“Aprire una sezione a Catania del museo egizio? Non so cosa voglia Gentiloni, si puo’ dire di si’ a questa suggestione, ma ciò presuppone che ci sia un fondo di opere”. Un commento al vetriolo, quello di Vittorio Sgarbi, noto critico d’arte e assessore regionale ai Beni Culturali nella nuova giunta di Nello Musumeci, all’affermazione del premier Paolo Gentiloni, che in piena campagna elettorale, è candidato nelle liste del proporzionale, in visita a Catania ha definito “bellissima l’idea di aprire qui una sezione del  Museo Egizio di Torino, ed è anche un bellissimo messaggio per il Mediterraneo di dialogo culturale e di pace”

Il premier, che ieri ha fatto tappa a Catania nel suo tour elettorale, è stato aspramente criticato da Vittorio Sgarbi che ha letteralmente smontato il progetto, fino adesso rimasto solo sulla carta  “Gentiloni -tuona l’assessore Sgarbi- mi deve dire dove trovare il materiale, forse, per fare una battuta, si può farlo con scavi clandestini di tombaroli che prendono cose egizie e le portano al museo di Gentiloni”.

Malgrado le firme, le innumerevoli foto, gli altisonanti annunci, i Patti e i protocolli d’intesa firmati tra Catania, Roma e Torino, non c’è stato nulla di più.

Ma quello del museo egizio non è l’unico progetto ad essere rimasto un’eterna incompiuta. Per anni la Giunta di questa città, con il sindaco in testa, non ha fatto altro che firmare documenti a favore di telecamera, inaugurare semafori e tagliare nastri non suoi come in occasione dell’inaugurazione delle stazioni della metropolitana, per le quali il Comune non ha speso un centesimo, essendo la Circumetnea a gestione governativa. Una presa in giro continua nei confronti della cittadinanza che evidentemente, secondo l’amministrazione, può essere facilmente gabbata dalle inutili apparizioni sui giornali.

L’assessore regionale ai Beni culturali Sgarbi quindi conclude facendo riferimento alle polemiche innescate dalla leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, sul Museo di Torino e sulla possibilità per un periodo limitato di avere due ingressi al prezzo di uno solo per i cittadini di lingua araba.

“La ragione di questa proposta si ricollega a quella di Torino, cioè facciamo un museo anche a Catania perchè qui siamo al confine con un mondo con cui dobbiamo dialogare. L’opzione della Meloni non è impedire al direttore del Museo Egizio di fare quello che fa, ma allora e’ giusto farlo anche ai Musei Vaticani e in tutti i musei dove c’e’ arte sacra e religiosa” la dura chiosa di Sgarbi.