È stato il classico scontro Davide contro Golia. Da un lato un dirigente solerte, Carmelo Faraci, isolato e umiliato, difeso dall’avvocato catanese appena 28enne, Marco Cuttone (vincitore tra l’altro del premio Massimo D’Antona). Dall’altro una delle massime esponenti del “cerchio tragico” di Crocetta, il commissario dell’IRSAP e braccio destro dell’assessore alle Attività Distruttive Mariella Lo Bello, Maria Grazia Brandara difesa nientemeno che dallo studio del professore ordinario di Diritto del Lavoro dell’università di Palermo Massimiliano Martinelli: che perde. Gravissima la ricostruzione del contesto interno all’IRSAP descritto nella memoria dell’avv. Cuttone con le conclusioni pienamente accolte dal Giudice del Lavoro di Gela Elena Kildani, che ha anche condannato l’IRSAP alle spese. E non finisce qua

Carmelo Faraci è un gelese 55enne assunto con la qualifica di dirigente  amministrativo dall’allora consorzio ASI di Gela nel 1989.

Nel 2012, governo Crocetta, le ASI vengono liquidate ed accorpate, con tutto il loro personale, nell’ente regionale IRSAP.

Faraci ricopre ruoli di vertice della struttura amministrativa sino a che, nel 2016, vengono attuati una serie di provvedimenti che avranno lo scopo di allontanarlo per impedirgli di “dare fastidio” ad un sistema consolidato ed inquietante.

Vediamo.

Nell’ottobre 2015 il governo Crocetta nomina commissario straordinario dell’IRSAP come al solito una fedelissima, Maria Grazia Brandara, già segretaria particolare della vice presidente dello stesso governo Mariella Lo Bello, ormai famosa non solo per l’assoluta inconsistenza della sua gestione dell’importantissimo assessorato alle Attività Produttive quanto  per quello che sta combinando con la Camera di Commercio di Catania, Ragusa e Siracusa.

Faraci si è sempre distinto per la solerzia e l’attenzione praticata nell’ambito delle sue responsabilità dirigenziali, ed in una prima fase viene confermato nei delicati ruoli a capo delle aree Risorse Umane e Affari Giuridici, incarichi di vertice di grande delicatezza in un ambiente decisamente complicato, come testimoniato dalle numerose inchieste giudiziarie.

Quasi all’inizio della gestione di Brandara sembra vi sia la volontà di farlo entrare nel “sub cerchio tragico”, con la nomina addirittura, siamo nel maggio 2016, a Vice Direttore Generale.

La volontà sembra quella di garantire una sorta di pax interna che però, come vedremo, Faraci non sarà disposto a garanti venendo meno ai suoi doveri.

avv. Marco Cuttone

A chiarire infatti cosa accade all’interno dell’importante ente regionale sono le 50 pagine della memoria difensiva dell’avvocato Cuttone.

Si legge: “L’Avv. Faraci, dal momento dell’attribuzione degli incarichi di Dirigente responsabile Area Risorse Umane e Dirigente Responsabile Area Affari Giuridici, da ultimo revocati, ha posto in essere una serie di atti di segnalazione e riorganizzazione di importante rilevanza all’interno dell’IRSAP.”

E di cosa si tratta?

Appena confermato nel suo incarico comincia a rompere le uova nel paniere ed il 14 gennaio 2016 scrive al commissario Brandara segnalando “rilevanti criticità relativamente alla proroga dei contratti di lavoro in scadenza il 31 dicembre 2015 rilevando, in particolare, come “la grave situazione di cassa non rende attualmente possibile il pagamento di alcuna retribuzione in favore dei dipendenti nonché il pagamento di altre spese per fornitori bollette o altro”.

Apriti cielo.

La segnalazione innesca un meccanismo a catena, tanto che i revisori dei conti non potranno che confermare la consistenza delle segnalazioni di Faraci con propri rilievi del successivo luglio, in cui si contestano alcuni provvedimenti del commissario, peraltro persino privi degli obbligatori pareri degli uffici tecnici.

Le segnalazioni del dirigente Faraci non si limitano a questo.

Il dirigente infatti comincia un’attività di controllo che mette in evidenza diverse incongruenze gestionali che vanno da casi di assenteismo conosciuti e non sanzionati ad indennità non dovute e liquidate, dalla gestione di alcuni appalti a forniture irregolari e transazioni illegittime.

