La replica

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La replica di Sudpress ad affermazioni riportate da La Sicilia

Il 5 gennaio La Sicilia, nel riportare ampi stralci degli interrogatori di Luca Odevaine, cita in maniera del tutto impropria questa testata, smentito dai fatti e dalla storia documentata di SUDPRESS. La Sicilia ha correttamente riportato sull’edizione odierna le nostre precisazioni ma per motivi di spazio ha dovuto eliderne una parte. Riteniamo opportuno per i nostri lettori riportarne la versione integrale. 

unknown-1 Egregio Direttore de La Sicilia,

leggo con rammarico quanto pubblicato a pagina 5 dell’edizione del 5 gennaio su La Sicilia a firma Mario Barresi nella parte in cui si associa il nome della testata SUDPRESS, di cui sono editore e rappresentante legale, a vicende cui è totalmente estranea e per l’accertamento delle quali è già stato dato mandato ai propri legali.

Chiarisco innanzitutto che l’avvocato Fiumefreddo, da voi citato come presunto interlocutore del direttore del CARA di Mineo Ferrera, non è mai stato, come erroneamente riportato dal vostro giornale, né editore, né tantomeno direttore di SUDPRESS e non ha mai fatto parte della società editrice, piuttosto ne è stato certamente, con un gruppo di amici, tra gli ideatori nel lontano 2010 ed anche il difensore legale in diversi giudizi per diffamazione, ma già dal 2015 i suoi rapporti con la testata si sono del tutto interrotti.

Chiarito questo, qualsiasi eventuale “incontro”, per di più per il tramite dell’on. Forzese che proprio con la mia testata non ha mai avuto rapporto di alcun genere, atterrebbe ad iniziative del tutto personali mai venute a conoscenza del mio giornale e che non hanno in ogni caso avuto alcuna influenza sulla linea editoriale, sempre improntata alla massima trasparenza, tanto da essere notoriamente l’unica testata che a sostegno delle proprie inchieste fornisce sempre ai propri lettori atti e documenti in originale.

Del tutto falsa e denigratoria l’affermazione che dopo un incontro con il direttore del CARA, che citeremo in giudizio insieme ad Odevaine per chiarire la portata delle loro affermazioni e soprattutto definire con chi si sarebbero incontrati, l’atteggiamento di SUDPRESS possa in qualche modo essere stato più “accondiscendente” nei confronti loro e dei loro danti causa: sarebbe bastato fare una semplice ricerca sul sito del giornale per avere la prova della volgare falsità di questa affermazione, ancor più grave se riportata con l’alibi del virgolettato in maniera del tutto acritica, quando al vostro bravo ed attento giornalista dovrebbe essere ben nota la sequenza cronologica degli articoli durissimi dedicati dal mio giornale alla gestione del CARA sino alla scorsa settimana, e parliamo di oltre 80 articoli!

Sarebbe bastato darne correttamente contezza per evitare di fare passare un messaggio del tutto contrario alla verità dei fatti.

La verità è che SUDPRESS, con decine di articoli a mia firma, si occupa delle anomalie del CARA sin da prima che questo sorgesse, quando se ne cominciava a parlare in seno al Consiglio Provinciale nel 2011!

E cominciammo le nostre inchieste, fornendo atti e documenti, quando nessuno, nessuno pareva accorgersi di quali interessi si stessero consumando sul CARA di Mineo!

A proposito poi del direttore del CARA Giovanni Ferrera, l’unico rapporto avuto è stata una sua richiesta di replica ad alcuni nostri articoli che abbiamo pubblicato, come nostro dovere, in data 6 giugno 2014 e sarebbe bastato leggere il preambolo alla stessa replica, a firma congiunta mia e del direttore Simona Scandura, per comprendere bene dai toni usati e dalla puntuale contestazione mossa a tutte le giustificazioni addotte dal direttore del CARA, che nessun “attesa” di alcun beneficio poteva esserci finalizzata ad “ammorbidire” la linea del giornale, che ha infatti immediatamente mantenuto fermissima la sua attività d’inchiesta senza scontare nulla a nessuno, come sempre. Già il successivo 9 giugno continuavamo a pubblicare atti di cui venivamo in possesso e che a nostro avviso dimostravano una gestione non coerente con l’interesse pubblico.

Ricordo a chi fosse distratto che fu SUDPRESS a pubblicare la raccomandata partita da Bronte piuttosto che dagli uffici della Provincia per la gara d’appalto per la gestione del CARA oggi oggetto dell’indagine: ed eravamo nel 2013, quando nessuno ne parlava!

