Sconcertante decisione della giunta municipale, su proposta del direttore/segretario generale Antonella Lotta di affidare ad esterni la formulazione del “piano di rientro” da depositare alla Corte dei Conti entro giugno. Con 3.000 dipendenti e sedicenti esperti messi in giunta. Un’ammissione di fallimento insuperabile che basterebbe da sola per mandare tutti a casa

Si sono riuniti alle 12,25 del 22 marzo 2016.

Presenti il sindaco avv. Vincenzo Bianco, l’ancòra vice sindaco Marco Consoli Magnano San Lio e gli assessori avv. Giuseppe Girlando, avv. Rosario D’Agata, prof. Orazio Licandro, dr.ssa Valentina Scialfa Chinnici e Salvo di Salvo.

Assenti gli assessori ing. Luigi Bosco, l’avv. Angela Mazzola e Angelo Villari.

A proporre la delibera è il segretario/direttore generale dell’amministrazione Bianco, la dr.ssa Antonella Liotta che, detto per inciso, negli ultimi tre mesi, dicembre-gennaio-febbraio, ha percepito dal comune, proprio a carico del “bilancio da riequilibrare”, compensi per 48.126 euro (QUARANTOTTOMILACENTOVENTISEI). In tre mesi.

La dr.ssa Liotta, nella sua proposta sfociata nella delibera 42, parte dal presupposto che “La riformulazione del Piano di riequilibrio comporta attività molto complesse, per le quali sono necessarie competenze pluridisciplinari, in atto non disponibili all’interno dell’ente.”

Quindi, al comune di Catania, con oltre 3.000 dipedenti, dirigenti, direttori, alte professionalità, migliaia di euro spesi in corsi di formazione e quant’altro, non si trova personale capace di redigere un banalissimo piano finanziario la cui unica complessità risiede nel renderlo vero e credibile?

O quella che l’amministrazione Bianco ricerca è una specifica “capacità creativa” che essendo di natura “artistica” sfugge alle “normali” competenze di pubblici funzionari che non si capisce per cosa vengono pagati se non riescono a redigere un piano finanziario?

La dr.ssa Liotta, infatti, arriva a specificare che l’amministrazione Bianco “addirittura (l’addirittura è testuale, ndr) ha dovuto coprire temporaneamente la Direzione Ragioneria Generale con conferimento di’incarico ad interim a un Direttore già oberato dal carico di lavoro di altre due Direzioni e privo di esperienza specifica nella materia.”

Quindi, apprendiamo che l’amministrazione Bianco ha affidato un incarico delicatissimo ad un direttore che è “addirittura privo di esperienza specifica nella materia.”

C’è da rimanere allibiti.

E prosegue indefessa la Direttora/Segretaria Generale: “Le attività prodromiche alla riformulazione del Piano comportano analisi specialistiche di ricognizione e revisione, analisi e studio di tutta la situazione debitoria dell’ente, della gestione economica-finanziaria nonché la verifica di atti complessi e la proposizione delle azioni necessarie alla sostenibilità del Piano stesso in uno scenario temporale molto ampio.”

Sempre più preoccupati, la situazione è drammaticamente patetica.

Infatti, arriva la proposta choc: “Stante la complessità della situazione economica-finanziaria, l’ente necessita del supporto e assistenza tecnico-contabile, specialistica e pluridisciplinare non presente all’interno dell’ente.”

Sindaco, vice sindaco e assessori presenti deliberano così, come nulla fosse, di “dare mandato alla Ragioneria Generale di procedere, ai sensi e nel rispetto della normativa vigente in materia, a predisporre gli atti necessari e procedere all’individuazione di un soggetto esterno prestatore di servizi e qualificato nella materia, per l’assistenza tecnico-contabile e l’accompagnamento al complesso processo di riformulazione del Piano di riequilibrio finanziario pluriennale.”

Quindi questi signori, che in aggiunta agli emolumenti sopra indicati della proponente, costano al bilancio da “riequilibrare, la bellezza di 43.202 euro al mese (quarantatremiladuecentodue), non sono stati capaci in quasi tre anni di amministrazione ad assicurare al comune di Catania un minimo di competenze necessarie a redigere un piano finanziario che, “addirittura” viene ancora considerato talmente “complesso” da non riuscire a capirci niente, forse considerando le modalità sino ad ora utilizzate.

La domanda è brutale: cosa aspetta la regione ad intervenire in sede ispettiva e mandare a casa una amministrazione dichiaratamente incapace?