Le condizioni dell’ispettore della Polizia Municipale Luigi Licari, aggredito barbaramente in via del Rotolo nel settembre scorso, continuano ad essere stazionarie, con lievi miglioramenti fisici e mentali. A breve tornerà all’Ospedale Giglio di Cefalù, per una serie di esami specifici e già programmati. Verrà sottoposto ad un check up completo, per capire quali siano le condizioni celebrali a distanza di sei mesi dal tremendo trauma. E’ stata inoltre fissata la data della prima udienza del processo a Orazio Di Grazia, l’aggressore del vigile, in virtù della richiesta di rito abbreviato, come spiega il fratello dell’ispettore, Matteo: “Fino a poco tempo fa, la data era stata fissata per il 12 aprile, ma è nella facoltà dell’accusato chiedere l’abbreviato, per cui tutto è stato spostato all’11 di maggio”Intanto, il Comune, con il sindaco Bianco in testa dopo mesi di silenzio, ha convocato la famiglia Licari ma non sono chiare le motivazioni

Nuovi esami verrano fatti dunque al Giglio di Cefalù, senza che il vigile urbano abbia però fatto progressi sostanziali nelle ultime settimane. Tra due mesi poi, la prima udienza del processo che vede accusata un unica persona, Orazio Di Grazia, il giovane ventiduenne catanese che la sera del 2 settembre 2017, sulla base di quanto appurato, sembra aver colpito con il casco, in via Del Rotolo, Luigi Licari, riducendolo in fin di vita, solo per avergli impedito il transito in motorino durante il suo turno di servizio.

Di Grazia è accusato di lesioni gravissime, per aver agito contro un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni, con l’aggravante dei motivi abbietti e futili.

Con la richiesta del rito abbreviato, tutto l’iter processuale subirà delle modifiche sostanziali, spiega Matteo Licari: “Sulla base di quanto dice la legge, non ci sarà dibattimento, nessuna testimonianza, nessuna perizia e poche udienze, con la conclusione entro il mese di giugno probabilmente”.

Da parte del Comune di Catania, datore di lavoro di Luigi Licari, dopo il quasi totale silenzio, intervallato da un incontro poco tempo dopo l’aggressione e da un fugace saluto di Enzo Bianco durante la festa di Sant’Agata, è arrivata una convocazione per i familiari dell’ispettore: “Non sappiamo esattamente come mai il sindaco voglia vederci -afferma Matteo Licari- ma abbiamo un appuntamento e andremo per saperne di più”.

Sull’episodio relativo ai giorni di Sant’Agata, Matteo Licari però ci tiene a sottolineare: “Dopo la messa in Cattedrale, abbiamo portato Luigi a trovare i vigili che piantonano l’ingresso del Comune. Lì è stato salutato da alcune autorità, ma nulla di più. Non siamo stati ricevuti o invitati, l’incontro è stato casuale”. E prosegue: “i colleghi lo hanno accolto e abbracciato con affetto, nel frattempo si sono avvicinate altre persone, tra cui il Presidente Regionale Nello Musumeci. Eravamo davanti al portone del palazzo comunale ed il sindaco lo ha salutato velocemente in quella occasione, ma poi è andato via. Mio fratello non è stato invitato o ricevuto a Palazzo degli Elefanti come qualcuno potrebbe aver pensato”.

“Gli amici lo hanno accolto calorosamente, lo hanno visto in piedi, ma è evidente come non stia ancora bene, è lungi dall’essere guarito. Fisicamente va sempre sorretto, continua ad essere molto debole, ha scarsissima forza fisica e a livello mentale ha ancora le allucinazioni che lo portano a non capire bene cosa accade intorno a lui. Non a caso non si rende conto realmente di quel che succede, dei problemi della sua famiglia o del fatto che di qui a qualche mese inizierà il processo”.

E, continua Matteo Licari: “Nel corso delle settimane fortunatamente alcuni miglioramenti sia fisici che mentali ci sono stati, ma mio fratello non riesce ancora nemmeno a piegarsi per allacciare le scarpe. Noi cerchiamo di non appesantirlo con spiegazioni inutili anche per non affaticarlo, è dura ma andiamo avanti”.

Oltre al danno forse permanente, anche la beffa dello stipendio ridotto dal Comune ed una causa come “vittima del dovere”, che si spera non si protragga per anni e consenta a Luigi Licari e alla sua famiglia di poter vivere dignitosamente, cosa che oggi risulta difficile, per le costose terapie e l’impossibilità di lavorare.

Domani finalmente un incontro dopo mesi di imbarazzante silenzio. Ad oggi, l’unica reale manifestazione di solidarietà per quanto accaduto, rimane appunto l’incontro tra i familiari e il sindaco Bianco immortalato dalla famosa foto, con il il primo cittadino che mostra un sorriso tanto smagliante quanto inappropriato.

L’occasione per dare un giusto riconoscimento all’ispettore con la consegna della “Candelora D’Oro”, l’Amministrazione l’ha sprecata consegnando il premio a Fiorello. Ma tant’é, contento il sindaco, contenti tutti!