Fu SUDPRESS a segnalare i requisiti troppo “stringenti” del bando di gara oggi oggetto delle contestazioni giudiziarie!

Fu SUDPRESS ad individuare uno ad uno “tutti gli uomini del CARA” con una serie di articoli dal titolo omonimo e che ci hanno beneficiato di querele temerarie da parte di chi ancora si sentiva intoccabile!

Fu SUDPRESS, quando nessuno ne parlava, a segnalare una per una le proroghe milionarie dell’appalto scaduto, sino a spingerci ad ipotizzare i relativi danni erariali.

Fu sempre SUDPRESS a segnalare l’anomalia del ribasso dell’1% su un appalto da 100 milioni di euro, i collegamenti con le varie cooperative operanti sul territorio e le anomalie di risultati elettorali presumibilmente “condizionati”.

Tutte nostre inchieste giornalistiche che hanno anticipato di anni le attuali indagini giudiziarie! Per questo non possiamo tollerare inesattezze o peggio coscienti dengrazioni.

E potrei continuare citando senza soluzione di continuità decine e decine di articoli, a partire dal 2011 e poi negli anni 2012, 2013, 2014, 2015 e 2016, che dimostrano la totale falsità circa impossibili mercanteggiamenti che non hanno mai riguardato l’attività di quanti in questo giornale hanno e continuano a lavorare, svolgendo con pesantissimi costi personali l’impegno che continuano ad onorare di raccontare ai propri lettori le dinamiche del Potere, mettendo sempre a disposizione dei lettori gli atti sui quali formarsi autonomamente le proprie opnioni.

Attività questa che non lascia alcuno spazio a trattative che non siano misere millanterie di cui si assumerà la responsabilità chi le ha praticate e diffuse ed in ogni caso del tutto inefficaci rispetto ad una linea editoriale che non teme smentite essendo tutto più che documentato.

Ringraziando per l’attenzione e riservando ogni azione a tutela della verità e del buon nome della testata, saluto cordialmente.

Pierluigi Di Rosa

Editore testata giornalistica SUDPRESS



10 commenti

  1. emmeci

    Poiché non leggo il quotidiano “La Sicilia”, avrei piacere di sapere quale parte della suddetta ‘precisazione’ non sia stata pubblicata. Grazie.

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  2. Mario

    Per me il Cara di Mineo andrebbe chiuso, troppe ombre e troppi interessi che non sono rivolti a questi poveri disperati, ma sono solo un bancomat politico. A ragione Salvini quando afferma certe cose.

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  3. Francesco

    Esprimo solidarietà alla direzione ed alla redazione di Sudpress che si è sempre contraddistinta per obiettività e per aver sempre documentato ogni denuncia effettuata. Sudpress, pertanto, è stata una delle poche testate giornalistiche che ci ha permesso di conoscere le “stranezze” della pubblica amministrazione, realizzando un indispensabile servizio di pura informazione.
    francesco sorbello

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  4. Indignato

    Qualcuno dovrebbe spiegarmi perchè tutti gli attori principali dello scandalo “Mineo” sono stati indagati e rinviati a giudizio tranne il soggetto attiuatore, il sig. Castiglione, l’artefice da cui tutto ebbe inizio ( lo dice uno che ha letto le carte processuali).
    Lo svelerà la madonna di fatima certamente.

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  5. Guido Lovetere

    Da due giorni seguo gli articoli a firma Barresi apparsi su “La Sicilia” e mi chiedo cosa ci sia dietro? Oggi il mio Amico PIGI (spero non prenda le distanze), editore del Giornale on line SUDPRESS, ritorna in Testata con una nota (integrale) già spedita al quotidiano cittadino. Chiamato in causa (SUDPRESS) da Odevaine e da Giovanni Ferrera, ex Direttore del CARA MINEO, e per questi da “La Sicilia”, sento il dovere morale e sociale di testimoniare la mia vicinanza non solo alla Testata SUDPRESS, ma più che mai all’Editore della stessa, Perluigi Di Rosa. Il perché è presto detto, il Dott. Di Rosa è stato per me punto costante di confronto e riferimento. Sono anni che sia sul CARA e sulla mia “stroncata” attività di volontario CRI a Catania, abbiamo intessuto dei ragionamenti volti a combattere, come nel caso del CARA MIneo, il malaffare. Pertanto, caro PIGI, a Te l’onore, il merito di aver fatto vero giornalismo d’inchiesta, con verifica sul campo, da precursore tosto che da replicante, servizi fatti con mille interrogativi su e come pubblicare la notizia. E se qualche bullo “ridens”, cammin facendo Ti ha persino querelato era il segno che eri sul pezzo,che avevi toccato qualche “nervo scoperto”. Allora nel rinnovarTi la mia stima e fiducia che Ti do appuntamento (da concordare) per “lavorare” con la solita attenzione sulla “pratica” della vendita degli immobili!! Il resto lo farà, certamente la Magistratura con in testa la D.ssa Vinciguerra e il Dr. Bisogni, cui va il mio personale ringraziamento.

