Le “poltrone”, lo abbiamo visto anche recentemente con il caso Sac Service, continuano ad auto assegnarsele, addirittura producendone anche quando non occorrerebbero, tra consiglieri della stessa Super Camera che si incollano nei vari consigli di amministrazione delle svariate società che controlla, a loro volta fucine incontrollate di appalti milionari, gestione di personale e consulenze a iosa non di rado bizzarre. Nel frattempo resta misterioso il ruolo svolto sul territorio da questo elefantiaco ente che opera in un regime di trasparenza vicina allo zero e continua ad indebitare le proprie casse (pubbliche) senza che si intraveda una soluzione: in ultimo il presidente Pietro Agen, assumendo i poteri della giunta (che ha poi ratificato), ha aumentato l’indebitamento a breve di oltre 2 milioni di euro portando a 6 milioni l’utilizzo dell’anticipo di tesoreria, con un costo presunto per interessi bancari in pochi mesi di ben 61 mila euro. Chiesta relazione motivata da parte del Collegio sindacale.

La trasparenza, lo abbiamo scritto e segnalato più volte, per la Camera di Commercio di Catania, Ragusa e Siracusa è un concetto tutto da interpretare: pubblicano su una sorta di “albo pretorio” on line i loro provvedimenti per una sola settimana dopo di che letteralmente spariscono. 

Eppure hanno “rinnovato” recentemente il sito istituzionale, non si sa a quale costo, evidentemente fissando altre priorità.

Vabbè, in ogni caso qualcosa si viene a sapere e quando suscita curiosità di pubblica rilevanza, non possiamo fare altro che sottoporla ai nostri lettori, come dovrebbe fare ogni giornalino che si rispetti.

L’ultima “curiosità” riguarda una “delibera d’urgenza” assunta il 4 luglio scorso dal presidente Pietro Agen con i poteri della giunta che l’ha poi ratificata il successivo 15 dello stesso mese: evidentemente era proprio urgente.

È la numero 52 con la quale il presidente dell’ente camerale decide di chiedere alla banca tesoriera, l’ex Credito Siciliano oggi Creval, di aumentare il proprio fido di cassa, tecnicamente “anticipazione di tesoreria”, arrivandone ad utilizzarne ben 6 milioni.

Con questa delibera si apprende infatti che la Camera di Commercio del SudEst utilizza già uno scoperto di conto, tecnicamente una delle forme di indebitamento più costose, per la bellezza di 3 milioni 847 mila e 825 euro, chiedendone “al fine di potere fare fronte durante l’anno 2019 al pagamento degli oneri al personale in servizio e in quiescenza, alla spese di funzionamento e a quelle connesse con le finalità istituzionali dell’ente”, quindi per l’ordinaria gestione, di poterne utilizzare altri 2 milioni 152 mila euro.

Debiti che si aggiungono a quelli già cospicui che gravano sui bilanci dell’ente e che hanno già comportato l’aumento del 50% dei diritti camerali a carico delle imprese per gli anni 2018-2019.

La giunta camerale ha ratificato la decisione del presidente Agen con delibera 53 del 15 luglio ed è subito scattata l’attività ispettiva della consigliera appena insediata avv. Elisa Di Mattea che ha formalmente interrogato il Collegio dei Revisori della Camera di Commercio chiedendo una relazione motivata sulla delibera ed in particolare sul reale fabbisogno finanziario dell’ente camerale.

Comincia ad essere un’urgenza capire come funziona ed a cosa serva questa gigantesca macchina che tutto questo beneficio non pare riuscire ad apportare al territorio: anzi.

Aumento indebitamento di tesoreria: Deliberazione Presidenziale n. 52 del 04 luglio 2019

Deliberazione Giunta Camerale n. 53 del 15 luglio 2019