Il Presidente della Regione Nello Musumeci, in occasione di un convegno organizzato dall’associazione degli industriali di Catania, in relazione alle aree industriali, riferendosi all’IRSAP (Istituto Regionale per lo Sviluppo delle Attività produttive), lo ha definito uno “stipendificio”, come se proprio gli industriali con i propri rappresentanti non abbiano partecipato a vario titolo alle scelte della governancepolitica che ha prodotto risultati fallimentari. Ma ripassiamo questa storia.

Nel gennaio del 2012 (L.R. n. 8/12) venne celebrata, in pompa magna, dal governo Lombardo, la nascita dell’IRSAP (Istituto regionale per lo sviluppo delle Attività produttive) posto a controllo e vigilanza dell’Assessorato regionale delle Attività Produttive, guidato, chiaramente, da un industriale.

Il 3 settembre 2012, con la nomina del primo commissario straordinario e del primo direttore generale, salpa la nave IRSAP. Ma arrivano quasi subito le dimissioni del primo commissario straordinario e la dichiarazione di illegittimità della nomina del primo direttore generale per giudizio del TAR Palermo.

Anche il successivo “governo Crocetta” conferma vertici vicini a Sicindustria alla guida dell’Assessorato regionale delle attività produttive.

Il 21 dicembre 2012 si nomina un nuovo commissario straordinario, cui ha fatto seguito, il 18 settembre 2013, la nomina del C.d.A., durato in carica fino al settembre 2015. In seguito, dopo la nomina e la rinuncia di un dirigente dell’Amministrazione regionale in qualità di commissario straordinario, mai insediatosi, è stata la volta di un commissario ad acta (fino ad agosto 2016), successivamente riconfermato in qualità di commissario straordinario, dimessosi nell’agosto 2017.

L’ IRSAP sin dalla sua nascita sembra non potere avere quindi la fortuna di avere in carica normali organi di indirizzo e di amministrazione, né tantomeno un contributo di funzionamento che consenta di svolgere decorosamente le sue funzioni.

Si continua con lo stesso andazzo fino ai giorni nostri, con un’inaccettabile situazione: nomina di commissari, dimissioni, nuova nomina di commissario ad acta per il disbrigo degli atti urgenti e con rappresentanza legale poi, ancora, nuova nomina di un commissario ad acta che si dimette. Si nomina quindi il terzo commissario ad acta, che attualmente guida le sorti dell’IRSAP.

Caro Presidente è per queste dinamiche che ci saremmo aspettati da parte Sua una aperta critica all’Associazione degli industriale che si è resa corresponsabile dello status quo trasformando i lavoratori in dipendenti del presunto “stipendificio” IRSAP.

E che dire degli ex Consorzi ASI che sono stati sostituiti dall’Irsap? La legge istitutiva IRSAP del 2012 prevedeva il termine di 180 giorni per la chiusura delle operazioni di liquidazione… ma sono passati i 180 giorni previsti e in più solamente altri sei anni, e le liquidazioni degli ex Consorzi ASI, i cui patrimoni avrebbero dovuto transitare all’IRSAP in caso di beni strumentali, o, in caso di beni non strumentali al patrimonio della Regione per la successiva vendita finalizzata al ripianamento delle ingenti situazioni debitorie degli enti soppressi, non sono ancora partite.

Cosi’ l’ingente patrimonio delle ex-Asi – la cui vendita, oltre alla contribuzione netta alla finanza pubblica, potrebbe mettere questi beni al servizio delle attività produttive – resta bloccato.

Inadempiente continua cosi’ a essere la Regione che, a parte le esternazioni del Presidente, non ha, sin qui, messo in campo nessuno degli strumenti di programmazione delle azioni a sostegno delle attività produttive e di indirizzo, come previsto dal 2012 dalla legge regionale istitutiva dell’IRSAP.

Quindi caro Presidente, conoscendo il suo equilibrio ci saremmo aspettati anche un gesto di solidarietà nei confronti del lavoratori che da sei anni sono in balia dell’incapacità della politica e Le chiediamo di tenere conto delle complicità del mondo degli industriali che hanno contribuito alla creazione dell’attuale situazione. Le manifestiamo, quindi, l’auspicio di fare chiarezza al più presto anche con atti concreti che possano restituire dignità e significato all’IRSAP e al suo personale.