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  6. Giuseppe Condorelli

    Come ho ripetutamente scritto, non compro La Sicilia perché preferisco ripartire la somma di euro 1,50 tra i lavavetri della città anziché aumentare il patrimonio di Mario Ciancio Sanfilippo. Quindi, quanto riportato su La Sicilia, mi è stato riferito.
    Ho avuto modo di conoscere il dott. Di Rosa qualche anno fa ed l’ho incontrato successivamente: non essendo Muzio Scevola ( pare non avesse la sensibilità dolorifica ), mi sento di mettere la mano sul fuoco sull’onestà intellettuale dell’Editore del nostro, di tutti i catanesi, giornale. Ne ho avuto prova scrivendo qualche commento su persone che so esserGli amiche, e che sono stati puntualmente pubblicati senza omissis. Nel giornale, come ho già detto, non esiste la censura se non, ovviamente, per le volgarità. E’ l’unico giornale che ha dato, e continua a dare spazio, alla malapolitica di Bianco ed alla malauniversità di Pignataro. Due ‘potenti’ che probabilmente avranno cercato di ammorbidire la linea di SUD senza riuscirci come dimostrano i fatti. Sul CARA di Mineo, poi, sono stati scritti fiumi di byte, e non certo per elogiarne in funzionamento; su Castiglione, poi, i nostri Giornalisti non sono stati certamente teneri.

    Ovviamente, se un giornale denunzia fatti che sarebbe meglio non si sapessero, va tacitato; ed i metodi sono fondamentalmente due: diffamazione e querela. Di querele il dott. Di Rosa deve avere una bella collezione: mi viene di dire tante querele, tanto onore, perché di sicuro onore gli fanno Ritengo sia questo il momento, per i moltissimi lettori e commentatori, di esprimere non solidarietà, di cui il dott. Di Rosa non ha bisogno, ma stima e apprezzamento. Per quello che fa e per come lo fa, e per come continuerà a farlo.

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    1. Vincenzo

      Egr.Prof. mi trova perfettamente in linea con il Suo pensiero.Chi commenta su questo giornale, che è la principale fonte di informazione delle segrete cose che avvengono in questa città, già, in partenza , non può che essere solidale con il Suo direttore ed il pugno di manipoli che vi collabora. Debbo anche dire che è mia abitudine leggere (ma non per questo comprare) anche il quotidiano per eccellenza della nostra città per cercare e raffrontare le NON NOTIZIE che pubblica e che, fortunatamente apprendiamo da Sudpress. Per cui, oltre che stima ed apprezzamento per il Dott. Di Rosa un GRAZIE SEMPRE QUANTO UNA CASA per il Suo coraggio, la Sua preparazione e la Sua onestà intellettuale.

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  7. Lino schio

    Resistere, resistere, resistere…
    Un abbraccio a tutti i giornalisti in prima linea di Sudpress.
    Hasta la victoria siempre

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  8. Comitato Cittadino Porto del Sole

    Massimo apprezzamento per Sudpress, per il suo Direttore e per i giornalisti che svergognano ogni giorno e senza tema, tutte le porcherie che imperversano ed devastano Catania ed il futuro dei nostri figli. I due alleati Bianco e Castiglione che hanno combattuto Lombardo, ne hanno raccolto parte dell’apparato di partito ed il sistema di gestione politica, per poi tentare oggi di delegittimare Sudpress che prima di loro ed a lungo lo ha combattuto fino alla sua condanna.

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  9. Giuseppe Condorelli

    Cara professoressa Emmeci, Lei non legge La Sicilia per ragioni che non conosco, io non lo leggo per economia ( la mia ) e finanza (quella di Ciancio ). Ma Lei che sicuramente insegna materie umanistiche, sa che nelle scuole la lettura de La Sicilia ha sotituito quella de I Promessi Sposi. Con panni sciacquati nel Simeto.

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