Il Rettore della basilica di San Nicola l’Arena, il più grande edificio di culto della Sicilia, è mons. Gaetano Zito,raffinato intellettuale che la concede per eventi che entrano nella storia della nostra comunità, pensiamo al maestoso pranzo di Natale organizzato ogni anno con la Comunità di Sant’Egidio per centinaia di persone e volontari in tavole imbandite. Stavolta la trasforma in una maestosa sala congressi in cui i giuristi di tutta Italia si confrontano sul “tema dei temi”, oggi più che mai a rischio e in grave affanno: IL DIRITTO!

Intanto, San Nicola l’Arena, come tutto il complesso del monastero dei Benedettini, è da andare a vedere, punto e basta.

Magari approfittando delle splendide visite guidate dell’associazione Officine Culturali presieduta da Francesco Mannino.

Per chi non l’ha mai vista può risultare ancora più suggestivo trovarla trasformata in una stupefacente sala congressi, magnificamente allestita per il XXXIV congresso nazionale forense, una scelta che getta un ponte tra il fascino antico e sacrale della centenaria storia della chiesa monumentale e l’essenziale contemporaneità dei temi trattati in un momento estremamente complesso per lo  Stato di Diritto, in cui principi di civiltà ritenuti ormai acquisiti vengono messi “bullescamente” in discussione con una superficialità inquietante.

In questo contesto volgono a conclusione i lavori di un congresso con un programma fittissimo e, quel che a noi interessa particolarmente, pone la nostra città all’attenzione nazionale, affermandola, finalmente, anche come sede di grandi eventi congressuali, vetrina straordinaria per una sana promozione turistica di alto standing: un bravo a chi lo ha ideato e realizzato.

Il congresso forense, che si chiude alle 12 di sabato con la proclamazione degli eletti e l’annuncio della prossima sede, ha ospitato il ministro per la Giustizia, Alfonso Bonafede che ha confermato “la grande apertura alla proposta di riforma che prevede il rafforzamento dell’Avvocato in Costituzione, tema principale del XXXIV congresso forense in corso a Catania”, sottolineando, “la necessità in tal senso di proseguire sulla strada del dialogo”. Il ministro ha quindi elencato i diversi punti di confronto con le istituzioni forensi, “oltre al riconoscimento del ruolo degli avvocati”, quindi, “gli investimenti sulla macchina giudiziaria, il nodo dei costi per l’accesso alla giustizia civile e amministrativa”. Su uno dei temi cari agli Avvocati, Bonafede ha confermato di volere “riaprire, entro il 9 ottobre, il tavolo sulla proposta di modifica del patrocinio a spese dello Stato che riguarda l’accesso alla giustizia e il tavolo ministeriale per l’accesso alla professione forense”.

Il Ministro ha si è anche espresso sul Ddl Corruzione: “Non sono per un sistema che sia rigido a prescindere – ha detto – ma rigido nel modo giusto. La corruzione non è una cosa a parte, in un sistema martoriato dalla corruzione dove tutti la fanno tutti franca. Rispetto ad altri paesi meno afflitti dalla corruzione, in Italia i numeri dei colletti bianchi in carcere fanno ridere. Il Paese ha bisogno di un segnale chiaro e ho cercato di scrivere una norma che dice: se vieni beccato, puoi collaborare con la giustizia e verrai premiato per questo, ma se non decidi di farlo non pensare di farla franca. Il sistema del cosiddetto Daspo non è punitivo, non capisco cosa ci sia di punitivo nel dire che un imprenditore che ha pagato una mazzetta non debba più avvicinarsi alla pubblica amministrazione. Dobbiamo dare un segnale anche agli imprenditori onesti di questo paese, e ce ne sono tantissimi, che hanno diritto ad operare in un mercato pulito”.

“In questo XXXIV Congresso Nazionale Forense – ha detto il coordinatore dell’Organismo Congressuale Forense, Avv. Antonio Rosa – sono in gioco temi che non riguardano solo l’Avvocatura ma sono il baluardo di una vera e propria battaglia di  civiltà e democrazia, da combattere nel nome della tutela dei diritti di tutti, soprattutto dei più deboli, che sono molto più a rischio di quanto non si creda.
Per questo, con voce unitaria, oggi chiediamo di costituzionalizzare il ruolo dell’avvocato nel processo,  affinché i diritti di tutti siano messi al riparo dalle insidie che il nostro tempo sta evidenziando, laddove si sacrificano le tutele in favore del falso mito dell’efficienza e degli interessi economici. La poca attenzione verso l’edilizia giudiziaria, il taglio al numero dei tribunali e la mortificazione della giustizia di prossimità – ha aggiunto Rosa – sono solo alcuni dei segni tangibili di quanta poca cura sia stata dedicata in passato alla giustizia nel nostro Paese. Al Governo lanciamo, insieme, un grido d’allarme, chiediamo ascolto e risposte, sotto forma di gesti concreti e confidiamo che l’apertura manifestata oggi dal ministro Bonafede, si traduca in una azione concreta e tempestiva”.

Nel corso dei lavori una delegazione del Consiglio Nazionale Forense ha visitato la Nave “Diciotti”, ancora ormeggiata al porto di Catania. “E’ stata – spiega Francesco Caia, coordinatore della commissione per i rapporti con il Mediterraneo e i diritti umani del CNF (Consiglio Nazionale Forense) – una visita toccante di alto valore simbolico che conferma l’attenzione dell’Avvocatura italiana sul tema dei diritti umani e dei migranti. Quello dei diritti umani è un argomento assolutamente pertinente al ruolo dell’Avvocato in Costituzione e alla funzione sociale di questa professione, tematiche al centro di questo XXXIV Congresso Nazionale Forense”.

Spazio anche agli studenti protagonisti al Liceo Galileo Galilei di Catania dell’evento “Alternanza senza frontiere”, un incontro fra le alunne e gli alunni che in diverse città italiane hanno svolto il percorso di Alternanza Scuola-Lavoro curato dal Consiglio Nazionale Forense. Saranno in oltre 200, suddivisi in squadre, a partecipare alle attività proposte – con la modalità del gioco – dagli avvocati impegnati da due anni nei laboratori formativi dove il diritto diviene lo strumento di costruzione di una cittadinanza attiva. Nel corso della mattina si svolgerà la premiazione dei vincitori del concorso indetto dal Consiglio Nazionale Forense “Voglio il mio Avvocato!”.

Discusso anche il tema, delicatissimo, del rapporto con la politica, in una fase storica in cui tutte le principali istituzioni risultano investite da pericolose derive di discredito e si rischia molto seriamente il loro stravolgimento avventuristico con esiti che potrebbero rivelarsi drammatici.

In conclusione, oltre duemila avvocati provenienti da tutta Italia hanno partecipato a questa importante assise che, come detto, oltre ad essere una bella vetrina per la città, speriamo possa mantenere alta l’attenzione sul tema dei Diritti che rischiano seriamente di entrare in grave affanno ed hanno bisogno di presìdi autorevoli: MEGLIO NON DARE PER SCONTATO NULLA!