Ieri la notizia di un sequestro preventivo di 2,2 mln di euro in danno della Dusty per il presunto mancato rispetto della rateizzazione di debiti tributari, oggi la replica dell’azienda catanese:”La nostra posizione con Riscossione Sicilia e con Agenzia delle Entrate è perfetta. Stiamo pagando puntualmente la rateizzazione relativamente al debito maturato”. Nel comunicato si pone l’accento, più volte sollevato anche in sede europea, sull’incresciosa vicenda di uno Stato che non paga i propri debiti ai suoi creditori vessandoli poi con tassazioni assurde. L’ultima beffa l’oltraggio della mancata attuazione nel 2019 della legge che consente alle imprese quantomeno la compensazione dei crediti certificati con i debiti erariali. Con il rischio concreto che, come già accaduto, molte imprese siano costrette a licenziare migliaia di lavoratori.

Il comunicato di Dusty: “Relativamente al provvedimento emesso dal GIP del Tribunale di Catania con il quale è stato disposto il sequestro conservativo di una somma pari alla presunta evasione relativa al mancato versamento di ritenute fiscali di circa 2.300.000 euro l’amministratore unico dell’impresa, Rossella Pezzino de Geronimo, chiarisce la propria posizione affermando:

Siamo perfettamente in regola, la nostra posizione con Riscossione Sicilia e con Agenzia delle Entrate è perfetta. Stiamo pagando puntualmente la rateizzazione concordata”.

Precisa, poi, i reali contorni della vicenda evidenziando i fatti che hanno “costretto” l’impresa a non versare in bonis all’Erario le ritenute operate nei confronti dei lavoratori dipendenti nell’anno 2015.

Premetto che nel 2015 Dusty avanzava nei confronti di Committenti pubblici (tra cui ATO ME2, ATO CT 3 ed altri Comuni) un credito per servizi di igiene urbana, regolarmente prestati, pari a circa 50 milioni di euro. È a conoscenza di tutti che finora gli ATO non hanno mai liquidato alle imprese i compensi dovuti costringendo alcuni operatori del settore anche del Nord Italia, a dichiarare fallimento. È risaputo che dal 2013 Dusty abbia combattuto in ogni tipo di Tribunale per fare certificare nella piattaforma Mef, i crediti maturati. Situazione ancora più grave, se si pensa che per Dusty solo nel 2019, è stato possibile avvalersi dello strumento della compensazione dei crediti maturati nei confronti degli ATO (ammontanti a circa 30 milioni di euro) con i propri debiti nei confronti dell’Erario. Compensazione che la Dusty avrebbe voluto utilizzare anche con riguardo ai versamenti a base del provvedimento del G.I.P. di Catania. Senonché, l’istituto della compensazione è previsto dal Legislatore non per i debiti correnti ma unicamente per le somme risultanti da cartelle esattoriali (dove il debito è maggiorato di oltre il 40%!), e la cartella relativa alle ritenute di che trattasi, è stata notificata soltanto a maggio del 2019.

“Dusty è stata quindi costretta a presentare istanza di rateizzazione della contestata cartella poiché a tutt’oggi lo Stato non ha emesso il decreto che consente la compensazione dei crediti vantati dalle imprese che “servono” la P.A. anche con le cartelle relative all’anno 2018 e all’anno 2019. Giusto per far capire come nessun dolo possa ravvisarsi nella condotta della Dusty, che creditrice nei confronti della P.A. di ingenti somme (ben più elevate di quelle vantate dall’Erario), si è trovata più volte in ginocchio a fronte di cartelle esattoriali emesse da Agenzia delle Entrate e maggiorati di esosissime sanzioni ed interessi.

Preciso infine che oggi Dusty avanza dalla Pubblica Amministrazione 15 milioni di euro.

È singolare che operatori come la Dusty, che svolgono servizi pubblici essenziali che non possono mai essere interrotti in quanto di pubblica utilità, scontino in primis patologici ritardi nei pagamenti da parte delle stazioni appaltanti e dall’altra, siano costretti a provvedere al pagamento dei tributi che ove non versati tempestivamente, vengono maggiorati di esose sanzioni ed interessi di notevole entità assumendo in proprio tutti i costi di gestione dell’appalto e la rateizzazione.

“Domani trasmetteremo agli inquirenti tutta la documentazione a supporto della buona fede dell’impresa che mi onoro di rappresentare che, con sforzi talvolta sovraumani, opera nel settore dell’igiene ambientale con grande professionalità e serietà da 40 anni. Confido come sempre nel trionfo della giustizia”.