A diffondere la notizia è stata la testata nazionale Il Quotidiano del Lavoro, Rassegna Sindacale fondata niente meno che dal grandissimo Giuseppe Di Vittorio, tra i più illuminati sindacalisti e politici della storia moderna: cogliamo l’occasione della brutta vicenda che stiamo per affrontare per un omaggio ad un grande leader, di quelli la cui mancanza, al di là delle posizioni e culture di provenienza (e quella di chi scrive ne è parecchio lontana) oggi si sente in maniera drammatica. Ma vediamo cosa è accaduto alla grande azienda di Belpasso Videobank, leader europea nei servizi di broadcasting video che ha dovuto interrompere l’appalto che conduceva da 6 anni con la piattaforma SKY provocando il licenziamento di 46 padri di famiglia.

Scrive il Quotidiano del Lavoro: “Si è conclusa questa mattina al ministero del Lavoro, con il nostro disaccordo, la procedura per il licenziamento di 46 lavoratori nelle 10 sedi territoriali di Videobank, in gran parte dislocate nel Centro-Sud”. La sintesi è contenuta in una nota diffusa dalla CGIL SLC nazionale.

Videobank è nata nel 1995 ed è cresciuta nel tempo in vari settori tra i quali i servizi tecnici che hanno garantito per anni i collegamenti esterni nelle sedi regionali di Sky Tg24.

“A considerare il piano editoriale di Sky Tg24 – osserva il sindacato – non vi è alcuna contrazione dell’attività. Una ragione in più per dire che questo scempio si poteva evitare.”

Secondo quanto riporta la Slc CGIL, “Sky ha affermato che si trattava di una semplice modifica organizzativa che avrebbe consentito ai giornalisti volenterosi di essere autosufficienti”, ma per il sindacato “il fabbisogno di servizi tecnici non è venuto meno, bensì sarà suddiviso di fatto tra i nuovi appaltatori che hanno già avviato il reclutamento di lavoratori super sfruttati e sottopagati con partita Iva o subordinati a tempo determinato con un contratto di riferimento improprio e con l’impegno per 10 ore di riprese, oltre alle mansioni accessorie (guida di automezzi e motomezzi, carico e scarico, preparazione) che eleverebbero, in molti casi, l’orario di fatto fino alle 15-16 ore giornaliere”.

Tra questi nuovi appaltatori di SKY pare ci sia una società costituita in Lussemburgo – sostiene ancora il sindacato  –  che risulta in liquidazione secondo gli atti della Camera di Commercio, ma che continua a presentarsi sul mercato con un nuovo layout del sito internet e con gli stessi nomi.Volevamo cercare insieme soluzioni dignitose, ma le nostre richieste sono state respinte”.

“L’epilogo della vertenza Videobank – si legge nel comunicato sindacale – non è che la punta dell’iceberg della precarizzazione del lavoro cui assistiamo in queste settimane con il rinnovo e le proroghe degli appalti televisivi.”  E conclude la Slc Cgil: “Metteremo in atto nelle prossime settimane tutte le iniziative idonee a difendere il diritto al lavoro e i diritti dei lavoratori degli appalti televisivi. Intanto, da subito, la protesta dei lavoratori di Videobank si intensificherà nelle forme che decideremo nelle prossime ore”.

Proprio una brutta vicenda: come al solito si assiste alle repentine decisioni, neanche motivate, di “top manager pro tempore” di impalpabili multinazionali che, per aumentare margini sempre più ingordi ai quali sono collegati i loro bonus a breve, si mettono sotto i piedi diritti e aspettative di incolpevoli lavoratori che con le loro famiglie hanno dato l’anima con abnegazione proprio per portare quelle stesse aziende a quegli utili che non gli bastano mai.

Davvero una società da brividi quella che stiamo consegnando ai nostri figli, e se a giungere a queste valutazioni, in piena linea col pensiero di un Di Vittorio, è un liberale convinto come chi scrive, significa proprio che si è passato ogni limite.

Anche Videobank, l’azienda “vittima” con i suoi lavoratori di questa decisione unilaterale di Sky, ha espresso la sua posizione con l’eleganza e la moderazione che ha sempre contraddistinto il suo management con in testa l’amministratore unico Maria Guardia Pappalardo e il general manager Lino Chiechio, che si sono limitati, senza neanche scendere in polemica, a ricordare uno per uno i dipendenti che in tutti questi anni hanno garantito il massimo della qualità ai loro servizi: “Videobank S.p.A., leader nelle telecomunicazioni e nel broadcasting video, giunge dopo sei anni al termine del rapporto contrattuale con SkyTg24, rete televisiva all-news del celebre network, e l’azienda trova opportuno e doveroso ribadire ancora una volta l’indiscutibile rilevanza dell’impegno profuso e della immutata professionalità dimostrata nell’adempimento degli obblighi assunti, unitamente alla volontà di rivolgere il più sincero plauso e sentito ringraziamento ai dipendenti che con autentica instancabile abnegazione hanno reso possibile tutto ciò. Un’esperienza – quella al fianco dell’emittente televisiva – che ha profondamente e ulteriormente arricchito la già conclamata professionalità di Videobank, fondata a Belpasso nel 1995, e che ha visto nell’ambito di questo prestigioso rapporto il raggiungimento di importanti traguardi. Ad attestarlo sono direttamente le statistiche ufficiali alla conclusione del termine, con oltre 30.000 servizi e oltre 15.000 collegamenti live con i telegiornali, quotidianamente realizzati da ogni parte dell’emisfero orientale e negli oltre 4.000.000 di chilometri di percorrenza affrontati con mezzi propri.

