Elementi di ferro portati via, struttura sempre più fatiscente e spazzatura gettata a a caso ovunque. E meno male che nel 2014 il Comune aveva messo a disposizione 400 mila euro da destinare a tutte le isole ecologiche della città e questo poteva costituire una speranza per recuperare l’impianto. Da allora sono passati più di tre anni e il punto di raccolta rifiuti in via Generale Ameglio, strada perpendicolare al Viale Mario Rapisardi,  si presenta in condizioni sempre più degradanti. Ma dove sono finiti questi soldi? Per cosa sono stati utilizzati?

La struttura si trova in uno spazio molto ampio, circondato da aree incolte, e presenta evidenti segni di decadenza: le parti di alcuni macchinari sono state portate via, il piccolo edificio sulla destra sta cadendo a pezzi e all’interno è pieno di detriti e calcinacci, inutilizzato e abbandonato: mancano gli infissi, gli arredi interni e l’impianto elettrico.

Dopo innumerevoli saccheggi e danni all’impianto ora l’area è diventata una mega discarica abusiva, come se non ce ne fossero abbastanza. E’ piena di spazzatura abbandonata e si trova di tutto: materiale e sacchi per l’edilizia e strutture-giocattolo di plastica per i bambini probabilmente appartenenti a qualche centro per l’infanzia. Ma anche vestiti, mobili, materassi, assi di legno e pneumatici di auto, c’è l’imbarazzo della scelta.

Come è visibile dalle foto, la maggior parte dei danni sono stati causati probabilmente da vandali per impossessarsi di rame o altro materiale ferroso. Manca la recinzione e chiunque può introdursi nell’area per danneggiare quel che resta della struttura.

La struttura sarebbe stata costruita nel 2007 e completata nel 2010. Dopo due anni di fermo stava per essere attivata, ma nel 2013 è stata completamente vandalizzata e da allora riversa in queste condizioni. Delle tempistiche davvero inquietanti legate a una prolungata chiusura di cui non si sono mai comprese le motivazioni e che facilitò l’azione dei vandali. Ecco l’ennesima presa in giro, nonché spreco di denaro pubblico.

Che dire: a quanto pare non sono bastati i numerosi sopralluoghi e denunce effettuate in questi anni dalla commissione consiliare al Patrimonio affinché a Palazzo degli Elefanti si smuovesse qualcosa per recuperare quest’impianto inspiegabilmente abbandonato.

Si tratta di un’isola ecologica fantasma che nelle condizioni in cui si trova non può avere certo nessuna utilità per gli abitanti della zona. In teoria sarebbe nata per favorire la raccolta differenziata ma per com’è stata ridotta è diventata proprio l’emblema del fallimento di questo sistema di gestione rifiuti.

Il degrado dell’impianto peggiora giorno dopo giorno nel silenzio assoluto delle istituzioni.