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Ma può essere che Enzo Bianco presieda ancora l'assemblea dell'ANCI?!

04-07-2020 03:36

Pierluigi Di Rosa

Cronaca, Potere&Poteri,

Ma può essere che Enzo Bianco presieda ancora l'assemblea dell'ANCI?!

L'ex sindaco, coinvolto in procedimenti penali e contabili, è ancora presidente dell'assemblea dei sindaci italiani: opportuno? Certo, tanto normale n

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L'ex sindaco, coinvolto in procedimenti penali e contabili, è ancora presidente dell'assemblea dei sindaci italiani: opportuno? Certo, tanto normale non è considerate la pesantezza delle accuse ed il tenore delle valutazioni espresse delle due procure. A porre la questione è il quotidiano nazionale La Verità che gli ha dedicato una mezza paginata...



A ricordare che nonostante gli inciampi continui senza imbarazzo, almeno per lui, a rappresentare i comuni italiani è lo stesso Bianco con l'immancabile post sulla sua pagina FB: ha partecipato, ed è intervenuto, all'assemblea plenaria del Comitato delle Regioni, alla presenza del Commissario per l'emergenza.


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Lo ha fatto nella qualità, a tutt'oggi mantenuta, di presidente dell'assemblea nazionale dei comuni d'Italia, quell'


ANCI dove anni fa è riuscito a piazzare come dirigente la sua segretaria storica Patrizia Minnelli

, presso la cui casa di via san Michele ha risieduto per qualche anno e che gestiva una società di eventi che si occupava della sua promozione politica con fondi provenienti dalla Margherita del tesoriere Lusi. Altre storie.


Il fatto che oggi Enzo Bianco sia implicato in alcune


indagini penali

e


contabili

, per il dissesto ma anche per il


"Caso Licandro"

, e continui a mantenere il ruolo di presidente dell'assemblea ANCI è diventato un caso nazionale con l'intervento del


quotidiano La Verità.

Lo scorso 30 giugno ha pubblicato, dedicandogli mezza pagina, un articolo a firma di Alessandro Rico dal titolo:


"Con lui Catania è finita in dissesto Ma lAnci coccola lex sindaco dem. La Corte dei conti vuole interdirlo, eppure Bianco resta a capo del consiglio nazionale."

L'incipit di Rico:


"Per carità, noi siamo garantisti. Però un conto sono i processi, un conto sono le responsabilità politiche. O, semplicemente, l’opportunità di tenere al suo posto di presidente del consiglio nazionale dell’Anci, l’associazione che riunisce i Comuni italiani, un ex sindaco che secondo la Corte dei conti avrebbe dolosamente contribuito al dissesto delle casse di Catania, la città da lui amministrata dal 2013 al 2018."

La domanda:


"Sarà mica che questa intangibilità, Enzo Bianco, la deve alla sua appartenenza partitica? Sarà che l’Anci, che ha già un presidente del Pd, Antonio Decaro, a tal punto pretende di monopolizzare l’associazione, da voler blindare persino un primo cittadino che i magistrati contabili chiedono d’interdire per 10 anni, oltre a comminargli una sanzione di 97.356,40 euro?"

Poi La Verità sintetizza le ultime vicende che conosciamo e di cui abbiamo scritto, con le prossime udienze innanzi alla Corte dei Conti (23 luglio) e al Tribunale penali (10 settembre):


"È notizia recentissima che, per la vicenda del dissesto del Comune di Catania, dichiarato con delibera del 12 dicembre 2018, Bianco, per il quale la Procura (penale, NdR) ha chiesto il rinvio a giudizio (insieme ad altre 29 persone, tra i componenti della sua giunta e il collegio dei revisori dei conti), dovrà presentarsi davanti al gup il 10 settembre. Ma proprio negli stessi giorni di inizio giugno, quando era stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini, uscivano un comunicato stampa e un documento di 102 pagine, con cui la Procura regionale della Corte dei conti chiedeva alla sezione giurisdizionale siciliana la misura interdittiva legale per 10 anni a carico dell’ex sindaco e dei suoi assessori, con sanzioni per un totale di 1,2 milioni di euro. La relativa udienza si svolgerà il 23 luglio a Palermo."

Rico riporta correttamente la posizione dell'indagato:


"Bianco respinge tutti gli addebiti: ricorda di aver preso in mano un Comune già in predissesto dal 2012 (i politici ereditano sempre le colpe dei predecessori); e garantisce «la piena correttezza dei comportamenti » della sua giunta."

Ma ritorna ai fatti:


"Fatto sta che le toghe contabili ci vanno giù pesanti. Nel faldone si parla, ad esempio, di «costante sovrastima delle entrate» da parte degli amministratori dem: nel bilancio 2013, per oltre 14 milioni; in quello 2014, per oltre 19 milioni; in quello 2015, per quasi 9 milioni; in quello 2016, per 11 milioni; in quello 2017, per 60 milioni emezzo. Si parla di «continuo e progressivo incremento del volume complessivo dei debiti, accompagnato dal perpetrarsi di pratiche contabili in contrasto con le norme di riferimento». Si parla di «stima approssimativa » dei debiti del Comune verso le partecipate. Si parla di «gravi responsabilità contabili e di rappresentazioni non veritiere e attendibili della situazione contabile e finanziaria dell’ente, oltre all’assenza di misure correttive» e all’«inerzia nelle funzioni esecutive e di impulso che ricadono sull’organo di governo»."

E continua a citare alcuni dei passi più salienti della richiesta di condanna da parte della Procura:


"Si parla della «assoluta conoscenza da parte degli amministratori dello stato di crisi finanziaria “prossima al dissesto” in cui si trovava l’ente nel momento in cui hanno assunto le rispettive cariche politiche». «Tuttavia», rincara la Corte dei conti, «gli stessi amministratori hanno omesso di porre in essere le iniziative necessarie a fronteggiare le gravi irregolarità contabili e la rilevante crisi finanziaria dell’ente (...) e per di più, con la loro mala gestio hanno determinato un ulteriore e progressivo aggravamento della situazione finanziaria». E i magistrati riferiscono pure di un «cosciente e volontario concorso degli amministratori alla violazione delle regole contabili», tramite «comportamenti omissivi» o approvazione di «bilanci falsati e non veritieri ». Bianco e la sua giunta si difenderanno nel merito in sede contabile e in sede penale (in questo caso, sono coinvolti anche i revisori)."

Per concludere ricordando, a tutti, che viene mantenuto come nulla fosse l'incarico nazionale:


"Ma nel frattempo, che figura ci fa l’Anci a tenersi ai vertici del consiglio nazionale l’ex primo cittadino catanese, peraltro riconfermato a novembre 2019, quando non amministrava più nulla e ora a rischio di finire interdetto per 10 anni? Per quale merito, poi? Se non aver contribuito a causarlo, almeno non aver impedito il dissesto finanziario del suo Comune? Possibile che le scorie del Pd trovino sempre un comodo sito di stoccaggio?"

E la chiusa:


"Se l’ex sindaco «mala gestio» Bianco fosse stato di centrodestra, avremmo visto l’Etna eruttare..."

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