Nelle memorie dell’avvocato Cuttone viene prodotta anche una serie di messaggi wapp dai quali si rileva come le segnalazioni dell’avv. Faraci ai vertici dell’IRSAP, ovviamente atti riservati, venivano subito portati a conoscenza dei dipendenti oggetto delle contestazioni, generando nei confronti dello stesso dirigente un pesante clima di malanimo se non espressamente minaccioso.

Si legge: “Alla luce di quanto ricostruito, emerge come nei pochi mesi di conduzione dei propri incarichi, l’Avv. Faraci avesse incarnato il ruolo di controllore all’interno dell’IRSAP, ponendo in essere una diffusa azione di monitoraggio generalizzata tanto nei confronti della “Struttura Centrale”, quanto e, soprattutto, dell’azione degli Uffici Periferici. A causa dell’attività posta in essere, l’Avv. Faraci è stato considerato tra i dirigenti più avversati e odiati.”

Ora, accade quindi qualcosa di veramente inquietante: “E’ al contempo evidente come alla rimozione del ricorrente dagli incarichi attribuiti abbia fatto da contraltare l’attribuzione di incarichi ad ulteriori soggetti, talvolta destinatari delle segnalazioni verbali operate, che sono stati collocati in ruoli dirigenziali rilevanti anche per mezzo del medesimo provvedimento attraverso il quale è stata disposta la revoca dall’incarico dirigenziale dell’odierno ricorrente.”

Tradotto: Faraci segnalava “criticità” a carico di alcuni dipendenti e persino dirigenti di vertice e alla fine lui veniva rimosso dall’incarico che veniva affidato, guarda caso, proprio agli stessi dirigenti oggetto delle contestazioni.

Tra gli atti che maggiormente hanno “infastidito” i vertici dell’IRSAP del commissario Brandara la posizione assunta da Faraci in una vicenda particolare.

Il dirigente infatti “ha manifestato il proprio dissenso a sottoscrivere le determinazioni di pagamento per le missioni svolte dal Vice Direttore Generale, secondo i calcoli predisposti dal dipendente istruttore, collaboratore in servizio presso l’Ufficio Periferico IRSAP di Enna, ritenendo non sussistessero i presupposti per disporne il pagamento.”

Tale determinazione a non pagare le missioni al Vice Direttore Generale vennero condivise dall’Ing. Piero Re, Dirigente delle Risorse Umane e Finanziarie che verrà anch’egli sollevato dall’incarico.

Inutile dire che rimosso Faraci dal suo ruolo di controllore, “con determinazione n. 130 del 24 agosto del 2016, quindi successivamente alla revoca degli incarichi disposta nei confronti dell’odierno ricorrente, è stata disposta la liquidazione delle missioni svolte dal Vice Direttore Generale.”

Le 50 pagine del ricorso proposto dall’avvocato Marco Cuttone, con i 73 allegati su cui torneremo per approfondire i singoli punti, contengono circostanze che di certo non limitano il loro interesse al solo Giudice del Lavoro, ma è probabile finiscano presso altre giurisdizioni.

Intanto, il 30 luglio le richieste della difesa dell’avvocato Carmelo Faraci sono state tutte accolte dal Giudice del Lavoro di Gela Elena Kildani che ha revocato tutti i provvedimenti emessi contro di lui, condannando l’IRSAP anche al pagamento delle spese processuali.

Al momento il commissario Brandara ha serrato le fila della governance, affidando il ruolo di direttore generale a Gaetano Collura, considerato vicino al senatore Beppe Lumia, e quello di vice direttore generale a Francesco Gallo, che per pura coincidenza fu il sindaco di Gela che agli inizi degli anni 2000 nomino assessore della sua giunta proprio l’attuale presidente della regione Rosario Crocetta che avviò così la sua folgorante (e forse ormai folgorata) carriera politica.

E nel frattempo che loro si divertono a giocare al risiko per la conquista di traballanti poteri, basta fare un giro per le varie zone industriali dell’intera Sicilia, magari proprio quella di Catania, per rendersi conto di quanto lavoro dovrà svolgere il prossimo governo regionale per ovviare a danni ormai incalcolabili.

L’ordinanza Faraci contro IRSAP