Con l’articolo di Michela Petrina di ieri, per quanto pressoché unici, siamo stati facili profeti nel pronosticare la risposta dei cittadini comuni all’invito a partecipare ad una manifestazione indetta da sindaco e consiglio comunale in reazione alla vile aggressione all’ispettore Licari. Poche decine di persone e per la maggior parte appartenenti a quella classe politica che ormai non riesce più a rappresentare nessuno. E la cosa più grave è che non ci riesce neanche nelle occasioni sacrosante. Molto grave e molto pericoloso.

Il risultato della manifestazione indetta da amministrazione e consiglio comunale è stato, purtroppo, e sottolineiamo il purtroppo, disastroso, la rappresentazione plastica, visiva, eclatante della distanza siderale che separa ormai irrimediabilmente quel che resta di una sottocasta politicante e la Città, persino quella che non si rassegna e sta cercando di organizzare la resistenza attraverso canali diversi.

Neanche l’adesione dei cittadini che avevano organizzato una analoga iniziativa ma marcatamente “apolitica”, poi annullata a causa del maltempo, è riuscita a mitigare la patetica scena delle poche decine di politici, affiancati da qualche persona di buona volontà e stomaco forte, che sfilavano imperterrite in una via del Rotolo indifferente e persino infastidita.

Non lo vogliono capire che c’è una Città avvilita e disperata, stanca di vedere tutta sta gente pagata per risolvere i problemi stare tutto il santo giorno a tirarsi fotografie tra di loro, inviare comunicati comici e non fare altro che sopralluoghi inutili e tavoli già spaccati prima di essere composti.

Non è bastato l’eco sdegnato dell’orribile operazione “Grazie Bianco non si capisce per cosa”, orchestrata nella giornata di venerdì con i familiari del povero ispettore Licari chiamati a far da comparsa ad una sceneggiata belluina, per far comprendere a questi signori che il tempo delle fesserie è finito e non sono ammessi errori, neanche di comunicazione.

È stato molto triste vedere quel corteo smunto che ha sfilato ingobbito per quella via del Rotolo ormai consegnata alla vergogna di un atto che testimonia anche il disprezzo per quelle istituzioni che neanche la divisa riesce più a far rispettare.

È molto grave se chi ne ha la rappresentanza, nell’amministrazione e nel Senato, chiama la Città ad una manifestazione pubblica di solidarietà contro un vile atto violento che l’ha turbata e la Comunità risponde con un’assenza così rumorosa e sdegnata.

Il segno che la separazione è insuperabile ed occorre un cambiamento radicale.

E non siamo per niente contenti di aver avuto ancora una volta ragione.

Non lo siamo per niente, perché cresce la nostra preoccupazione e siamo consapevoli che ci aspettano momenti sempre più difficili, resi ancora più gravi dalla incredibile resistenza di quanti non comprendono che il loro tempo è finito, troppi danni hanno causato ed occorrono nuove energie capaci di restituire una visione a questa Comunità.