L’Ucraina é un paese ricco di opportunità commerciali, produttrice di risorse naturali e umane e di competenze, sia nel settore dell’importazione che in quello dell’esportazione. Un incontro alla Camera di Commercio del Sud est nella sede di Catania è servito ad illustrare i dati che già vedono una collaborazione tra le aziende italiane e il territorio ucraino, ma anche per proporre nuovi progetti

Al seminario con il vice presidente vicario della Camera di Commercio, Salvo Politino hanno partecipato il Capo dell’Ufficio Commerciale dell’Ambasciata ucraina Alexander Kapustin, il console generale in Napoli, Victor Hamotskyi e quello onorario di Sicilia e Sardegna Domenico Platania con  l’addetto culturale Vladislav Mushka.

L’Italia è il partner ideale per l’Ucraina, tanto che nel 2016 le ha venduto merci per 1098,7 milioni di euro importando prodotti per 1984,4 milioni. Lo scambio é attivo e bilanciato: mentre il nostro paese esporta vini e vermouth, lana, macchine tessili, forni, coloranti naturali, turbine a vapore e idrauliche e altri macchinari, attrezzatura elettrica, prodotti farmaceutici, pelli e mezzi di trasporto, nonché gas, petrolio e materiale plastico, di contro in Italia importiamo, provenienti dall’Ucraina, metalli ferrosi, granoturco, frumento e orzo, olio di girasole, legno, coloranti, argilla, lavori di ghisa ferro e acciaio. L’export dei prodotti agricoli alimentari è uno dei settori più dinamici del commercio estero ucraino. L’industria è cresciuta del 18% l’anno dal 2003 al 2016. Notevole il tasso del 6% registrato dal solo settore farmaceutico che tuttora si dimostra in rapida crescita.

Sono tante le aziende italiane che già hanno investito in Ucraina come Intesa San Paolo, ENI, Mapei, Inblu, Saipem, Belmonte, Camozzi, SNAM, Ferplast, Buzzi Unicem, Gualapack, Emil Ceramica, Celme, Conzon Group, Tecnocap, solo per citarne alcune.

«L’Ucraina è uno dei paesi che più esercitano capacità attrattive nei confronti delle aziende interessate ad internazionalizzarsi – ha detto il dott. Politino -. Bassa pressione fiscale e basso costo del lavoro hanno spinto, negli ultimi anni, diverse imprese italiane a trasferirvi in parte o in toto la produzione, aprendo in molti casi filiali il loco. Le opportunità sono davvero tante perché il territorio sta guadagnando ritmo e mostra una crescita del commercio bilaterale del 29%, grazie anche all’accordo di libero scambio. L’Ucraina é ottimo partner commerciale anche per la sua posizione geografica strategica, visto che rappresenta un ponte con il Kazakistan, la Russia e le altre repubbliche dell’Asia centrale».

Le regioni italiane che hanno intrapreso rapporti commerciali con il paese dell’ex Unione Sovietica sono Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Toscana, Puglia, Marche e Sicilia. Quest’ultima ancora fanalino di coda ma attualmente in crescita se si pensa che il volume commerciale siciliano è di quasi 15 milioni di euro: 2 milioni per esportazione di beni e servizi e 12 milioni per importazione.

«La nostra economia nazionale é in crescita – ha sottolineato il dott. Alexander Kapustin -. Già abbiamo intrapreso rapporti con l’Italia dagli anni ‘80 che oggi sono cresciuti e che sono in continua ascesa, grazie anche ad una favorevole tassazione, con maggiori agevolazioni rispetto ad altri paesi». Questa è la prima iniziativa mirata ad avviare il processo di internazionalizzazione delle imprese e ne seguiranno altre con il coinvolgimento di tutte le Camere di Commercio italiane per l’estero.