“Nel confidare che non si rechi ulteriori intralcio all’attività di questa Sezione, si resta in attesa di puntuale e tempestivo riscontro”. E’ la nuova perentoria richiesta contenuta nella lettera inviata lo scorso 29 settembre dai magistrati contabili con oggetto: “richiesta istruttoria sul conto giudiziale reso dal tesoriere del Comune di Catania relativo all’esercizio finanziario 2013”

“Nel confidare che non si rechi ulteriori intralcio all’attività di questa Sezione, si resta in attesa di puntuale e tempestivo riscontro”. E’ questo il passaggio forte, perentorio contenuto nella nuova lettera inviata lo scorso 29 settembre dalla Corte dei Conti a palazzo degli Elefanti, con oggetto: “richiesta istruttoria sul conto giudiziale reso dal tesoriere del Comune di Catania relativo all’esercizio finanziario 2013, registrato il 24 ottobre 2014″.

“Con riferimento al conto giudiziale indicato in oggetto – esordisce la Corte dei Conti – si torna a constatare la mancata trasmissione dell’estratto conto periodico del conto corrente bancario intrattenuto presso l’Unicredit con le movimentazioni analitiche giornaliere. Nonostante la richiesta originariamente formulata con la nota 31791 del 22.11.2015 e successivamente reiterata con tutte le successive note istruttorie, codesto Comune ha dapprima inviato l’estratto conto scalare e l’estratto con le movimentazioni complessive (e non tutte analitiche) e, successivamente, il giornale di cassa. Poiché, com’è ovvio, tali documenti non corrispondono a quanto richiesto, si invita in via ultimativa a inviare l’estratto conto trimestrale  analitico che il tesoriere è obbligato a trasmettere all’Ente entro il termine improrogabile di 15 giorni dal ricevimento della presente.

1) Con l’occasione, si resta in attesa di ricevere, entro il medesimo termine, la copia dei mandati estinti dal tesoriere. di cui è trasmessa una mera evidenza interna, non utile ai fini della presente istruttoria, (…) 

2) Copia delle delibere del Consiglio comunale che, ex art. 194 Tuel, hanno riconosciuto i debiti fuori bilancio indicati nella tabella 1 di cui al superiore punto;

3) copia delle reversali operate dal tesoriere relative ai tre prelevamenti eseguiti sui conti correnti postali, come da richiesta del Comune del 09/04/2013, 07/11/2013 e 29/11/2013.

Nel confidare che – si legge ancora nella missiva a firma del Magistrato relatore Giuseppe Cernigliaro – non si rechi ulteriori intralcio all’attività di questa Sezione, si resta in attesa di puntuale e tempestivo riscontro, anche per via telematica o su altro supporto informatico, nel rispetto delle prescrizioni del D.lgs n. 82 del 7.3.2005, a mezzo posta elettronica certificata…”

Le Ss.ll. vorranno curare la formale notificazione della presente nota istruttoria al tesoriere e all’organo di revisione economico-finanziaria dell’ente dandone conferma a questa Corte”, concludono i magistrati contabili. 

Già in passato la Corte dei Conti aveva diffidato l’amministrazione Bianco.

A fine marzo di quest’anno la magistratura contabile aveva ordinato la trasmissione della “relazione dell’Organo di revisione del comune di Catania relativa allo stato di attuazione del piano di riequilibrio, aggiornata alla data del 31 dicembre 2015, come previsto dall’articolo 243 quater, comma 6, del Tuel, che ha stabilito per il predetto adempimento il termine di 15 giorni successivi alla scadenza dì ciascun semestre. La predetta relazione, non ancora trasmessa a questa Sezione, – denunciava la Corte – dovrà anche indicare i dati e le ulteriori valutazioni sulla situazione economico finanziaria dell’ente espressi dal collegio dei revisori.” 

E ancora, aveva ordinato anche la trasmissione di “un elenco, sottoscritto dal responsabile dei servizi finanziari, corredato dalle dichiarazioni rese dai responsabili dei singoli servizi dell’ente, contenente l’ espressa indicazione dei debiti fuori bilancio, riconosciuti e ancora da riconoscere, alla data del 31 dicembre 2015, evidenziando, per ciascun debito, le modalità di finanziamento e l’eventuale pagamento con la specificazione, in caso di dilazione in più esercizi, dell’accordo con i creditori interessati.”

I primi di agosto, le 23 pagine in cui la Corte passa ai raggi x la situazione economico-finanziaria del Comune, contestando ben 11 (contro gli appena 5 necessari a dichiarare il dissesto) profili di criticità e richiedendo, contestualmente, una serie di misure correttive.

Al centro del parere della magistratura contabile la  “regolarità della gestione e l’adeguatezza ed efficacia del sistema dei controlli amministrativi e contabili, al controllo di gestione, al controllo strategico, al controllo sugli equilibri finanziari, al controllo sugli organismi partecipati e a quello sulla qualità dei servizi”. Ancora una volta, rispetto alle criticità già sottolineate nel 2015 la Giunta Bianco, secondo la Corte,  non era stata capace non solo di porre rimedio, ma neanche di addurre alla sezione di controllo le duvute motivazione a tale inadempienza.

L’omesso controllo riguardava ancora una volta le società partecipate, la continua emersione di debiti fuori bilancio, i tempi biblici di pagamento dei creditori (308 giorni di attesa), la mancanza di banche dati tra loro collegate che permettano di stilare l’obbligatorio report periodico sulla gestione economico finanziari del’ente.

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