Si tratta di Franco Pignataro, non del fratello Giacomo già rettore decaduto dell’università di Catania, che risulta indagato, secondo l’accusa, per aver falsificato nelle funzioni di sindaco i bilanci del comune di Caltagirone negli anni 2009 e 2010. Con lui indagati anche assessori, dirigenti e l’intero collegio dei revisori dei conti. Caltagirone è in provincia di Catania ma sotto la giurisdizione della Procura del Tribunale di Caltagirone. Recentemente per analoghi reati la Procura della Repubblica di Messina ha fatto condannare dal Tribunale di Messina 28 persone tra sindaco ed ex assessori. A Caltagirone e Messina.

La mission principale del giornalismo d’inchiesta non è solo scoprire e rivelare atti e fatti sconosciuti o nascosti, ma anche e soprattutto ricordare, individuare e descrivere i contesti, segnalare gli intrecci che si svolgono nelle dinamiche di potere.

Citiamo quindi il rapporto di parentela tra i due fratelli Pignataro, titolari nel recente passato di importanti incarichi pubblici, uno Magnifico Rettore l’altro sindaco di Caltagirone, perché ce ne siamo occupati in occasione di una singolare concessione di beni pubblici di proprietà dell’Ateneo catanese allora retta proprio da Giacomo Pignataro, già dichiarato decaduto quando la concessione venne effettuata, avvenuta nel 2017 in favore di una associazione presieduta proprio dal fratello Franco.

Rimembranze, tutto regolare ovviamente, come gli 856 mila euro pagati due volte per Torre Biologica, l’incredibile transazione da 700 mila euro per niente, gli appalti triplicati, gli affidamenti de facto da 520 mila euro,etc., etc., etc., etc., etc., etc….

Ma oggi la notizia riguarda invece il comune di Caltagirone che è sotto la giurisdizione della Procura di Caltagirone: quindi tutta un’altra storia, proprio diversa. In tutto.

Infatti, rivela Sicilianetwork,  “sono state concluse le indagini preliminari della procura della repubblica di Caltagirone condotte dal pm Vincenzo Calvagno D’Achille per dodici tra ex amministratori, dirigenti e revisori dei conti del Comune di Caltagirone per falso in bilancio inerente agli anni 2009 e 2010.”

Il quotidiano on line segnala che “si tratta dell’ex sindaco Francesco Pignataro, degli ex assessori Salvatore Maria Russo, Domenico Palazzo, Franco Pace, Vincenzo Di Stefano, Alessandra Foti, Francesco Polizzi e Francesco Alparone, oltre all’ex dirigente del Servizio Finanziario del comune Concetta Di Dio e agli allora revisori dei conti Eleonora Napolitano, Ettore Cataldo e Fabio Amato.”

E precisa: “L’accusa è quella di avere attestato falsamente la corrispondenza del rendiconto relativo agli esercizi finanziari 2009 e 2010 indicando voci di bilancio per importi insussistenti e non corrispondenti al vero, nonché entrate ampiamente sovrastimate inducendo così il consiglio comunale ad approvare dei rendiconti contenenti dati contabili non corrispondenti al vero. In concreto, venivano comprese somme senza accertarne l’effettiva solvenza ed esigibilità di residui attivi senza verificarne l’intervenuta prescrizione.”

A Caltagirone…