Vittoria a sorpresa per il ventenne tedesco e la ventiduenne di Odessa, i quali hanno dimostrato che qualcosa di nuovo sta nascendo sul panorama del tennis internazionale. Male gli italiani, tranne il neo padre Fognini che elimina il numero uno al mondo Andy Murray

Si è concluso l’evento più importante del tennis italiano, andato in scena come da tradizione nella meravigliosa cornice del Foro Italico, e che ha richiamato a Roma migliaia di appassionati. Gli Internazionali d’Italia, torneo tra i più affascinanti e più importanti della tournée su terra europea che si concluderà con il Roland Garros a Parigi, è da sempre teatro di grandi incontri e, spesso, di colpi di scena inattesi. Esaltati forse dalla location, quella Roma città eterna terra di gladiatori, i giocatori meno attesi danno sempre fondo a tutte le proprie energie, ottenendo magari risultati stupefacenti che segnano la loro carriera. Ciò è accaduto anche quest’anno per i due neo campioni, entrambi alla prima stagione a così alto livello nel circuito maggiore. Alexander Zverev, capace di fare centro alla sua prima finale in un Masters 1000, e Elina Svitolina, al quarto titolo in questa stagione che le consentirà di proseguire la scalata in classifica mondiale fino alla sesta posizione, suo best ranking, hanno dato una sonora risposta ai tanti critici che descrivono il movimento tennistico come privo di astri emergenti. Dopo il grande inizio di stagione sul cemento australiano e americano di “Re Roger”, le vittorie nei tornei su terra di Rafa Nadal, ma soprattutto viste le finali degli Australian open, con le solite sorelle Williams da una parte e i mitici Federer e Nadal dall’altra, sembrava essere tornati indietro di 7/8 anni, con questi 4 mostri sacri tornati a contendersi la scena principale. Come spesso accade, però, tutto cambia molto velocemente, e Roma è stata il palcoscenico perfetto per la nascita di tre promesse dal sicuro avvenire (va aggiunto di diritto ai due già citati l’austriaco Dominic Thiem, il quale ha vendicato le due sconfitte in finale in terra spagnola sconfiggendo niente poco di meno che Rafael Nadal). Oltre all’ottimo livello tecnico offerto, i due vincitori hanno anche dimostrato nervi saldi e faccia tosta, qualità necessarie per arrivare al vertice, imponendosi rispettivamente contro la rumena Simona Halep, numero quattro al mondo e grande favorita della vigilia, con il punteggio di 4-6, 7-5, 6-1, e contro l’ex numero uno al mondo Novak Djokovic, al ritorno ai suoi livelli abituali dopo il brutto inizio di stagione, per 6-4, 6-3.

Alle grandi sorprese che hanno infiammato il foro durante questa edizione del torneo, si aggiunge anche la vittoria del neo padre Fabio Fognini, a cui vanno gli auguri di tutto il tennis italiano per la nascita del figlio Federico (così chiamato in omaggio alla memoria dell’amico, suo e della moglie Flavia Pennetta, Federico Luzzi, scomparso prematuramente). Vittoria prestigiosa per il tennista italiano, classico esempio di genio e sregolatezza, che quando è in giornata può vincere con chiunque, e che lo ha dimostrato proprio nel torneo di casa, battendo il numero uno del mondo Andy Murray, per poi essere eliminato dal futuro campione Zverev. Unica nota stonata, purtroppo, del torneo capitolino sono i risultati degli altri tennisti azzurri, tutti prematuramente sconfitti senza racimolare alcun risultato positivo. In tal senso, visto il momento di ricambio generazionale del tennis femminile italiano che, dopo una fiorente stagione di trionfi sta vivendo un periodo buio, è stata molto criticata la scelta degli organizzatori di invitare a partecipare al torneo Maria Sharapova, superstar del tennis mondiale ormai in declino, e non la “leonessa” Francesca Schiavone, alla stagione di commiato dal circuito.

Eccezion fatta per questi risultati, che preoccupano però e non poco in ottica Roland Garros, è stata la solita settimana di festa per gli appassionati italiani, con l’ormai tradizionale partecipazione che rende di diritto questo uno dei tornei più elettrizzanti al mondo. L’appuntamento è rinnovato all’anno prossimo, sperando che stavolta vi sia qualche sorpresa azzurra in più.