Certo, più “coincidenze” di quelle capitate alla costituenda super Camera di Commercio di Catania, Ragusa e Siracusa è difficile immaginare. Fissata per il 31 luglio la seduta di insediamento,  il 27 va in Conferenza Stato Regioni la proposta di revoca del ministro Calenda e il 26 esce la notizia della conclusioni indagini da parte della procura di Catania. Un capolavoro. Immediato il comunicato trionfale della cordata che fa capo al presidente di Unioncamere Ivan Lo Bello che si riferisce ad inesistenti rinvii a giudizio e approfitta per chiedere l’ennesimo blocco dell’insediamento, mentre il leader della Confcommercio catanese Galimberti preannuncia querele: “Tentativo disperato di bloccare ancora il legittimo insediamento. Delle migliaia di presunti falsi denunciati dalla controparte, alla fine ce ne vengono contestati solo poche unità che sarebbero del tutto ininfluenti e comunque chiariremo anche quelli.”

Quindi, le date salienti, almeno le ultime, sono 3:

il 18 luglio, (e noi ne abbiamo dato notizia conoscendo i soggetti mantenendo la formula dubitativa)  l’assessore alle Attività Produttive si decide di convocare la seduta di insediamento della Camera di Commercio di Catania, Ragusa e Siracusa per il 31 luglio, ore 10.30;

il 27 luglio al 13simo punto dell’ordine del giorno della Conferenza Stato-Regioni viene inserita la proposta di revoca dell’accorpamento delle 3 camere;

il 26 luglio viene diffusa la notizia della notifica dell’avviso di conclusione indagini sui presunti falsi nelle iscrizioni alle varie associazioni.

Sullo sfondo lo scontro epocale tra due cordate che si contendono il controllo della nuova Camera: da un lato le associazioni con a capo Confindustria nella parte che si riconosce in Ivan Lo Bello (presidente di Unioncamere nazionale) e dall’altro la Confcommercio di Piero Agen con altre numerose organizzazioni.

A prevalere per quanto riguarda il numero di iscritti l’alleanza di Agen, che conquista una maggioranza schiacciante in seno al consiglio camerale che però non riesce ad insediarsi a causa di una serie imbarazzante di stop & go dell’assessore Lo Bello e del suo presidente Crocetta.

Nelle more denunce e ricorsi a go go, con il gruppo perdente che si rivolge ai TAR di Catania e Siracusa, oltre che alla procura penale di Catania.

Al TAR di Catania gli stessi ricorrenti chiedono tanti di quei rinvii che alla fine il giudice dispone la cancellazione dal ruolo della causa, mentre in sede penale l’inchiesta va avanti con sul tappeto migliaia di falsi denunciati dalla parte soccombente ed il commissario governativo indicato come il responsabile di una gestione irregolare della procedura di nomina del consiglio.

Alla vigilia dell’insediamento viene sganciata la bomba.

Alle 15.11 del 26 luglio, il giorno prima della decisiva seduta della Conferenza Stato-Ragioni, viene diffuso un comunicato attribuibile alla cordata risultata perdente nella fase elettorale.

Diciamo “attribuibile” perché in tutti gli altri comunicati venivano sinora chiaramente indicate tutte le firme delle associazioni aderenti, mentre questo viene siglato con un anonimo “Le associazioni dell’artigianato, della cooperazione e della piccola impresa del sud est della Sicilia”, molto strano, e l’unico modo per comprenderne la paternità rimane il contenuto e il mittente che coincide con l’addetto stampa ufficiale di quel gruppo.

Il titolo del comunicato è più che eloquente: “Accertati i falsi. Plauso alla magistratura. Crocetta e MISE intervengano subito annullando la procedura.” Bhe, abbastanza forte e di certo interessante per le redazioni che si mettono subito in movimento per cercare di capire cosa stia accadendo.

Ancor di più se si leggono le prime righe di questo anonimo comunicato  che parla di ben “11 richieste di rinvio a giudizio con l’accusa di falso per i rappresentanti legali di altrettante associazioni di categoria appartenenti al raggruppamento dato per vincente.”

