificato gli aggettivi negativi dimostrando ancora una volta il basso livello culturale”, il passo è brevissimo. Anche lui concorde con la sindacalista Lanzafame che si era dichiarata addirittura “ostaggio di certa stampa” che a suo dire lederebbe l’immagine dell’Ateneo.

Indovinate chi c’è tra le carte della Procura nel passaggio dei famosi “pizzini” – così li definisce la Procura – che condussero nel 2017 all’elezione “pilotata” del Cda?

Antonella Lanzafame. La sindacalista della CISL.

L’ormai ex rettore Francesco Basile la individua innanzitutto – insieme con Vincenzo Catania, Roberto Pennisi e Maurizio Di Mauro – come componente della commissione che dovrà verificare i requisiti dei candidati alla carica di membri del CdA. Componenti che saranno in dialogo costante con lui e che si faranno anche portavoce dell’organizzazione definita in accordo con Pignataro per pilotare la votazione, portando all’elezione di persone “vicine” all’area Pignataro-Basile.

In un passaggio delle oltre 1000 pagine degli atti della Procura, riportato integralmente per la sua rilevanza nell’ordinanza del GIP Cannella, si legge dell’incontro tra Basile e Antonella Lanzafame (insieme con Lorenzo Piscione, altro dipendente del settore tecnico-amministrativo).

In quella sede, documenta la procura con tanto di ripresa video, i due dipendenti “aderiscono” al disegno del Rettore “la cui caratura criminale appare di tutta evidenza laddove lo stesso, all’interno del suo Ufficio, consegna personalmente i “pizzini” con le indicazioni di voto ai due amministrativi di cui prima”.

Sarebbe questa la modalità suggerita dalla sindacalista della CISL Lanzafame con cui il prossimo Rettore dovrebbe “governare quelle informazioni che spesso e volentieri ledono la nostra immagine (dell’Ateneo, ndr)”?

Ormai non ci si stupisce più di nulla a Catania, come stupefacente che proprio questa gente stia proseguendo indisturbata a perseguire i propri “progetti” di cui è abbondante testimonianza negli atti dell’inchiesta.

Però ci vuole davvero una dose di impudenza esagerata ed aumenta ogni giorno la convinzione che il governo 5Stelle-Lega si stia assumendo una responsabilità storica consentendo questa incredibile pantomima.