Sei anni che si traducono soprattutto in oltre 328.000 ore di lavoro a carico di un qualificato personale che ha consentito al pubblico di assistere da casa a tutti i principali eventi di cronaca e attualità, in suolo nazionale o estero: dai reportage in Kosovo alla Brexit, dalla crisi economica in Grecia all’alluvione di Genova, dagli sbarchi a Lampedusa al Bataclan, dalla visita del Papa in Korea al naufragio della Costa Concordia all’isola del Giglio. Sono questi solo alcuni degli eventi sempre tempestivamente documentati, passando per le stragi di Nizza e Tolosa, gli attentanti in Francia e a Bruxelles, i terremoti dell’Aquila, di Amatrice e in Emilia, l’incidente aereo Germanwings sulle alpi francesi e quello di Michael Schumacher, il crollo del Ponte Morandi e gli appuntamenti principali della Comunità Europea. Sei anni di immagini, servizi e live. Sei anni con Zero incidenti sul lavoro e Zero reclami ufficiali inerenti a disservizi. Nonostante questo e sebbene non vi sia alcuna contrazione dell’attività di Sky, quest’ultima, alla luce dell’annunciata riduzione di budget, ha unilateralmente ritenuto di non poter più fare fronte agli oneri relativi ai servizi erogati da Videobank e ha così considerato più conveniente e opportuno ricorrere ad altre soluzioni.

Ai 46 dipendenti delle sedi regionali di corrispondenza, Videobank S.p.A. non può che rinnovare la più sincera gratitudine e solidarietà. Per quanta strada fatta, insieme, in questi anni, un sentito ringraziamento va a Francesco Baccaro, Ruben Baldeon , Genny Caligione, Renato Camerano, Andrea Campiti, Gianluca Caspanello, Valerio Castellano, Giosuè Chiaramonte, Pietro Conte, Mario Conticello, Federico Costa, Daniele Bertolone, Gianni Daniele, Claudio D’Abundo, Giuseppe D’agata, Tommaso Massimo Di Canosa, Antonio Duino, Simone Fiengo, Simone Furlani, Luca Giuffrida, Rocco Lobosco, Enrico Ludovici, Giuseppe Manzo, Francesco Maione, Daniele Musumeci, Gunther Pariboni, Marco Pavan, Marco Piffari, Giovanni Quiri, Francesco Ranieri, Gianluca Ruggiero, Nicola Scaringi, Massimiliano Schiralli Rocco, Vito Sica, Roberto Stompanato, Alberto Terreni, Lorenzo Turi, Matteo Vecchio Verderame. Si è così, grazie soprattutto al loro imprescindibile supporto, reso possibile il compimento di un impegno che ha costituito per l’azienda un’ambiziosa e riconosciuta sfida professionale.

L’attività di Videobank non si ferma ma continua al fianco di RAI e Mediaset, per raggiungere ulteriori ambiziosi traguardi. A partire dall’atteso ritorno in Armenia con la partita della nostra Nazionale di calcio per conto del servizio pubblico.”

Un lungo comunicato che abbiamo ritenuto riportare integralmente perché esprime bene il sentiment di un’azienda che non accetta compromessi sulla qualità del proprio lavoro e sulla dignità di chi ci collabora.

Probabilmente avrebbero potuto assecondare le brame dell’appaltante scaricando a loro volta i costi sui più deboli, su lavoratori e servizi, ma hanno preferito rinunciare.

Videobank si dimostra così una grande azienda catanese, siciliana, italiana di cui il territorio può essere orgoglioso, che continuerà a crescere nonostante potrà trovarsi ancora di fronte piccoli manager con scarse prospettive.

Io, per conto mio, questo posso fare, DISDICO IL CONTRATTO a questi signori e i loro “margini” se li facciano con chi non capisce che prima che “utenti” ciascuno di noi ha la responsabilità di vigilare su quello che si acquista e su chi vende, esattamente come quando si vota alle elezioni: la responsabilità individuale è enorme e oggi noi così possiamo far valere quello che pensiamo!

Tolgano dal loro bilancio i miei pochi euro: alla fine potrebbero valere molto di più dei “risparmi” che pretendono e dei bonus con cui ingozzano i loro manager senza testa responsabili di azioni così miserevoli!

In fondo, per parafrasare il detto, anche il fallimento più grande comincia col più piccolo cliente insoddisfatto.

E magari ci pensa anche qualcuno dei nostri affezionati 200 mila lettori…

Auguri di cuore a Videobank ed ai suoi lavoratori, confidando che nuove, più serie e lungimiranti commesse possano consentirgli di riassumerli tutti al più presto possibile.