Il comunicato prosegue con l’affermazione che “l’irregolarità della procedura è stata quindi sancita e certificata dalla magistratura che ha accertato la presenza di false iscrizioni”, a fronte delle loro denunce che rilevavano addirittura migliaia di casi sospetti.

Dopo qualche ora convulsa, riusciamo ad ottenere l’atto della procura di Catania di Catania cui si riferisce il comunicato e da questo si ricavano informazioni decisamente diverse.

Intanto si tratta di un semplice avviso di conclusione indagini, atto dal quale discende la facoltà degli indagati di presentare le proprie ragioni alla procura entro i successivi 20 giorni: solo dopo i PM potranno proporre al GIP le loro richieste di archiviazione o rinvio a giudizio.

Quindi occorre segnalare per correttezza di cronaca che siamo ben lontani dal poter “sancire e certificare” alcunché.

Dalla lettura dell’atto si apprendono poi due particolari essenziali: esce dall’indagine il Commissario governativo Alfio Pagliaro, che veniva additato come il responsabile del disegno criminale di alterazione dei dati degli iscritti, e le migliaia di casi denunciati si riducono ad appena 81, di cui solo 41 attribuibili alla cordata risultata vincente e gli altri 40 relativi alle associazioni Confimpresa Euromed e FAPI Catania che facevano squadra a parte.

Quindi alla fine della storia, se anche venissero accertate come irregolari, queste iscrizioni non influirebbero sul risultato finale della composizione del consiglio camerale, ed anzi da notizie circolate parrebbe che dalle memorie difensive del commissario governativo Pagliaro sia stato aperto un altro procedimento penale che promette qualche sorpresa.

Riccardo Galimberti

Decisa la reazione del leader della Confcommercio catanese Riccardo Galimberti, difeso dall’avvocato Luca Blasi, al quale vengono contestate 14 iscrizioni irregolari sulle migliaia presentate e che si dice fiducioso di poter chiarire nel corso dell’interrogatorio che adesso potrà chiedere formalmente ed ai nostri microfoni dichiara: “Vengo ora a conoscenza finalmente della contestazione a mio carico di 14 aziende a fronte delle migliaia da noi presentate, ci vengono contestate in tutto circa 40 iscrizioni in riferimento al nostro sistema, sono assolutamente certo di poter chiarire alla magistratura ogni singola posizione punto per punto. Rilevo inoltre anche dalla lettura del comunicato stampa di controparte come venga trasmesso un messaggio artificioso ed a mio avviso ingannevole. A dimostrazione di questo l’archiviazione dell’inchiesta a carico del segretario Alfio Pagliaro e l’estrema esiguità delle contestazioni a fronte delle migliaia e migliaia di imprese che abbiamo segnalato e regolarmente accettate nel meccanismo camerale, oltre agli attuali esiti dei ricorsi al TAR, mi consentono di essere assolutamente certo e sereno di poter rispondere in tutte le sedi a quanto contestato ed anzi ho già dato mandato ai  miei legali di verificare se nelle affermazioni contenute nel comunicato della parte avversa si possano ravvisare reati in danno della nostra reputazione oltre che della verità dei fatti. Avverto il tentativo assolutamente inefficace di trasmettere una notizia inesatta con il fine di provocare nuovamente il mancato rispetto di una procedura elettorale debitamente e legittimamente conclusa e l’inosservanza più totale delle esigenze del territorio e dell’ente camerale.”

Nella serata di ieri anche la reazione del presidente di ConfAgricoltura Giovanni Selvaggi al quale vengono contestate le iscrizioni irregolari di due aziende: “Abbiamo piena fiducia nella magistratura e siamo certi di poter dimostrare la correttezza del nostro operato, presenteremo ai magistrati tutta la documentazione che ci riguarda e che attesta l’iscrizione alla nostra confederazione delle due aziende per le quali siamo stati chiamati in causa. “

Insomma, il gioco continua con stranissime tempistiche e la Super Camera di Commercio, che dovrebbe rappresentare un fondamentale volano per il rilancio dell’economia dell’intero territorio del Sud Est, resta impantanata in scontri di potere per l’interesse di pochissimi in danno di tutto il tessuto produttivo.

Vedremo cosa succede oggi in conferenza Stato-Regioni.

Alle 15.30