Saranno saltati sulla sedia i signori Revisori dei Conti del comune di Catania Fabio Sciuto (presidente), Francesco Battaglia e Massimiliano Lo Certo nel leggere le due note, del 28 settembre 5 ottobre, che la Corte dei Conti gli ha indirizzato, con il sindaco per conoscenza, assegnando  20 giorni per fornire quelle risposte che più volte sono state poste anche da SUDPRESS: “Come avete fatto ad inserire tutte quelle entrate?” La Corte richiama esplicitamente “la responsabilità del Collegio dei revisori in caso di mancata e/o intempestiva trasmissione.”

Sono in tutto 10 pagine fittissime con in calce la firma del procuratore della Corte dei Conti Giovanni Di Pietro.

Le domande sono precise e attengono all’inserimento in bilancio da parte dell’amministrazione Bianco di poste per decine, centinaia di milioni sulla veridicità delle quali sono stati posti seri dubbi in più occasioni.

E l’apertura è pesantissima, affermando chiaramente che le relazioni trasmesse dai revisori dei Conti del comune di Catania “in occasione delle verifiche semestrali del piano di riequilibrio non risultano esaustivamente supportate da analisi critiche e puntuali.”

Con la conseguenza gravissima che “ciò impedisce a questo Organo terzo di controllo di poter effettuare valutazioni congrue e di carattere complessivo in merito all’attuazione del piano di riequilibrio…anche alla luce dell’aggravarsi, nel corso del tempo, della situazione dell’ente.”

E a proposito di “relazioni congrue” tornano in mente i “pareri” espressi da questi revisori con in particolare quello scritto a penna in fretta e furia in corso di seduta per l’approvazione niente meno che del bilancio.

La procura chiede chiarimenti sulla famigerata operazione “AMT in liquidazione” e gli oltre 11 milioni “traslati” sul bilancio del comune.

Difficile sarà poi fornire il richiesto “titolo giustificativo a supporto dell’accertamento di 37 milioni e 880 mila euro relativo alla cessione alla società partecipata ASEC della porzione di rete del gas di proprietà dell’Ente, allegando la relativa documentazione in merito alla cessione e alla stima del valore.”

Forti dubbi poi su altri 60 milioni inseriti tra le entrate e di cui non si ha traccia.

In particolare da chiarire la previsione di vendite di immobili comunali per oltre 5 milioni risolti in appena 132 mila euro.

Quasi comico l’accertamento sulle altre poste: dal Patto per Catania, (firmato, fotografato e comunicato trecentomila volte) avevano previsto entrate per quasi dieci milioni e ne sono entrati ZERO, dal PON Metro previsti 21 milioni entrati ZERO!

Come entrate dalla regione siciliana previsti 31 milioni entrati appena 2 mentre dallo Stato previsti 28 entrati meno di 9.

Tema molto delicato quello che si pone con la richiesta degli atti relativi alle transazioni in atto e quelle già concluse: rimasta ancora misteriosa quella ultra milionaria con la Fasano Costruzioni come l’altra per il parcheggio Due Obelischi.

In alcuni casi la Procura rileva che in alcune ricostruzioni, come nel caso dei debiti fuori bilancio, non quadra nemmeno la somma algebrica.

Siamo curiosi di conoscere le risposte dei signori Sciuto, Battaglia e Lo Certo.

Entro 20 giorni.

A partire dal 28 di settembre.

La richiesta della Procura della Corte dei Conti del 5 ottobre 2017

La richiesta della Procura della Corte dei Conti del 28 settembre 2017